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Massa, col bilancio 2023 Evam torna in utile e diminuisce il debito storico. «Ora puntiamo su Settefontane e nuovi mercati»

«L’azienda, a fronte del forte indebitamento, ha bisogno di risorse finanziarie anche in vista delle criticità future: nel 2024 ci saranno spese importanti non più posticipabili».

MASSA – Un piccolo segnale che significa un’inversione di tendenza ormai avviata grazie al nuovo cda insediatosi il 15 marzo dell’anno scorso e che con il bilancio 2023 porta a casa un risultato incoraggiante. Approvato il documento da parte di cda e dell’assemblea dei soci, la quale è composta dall’unico socio vale a dire il Comune di Massa (detiene oltre il 98% delle azioni), Evam passa da una perdita di  89.079 euro del 2022 a un utile di esercizio del 2023 pari a 26.644 euro. Anche i debiti storici e pregressi vedono un calo:  i debiti totali sono passati dai 5.429.000 ereditati nel 2022 dal nuovo cda agli attuali 5.290.000. A fronte, inoltre, di un aumento del valore della produzione (fatturato più aumento del magazzino) di 5. 457 679, mentre nel 2022 con il vecchio cda era pari a 4.718.016: quindi si registra una crescita anche del valore della produzione. “Abbiamo ridotto il debito, è una riduzione piccola che non basta per il piano di investimenti che abbiamo, comunque è  un segnale positivo anche se non la risoluzione dei problemi. Gli utili sarebbero stati molto più di 200 mila euro, quanto abbiamo dovuto versare alla banca, se non ci fosse stato l’indebitamento con i connessi oneri finanziari e gli interventi di manutenzione straordinaria. Questo significa che l’azienda è sana” commenta il presidente di Evam, Massimo Gelati, in conferenza annunciando l’approvazione del bilancio nei tempi stabiliti, senza proroghe. Una piccola grande soddisfazione quella della governance di Evam che dimostrerebbe come la società abbia imboccato la strada del risanamento, anche se, sottolinea il presidente, ci sono ancora sfide da affrontare. Gelati ha colto quindi l’occasione per delineare il quadro del 2023 e le prospettive del 2024.

Tra i punti di forza del 2023 Massimo Gelati annovera ovviamente in primis il risultato di bilancio senza dimenticare però il pesante e storico indebitamento. “La parte economica è positiva – chiosa Gelati – ma la parte  finanziaria è in equilibrio, la società non ha tanti soldi da spendere” ricorda il tasto dolente della società il presidente chiamato l’anno scorso dall’amministrazione per risollevarla da questa situazione. “Un’ altra cosa positiva – prosegue nella disamina circa le luci e le ombre del 2023 – abbiamo  avuto nel 2023 un ottimo riscontro nel lancio della linea Premium, la bottiglia in vetro per la ristorazione che pensavamo andasse ad affiancare l’altra bottiglia da 750 ml e invece abbiamo deciso che sostituirà totalmente la bottiglia tradizionale: la bottiglia Premium ha avuto una risposta talmente bella sul mercato che per evitare troppe etichette, quella verde e quella Premium oro e argento, terremo solo quella oro argento per il vetro 750. Mentre le bottiglie da un litro continueranno ad avere due etichette”.

Il terzo punto a favore per la società è l’ottenimento del contributo a fondo perduto per il bando agrisolare. “Ci stimo attivando per le procedure del bando per la copertura del tetto con pannelli fotovoltaici e per il riscaldamento dei capannoni – spiega Gelati -abbiamo avuto un finanziamento che copre solo una parte dell’intervento ma con il risparmio che avremo dalla bolletta energetica mettendo il fotovoltaico dovremmo riuscire a coprire la spesa”.

Quarto punto importante per Evam è il sostegno alle associazioni locali. “Abbiamo proseguito in modo massiccio con il supporto le associazioni del territorio, abbiamo fatto più di 200 cessioni di acqua ad associazioni religiose, sociali sportive e culturali e comunque locali soprattutto nel Comune di Massa ma anche nei Comuni limitrofi. Abbiamo aderito all’iniziativa Water for Tuscany e abbiamo partecipato al tavolo solidale per la cessione di acqua ad associazioni che  donano pasti gratis agli indigenti sul territorio, come Caritas, Croce Rossa. Inoltre  diamo supporti culturali, ad esempio stiamo facendo in modo che Fonteviva diventi l’acqua ufficiale di tutti i festival culturali estivi della zona. Lo siamo diventati per la Versiliana, Villa Bertelli a Forte dei Marmi, Montignoso, Massa e adesso stiamo parlando anche con Seravezza e Sarzana”.

