Logo
Questura agli ‘Ulivi’, altra interrogazione al governo: «Perché l’ipotesi ex-Banca d’Italia è saltata?» chiede il Pd
Lo striscione appeso dall'Usb nei pressi dell'ex Banca d'Italia

Il sindacato Usb: «Si rispolveri la proposta di chi occupò anni fa e si avvii l’iter per far diventare Bankitalia edificio pubblico e sociale»

MASSA – «Perché l’ipotesi ex Banca d’Italia per il trasferimento della Questura non è andata a buon fine? Cosa è cambiato? Perché l’Inail come soggetto attuatore si è defilato? Perché il Comune non è subentrato per poter acquisire l’ex Banca D’Italia?».  Sono queste alcune delle domande che il Pd di Massa (Massa-Carrara)  attraverso i parlamentari Simiani, Mauri e Furfaro, presenterà al governo in una interrogazione parlamentare. La questione è strettamente legata al caso emerso negli ultimi giorni dopo l’annuncio del sindaco Francesco Persiani di un progetto per portare gli uffici della Questura al parco degli Ulivi anziché, come annunciato in passato, nel palazzo dell’ex Banca d’Italia in piazza Garibaldi. L’interrogazione del Pd segue quella presentata nei giorni scorsi sullo stesso argomento da Fratelli d’Italia (ne abbiamo parlato qui)

«Credo che la prima cosa che serva in questo momento sia la chiarezza e la trasparenza, perché se da una parte la sede per la nuova Questura a Massa è necessaria, dall’altra non è accettabile che un’area verde sia snaturata dal cemento come vuole fare il sindaco Persiani. Del resto, prima che tutta la questione finisse nel porto delle nebbie, la scelta dell’ex sede della Banca d’Italia non solo era stata avallata da vari governi, ma era stata anche finanziata» spiega la segretaria comunale dem Claudia Giuliani.

«I cittadini massesi di certo non hanno dimenticato gli impegni pubblici, presi più volte da vari esponenti nazionali del governo nelle loro visite apuane durante varie tornate elettorali  proprio sulla nascita della nuova Questura nell’immobile di piazza Garibaldi. Sarebbe corretto che adesso spiegassero ai massesi perché adesso invece col sindaco Persiani vogliono costuirla in un parco pubblico” conclude la segretaria Pd.

Sul caso è intervenuto anche il sindacato Usb di Massa. Riportiamo di seguito la nota.

Dopo anni di false annunciazioni arriva la conferma che il palazzo di Bankitalia in piazza Garibaldi continuerà imperterrito a marcire nel degrado.
Da mesi nella nostra città si fa un gran parlare di problematiche molto sentite per i nostri concittadini. Il problema delle case popolari, sempre meno e per le quali sempre più persone fanno richiesta per accedervi e il problema dei parcheggi in centro città, dovuto anche alle manovre urbanistiche assurde fatte dall’attuale amministrazione comunale. Qualche anno fa, quando alcuni nuclei familiari in emergenza abitativa occuparono il palazzo di Bankitalia, chiedendo che ne venissero utilizzati gli spazi già destinati ad alloggi abitativi, vennero prontamente cacciati con la scusa che da lì a breve il palazzo sarebbe stato riqualificato per diventare la nuova questura della città.  Sembrava che i lavori di riqualificazione dovessero partire immediatamente, invece gli anni passano, il degrado aumenta, ma quel palazzo rimane casa unicamente per topi e piccioni. Oggi pare definitivamente naufragata l’idea della questura (tra l’altro apprendiamo dai giornali che il progetto sembra essere stato spostato su una delle poche aree verdi rimaste in città, continuando quindi lo scempio di cementificazione del verde che questa amministrazione continua imperterrita a portare avanti) chiediamo quindi che si rispolveri la proposta di chi occupò anni fa e si avvii l’iter per far diventare bankitalia edificio pubblico e sociale, ricordando che l’edificio in questione comprende anche un’area parcheggio molto vasta al chiuso e circa 20 appartamenti utilizzabili per l’edilizia popolare pubblica. Qualcuno, mettiamo già le mani avanti, ci dirà che è un progetto irrealizzabile. Noi rispondiamo che nulla è irrealizzabile se si ha la volontà di fare.
Se politicamente si crede che questo progetto serva, si possono trovare le risorse per portarlo avanti invece che sperperarele inutilmente. È indecente continuare a vedere quel palazzo in centro marcire anno dopo anno mentre sempre più famiglie chs non riescono a sostenere il peso (folle) degli affitti vengono sfrattate o sgomberate. Se si vuole si può.