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Al via il cantiere della nuova casa di comunità di Montignoso. «Sarà per tutti i cittadini del territorio»

L’assessore regionale: «Dobbiamo cambiare il modello organizzativo sanitario: primo luogo di cura deve essere il domicilio, poi la rete territoriale sanitaria. Dovremo inoltre investire massicciamente nella tecnologia digitale». Il prefetto: «Tanti e tutti in regola i progetti Pnrr della provincia».

MONTIGNOSO – Alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini, il sindaco Gianni Lorenzetti ha inaugurato l’apertura del cantiere che darà vita alla nuova casa della comunità di Montignoso in via Carlo Sforza. Proprio come il 1° marzo del 2014 quando venne inaugurata la casa della salute, esattamente 10 anni dopo, il 1° marzo 2024 si dà inizio ai lavori di demolizione per poi ricostruire una struttura più ampia: sono infatti circa 1700 i metri quadrati.

Un progetto da 4 milioni di euro, finanziati per 3 milioni con Pnrr  e con un milione allocato dalla Regione e che vedrà la luce alla fine del 2025. La cerimonia di inaugurazione del cantiere ha visto partecipare tutte le più alte cariche del territorio, inclusi i vertici delle forze dell’ordine ed è culminata con la consegna di una pergamena, in sostanza l’affidamento ufficiale dei lavori a Edinfra srl, la ditta livornese vincitrice dell’appalto.

“Qualche anno fa – racconta prendendo la parola per primo Lorenzetti –  siamo andati a Pisa e abbiamo presentato un progetto: avevamo messo insieme delle risorse per realizzare un’idea di una struttura che, in realtà, doveva avere un altro respiro rispetto a questa, un po’ più ampia: poi comunque quando si pianta un seme, se viene innaffiato produce frutti e oggi siamo qui e li vediamo sbocciare dalla terra. Dietro questo progetto c’è stato un lavoro intenso fatto insieme a tutti, con Asl e Regione, per un’opera che non è solo di Montignoso. Perché deve essere veramente una casa di comunità di tutti. Abbiamo un ospedale per acuti, delle strutture intorno e oggi, con fondi del Pnrr, iniziamo un cantiere per consentire a tutti di poter utilizzare al meglio le strutture sanitarie. Diamoci appuntamento tra due anni, nel 2025, quando qua ci sarà un’altra struttura che speriamo diventi poi  qualcosa di più di un distretto sanitario –  ha rivolto un invito il sindaco in direzione della direttrice della Asl Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani – gli spazi e le condizioni ci sono”.

L’assessore alla Sanità Simone Bezzini nel salutare i presenti e nel rispondere ai giornalisti ha messo in evidenza come la questione non sia avere servizi in maggiore o minore numero: non è questo che fa la differenza della nuova struttura, ma il sale della nuova costruzione sarà il dare vita a un nuovo modello organizzativo integrato e sinergico tra professionalità. “Apprezzo lo spirito collaborativo che si è determinato tra tutte le istituzioni di questo territorio e lo dico non per forma ma perché  abbiamo affrontato passaggi estremamente complessi e delicati e ho trovato qui un terreno di collaborazione proficua – ha premesso Bezzini per poi spiegare la filosofia che ha guidato la Regione nella politica sanitaria – Il report Ocse dice che nei paesi avanzati i sistemi sanitari rischiano il collasso perché la combinazione tra carenza di risorse finanziarie e  professionali e l’aumento dei bisogni indotti dai mutamenti della struttura sociale, demografica a volte anche ambientale, determina un aumento della domanda di prestazione ai sistemi sanitari che rischiano di andare in corto circuito. Penso per esempio alle liste di attesa. Credo – ha affermato Bezzini – che si debba continuare a credere nel carattere pubblico della tutela e promozione del diritto alla salute sancito dalla Costituzione: se questo è vero però bisogna essere coerenti- ha aggiunto – e fare anche scelte coraggiose e complesse. Noi in Consiglio regionale abbiamo fatto una scelta difficile individuando una priorità nella tutela del diritto alla salute. Ma non basta una battaglia sulle risorse e ricavare maggiori finanziamenti dobbiamo anche innovare i modelli organizzativi: cambia la struttura sociale, cambia la struttura demografica, abbiamo più popolazione anziana rispetto ai decenni passati e ne avremo sempre di più, questo porta con sé fragilità, cronicità. I servizi sanitari- osserva l’assessore regionale – contribuiscono ad aumentare la speranza di vita, ma questo comporta una crescita di bisogni che implica una presa in carico. Allora bisogna inventarsi modelli nuovi, perché non possiamo applicare i vecchi modelli che implicherebbe rischi di inadeguatezza, rischi sulla qualità e sulla sostenibilità: allora dobbiamo sviluppare l’innovazione con la presa in carico della cronicità della persona anziana nella dimensione territoriale. Primo  luogo di cura deve essere il domicilio – spiega l’assessore – poi c’è la rete con strutture territoriali come la casa di comunità e l’ospedale di comunità dove c’è un lavoro multidisciplinare tra i vari attori con i medici di base che lavorano in gruppo in modo sinergico assieme a infermieri di continuità e agli specialisti in un modello integrato che di solito vedevamo solo negli ospedali. Inoltre – chiude Bezzini – ci deve essere un investimento massiccio sulle nuove tecnologie: telemedicina, teleconsulto, televisita, telemonitoraggi a distanza, teleriabilitazione: c’è una  grande frontiera che è quello delle tecnologie applicate alla sanità che può consentire di erogare prestazioni qualificate in modo innovativo e sostenibile. Questo di oggi è un tassello che va in questa direzione”.