Altro elemento che ha giocato a favore della partecipata  nel 2023 è il mantenimento delle certificazioni di qualità. Soprattutto  International Food Standard, la certificazione 14 001 (ambientale) e l’Epd  (dichiarazioni ambientali di prodotto). “Quest’ultima è importantissima – evidenzia il presidente Gelati – Evam è solo una delle tre acque in Italia che ha questa etichetta ambientale di prodotto, dovremmo valorizzare meglio questa certificazione”.

Venendo alle ombre del 2023, il presidente descrive il calo fisiologico dell’acqua Amorosa  dovuto a due fattori: l’aumento dei costi delle materie prime del vetro e la diminuzione di nascite in Italia e nei paesi in cui l’acqua Amorosa viene venduta. “Siccome è un’acqua molto di qualità quindi con un certo prezzo – illustra le dinamiche di mercato Gelati – in un momento di crisi economica molte mamme preferiscono  usare acqua più di basso livello. Noi potremmo compensare questo calo solo portando Amorosa in nuovi mercati. Questo è un punto negativo pesante perché Amorosa incide molto sul fatturato aziendale”.

Altra criticità che però starebbe rientrando è il caso Sogegross. “C’è stato il paventato blocco dei distributori a fronte della faccenda Sogegross – ricorda Massimo Gelati – minacciarono di ridurre i ritiri di Fonteviva per una questione politica in cui noi non vogliamo entrare. Fortunatamente hanno capito che questa è un’azienda del territorio e il problema sta rientrando”.

Altro fattore col segno meno è stato un ulteriore aumento dei costi soprattutto dei servizi,  che si va a sommare all’aumento del costo delle materie prime. Infine altro nodo sono stati gli interventi strutturali di manutenzione straordinaria: “Lo stabilimento non è nuovissimo per cui ha problematiche strutturali che hanno comportato dei costi pesanti” considera Gelati il quale tra le criticità annovera anche il non avere ‘il vetro a rendere’ dato che l’80% dei locali pubblici lo chiedono ( non pagano la bottiglia che viene restituita). “La scelta di toglierlo fatta dalle vecchie amministrazioni – fa notare Massimo Gelati – fu una scelta perdente”.

Quali possono essere quindi gli scenari futuri? Prova a tracciarne alcune linee il presidente parlando dei programmi in agenda. Prima di tutto è previsto l’inserimento del commerciale che avverrà in questi giorni a seguito di bando. Altro passo fondamentale: “Stiamo proseguendo sull’analisi della terza fonte, la Settefontane per avere  poi l’autorizzazione all’imbottigliamento e i risultati sono molto positivi: è stata confermata la qualità dell’acqua Settefontane che è simile  quella di Fonteviva e Amorosa e quindi oramai rimane solo la parte burocratica del riconoscimento”. Gelati inoltre ha compiuto una mappatura delle fonti e alla luce dei 50/70 milioni di litri all’anno prodotti dallo stabilimento apuano, si è valutato che i milioni di litri potenziali potrebbero arrivare anche a 300 milioni all’anno, proprio per via delle tante sorgenti del Monte Belvedere. “Poi dobbiamo andare avanti con i contatti con aziende industriali per, quantomeno, collaborazioni  – prosegue Gelati facendo mente locale sulle ingenti spese che attendono l’azienda nel 2024 e la mancanza di risorse finanziarie a disposizione  -diventa decisivo – ha osservato -approntare delle collaborazioni perché l’azienda, che ha già in corso le trattative per partnership distributiva, ha bisogno di risorse finanziarie anche in vista delle criticità future, come  per esempio l’obbligo del tappo che non si stacca che significa investimenti, la necessità di bottiglie in plastica più leggere ma anche per questo sono necessari impianti nuovi, abbiamo manutenzioni dimenticate negli anni e oramai imprescindibili e macchine da sostituire e poi dei dipendenti verso l’uscita e questo significa Tfr da liquidare, per cui nel 2024 ci saranno spese non più posticipabili a cui dovremo fare fronte in qualche modo”. Un’altra prossima missione sarà allargare i mercati investendo anche in Lunigiana, Lucchesia, nel pisano, in Liguria e non solo fino a Sarzana: questo attraverso nuovi distributori, ed escludendo una futura vendita diretta.