l'allarme del sindacato
|«Sempre più difficili per autisti di Autolinee Toscane passare le visite, serve modificare Ccnl»
Mannini (Fit-Cisl): il nuovo decreto per la sicurezza impone visite mediche obbligatorie, molti autisti sono stati fermati dopo alcuni valori sballati delle analisi
MASSA-CARRARA – «Sempre più difficile per gli autisti di Autolinee Toscane superare le visite mediche periodiche di accertamento e controllo per il riconoscimento dell’idoneità fisica previste dal Decreto del Ministero dei Trasporti n°88 del 23 febbraio 1999». Questo il grido d’allarme lanciato da Luca Mannini, segretario provinciale della Fit Cisl. «Un decreto a tutela degli utenti del trasporto pubblico locale e degli stessi dipendenti delle aziende di trasporto pubblico locale; decreto però che, nel corso degli anni, è diventato sempre più stringente ad ogni aggiornamento delle linee guida della Comunità Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mettendo in difficoltà i lavoratori e le aziende che si ritrovano conseguentemente con un alto numero di personale inidoneo; personale che rimane fermo ai “box” con una retribuzione al 50% nei casi di inidoneità temporanea o addirittura a retribuzione zero nei casi di inidoneità definitiva; in quest’ultimo caso la retribuzione zero permane fino a quando l’azienda non riesce a ricollocare in altra mansione il lavoratore; ricollocazione che tuttavia non sempre è semplice vista la scarsità di posti alternativi disponibili. – continua Mannini – E nel nostro caso ovvero in Autolinee Toscane, purtroppo, gli inidonei stanno crescendo di giorno in giorno; peccato che i posti “alternativi” in altra mansione scarseggiano sempre più visto il crescente numero di casi. Una situazione difficile dunque sia per i lavoratori e le loro famiglie che si ritrovano in grandi difficoltà economiche sia per l’azienda stessa che si ritrova un lavoratore che non sa dove e come poter utilizzare in un contesto storico in cui fatica ad arruolare nel settore nuove maestranze a causa di retribuzioni basse, di costi elevati per conseguire le patenti necessarie, per gli orari di lavoro spesso frammentati con l’utilizzo di nastri lavorativi lunghi ed appunto per le forti incertezze derivanti dalle visite mediche; con l’azienda abbiamo affrontato più volte la problematica ma la cosa non è di semplice soluzione».
«Nella nostra Provincia una volta l’azienda ricollocava il personale nelle biglietterie aziendali, in officina, nella mansione di verifica, di rifornimento carburante e pulizia dei bus ma purtroppo il corso degli anni ha visto una esternalizzazione di gran parte delle riparazioni di officina e delle mansioni di verifica ed una completa esternalizzazione delle attività accessorie come i rifornimenti e le pulizie, nonché una riduzione delle biglietterie; a Massa la biglietteria è stata riaperta solo tre anni fa dopo anni di esternalizzazione, a Carrara è stata riaperta in prova, dopo anni di chiusura, solo in orario mattutino per soli tre giorni la settimana e ad Aulla ormai, nonostante le nostre incessanti richieste di riapertura, è chiusa da anni. – aggiunge Mannini – Come Fit-Cisl siamo dunque a favore di una reinternalizzazione delle sopracitate mansioni ma nello stesso tempo riconosciamo che, se così avvenisse, si otterrebbe solo una mitigazione della problematica visto che gli inidonei stanno crescendo di giorno in giorno. Il problema secondo noi va dunque risolto alla radice affiancando alle reinternalizzazioni altri tipi di interventi; non è infatti possibile vedere fermare autisti solo per qualche valore sballato nelle analisi mediche come attualmente spesso succede; d’altronde non si può pensare che un lavoratore che entra a 25-30 anni in azienda si mantenga nelle stesse condizioni fisiche a 50, 55 o 60 e più anni. Il personale di Autolinee Toscane non è un robot ma un essere umano in carne ed ossa. A nostro avviso è pertanto necessario rivedere la normativa ministeriale e le sue linee guida, pur nel rispetto della sicurezza».
«A nostro avviso è poi necessario intervenire sul Ccnl perché non si può lasciare che una materia tanto importante e delicata sia trattata mediante la stesura di accordi nelle singole aziende; riteniamo sia necessaria una normativa unica in tutto il territorio nazionale, a garanzia di tutti quei lavoratori che loro malgrado si trova nell’impossibilità di svolgere le proprie mansioni e soprattutto è necessario recuperare e mettere a disposizioni risorse economiche per garantire una copertura della retribuzione al 100% sia nei casi di inidoneità temporanea sia nei casi di inidoneità definitiva», chiude Mannini.