Intanto sotto il profilo dei finanziamenti con i fondi Pnrr il prefetto Guido Aprea dà buone notizie aggiornandoci sul regolare e corretto procedere dei tanti progetti: “La mia presenza come quella delle forze dell’ordine non è formale: siamo una bella squadra, la squadra delle istituzioni. In questo progetto – ha commentato il prefetto  – ci sono tre elementi: la realizzazione di opere pubbliche, la sanità e il Pnrr. E’ giusto che ci sia un po’ di pungolo rispetto al controllo per la realizzazione di questi progetti. Il Consiglio dei Ministri –  ha informato Guido Aprea – ha varato una norma con cui incardina in capo ai prefetti e ai loro delegati una cabina di regia presso ogni Prefettura su verifica e controllo circa l’andamento dei progetti realizzati con i fondi del Pnrr. Noi questo monitoraggio in realtà ce lo avevamo anche prima, insieme alla Ragioneria Provinciale dello Stato e posso dirvi che in questa Provincia i lavori e  i progetti finanziati dal Pnrr sono tanti e sono a un buon punto:  in modo particolare proprio quelli delle scuole e della sanità”.

“Mi fa piacere essere qui – è intervenuta anche Serena Arrighi in primis nelle vesti di presidente della Conferenza zonale –  stiamo facendo tutti un investimento per il bene pubblico perché la sanità pubblica è per il bene di tutti. Lo ribadisco come presidente della Conferenza zonale ma anche come sindaca di Carrara  perché in conferenza si ragiona  come ambito, come zona intera. La prospettiva che ho anche come sindaco di Carrara, è di salutare ogni nuovo servizio  pubblico che arriva sul nostro territorio come un servizio destinato ai cittadini di tutta la zona. Sapete che il nostro territorio ha avuto negli ultimi anni nuovi investimenti come il nostro ospedale unico: ovviamente come in tutte le strutture pubbliche legate alla sanità qualche problemino lo ha avuto, però sono molto felice del  metodo di lavoro che stiamo portando avanti con Asl, Regione, sindaci e sindacati,  che ci consente di monitorare ogni 15 giorni quello che è l’andamento della realizzazione delle opere: come accadrà anche per questa struttura che sarà quindi oggetto di verifica di questo tavolo”.

Parole di compiacimento arrivano anche dal vicesindaco di Massa Andrea Cella: “Sono qua per portare il saluto del sindaco Francesco Persiani – ha detto tornando a ribadire – con la collaborazione si possono fare progetti importanti e questo è un progetto ambizioso teso a migliorare la sanità di tutti i cittadini della provincia”.

Per il consigliere regionale democratico Giacomo Bugliani lo sforzo della Toscana nel trovare le risorse rappresenta “una sfida perché questo è un momento complesso per la nostra sanità, in rapporto soprattutto alle risorse disponibili. Una sfida legata alla capacità delle istituzioni – ha messo in evidenza il consigliere – e per questo il progetto assume un valore più nobile. Mi piace, poi, che sul piano politico ci sia  un consenso trasversale perché l’obiettivo  va al di là della partigianeria avendo di mira il cittadino. Grazie alla Asl”.