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Riduzione liste d’attesa, la Fp Cisl: «Perché i sanitari dell’Asl Tno sono pagati meno della ‘Centro’?»

La replica dell’azienda: «Disponibili al confronto e in attesa di provvedimenti omogenei per il servizio sanitario regionale»

MASSA-CARRARA – «Ancora una volta siamo a rimarcare la poca attenzione che la Asl Toscana Nord Ovest porge al personale infermieristico e comunque tutto il personale del comparto sanitario. Senza rivangare i terribili periodi della pandemia riteniamo ormai necessario e non più rinviabile una vera e seria valorizzazione del personale del comparto sanitario». Inizia così l’intervento di Enzo Mastorci (Fp Cisl) sulla situazione della sanità pubblica a Massa-Carrara e i suoi operatori.

«Già – ricorda il sindacalista – avevamo avuto modo di contestare la delibera Dg n. 1168 del 29/12/2023 con la quale l’Asl aveva fissato le tariffe orarie per le prestazioni aggiuntive, (prestazioni necessarie per smaltire le liste di attesa delle prestazioni sanitarie) dando corso al Regolamento sulle prestazioni aggiuntive del comparto, fissando un compenso orario di 30 euro all’ora, anticipando di un giorno la pubblicazione della legge di bilancio e ovviamente, senza tenere conto delle novità contenute nella legge statale, sulla valorizzazione economica dei compensi, già noti perché anticipati dalla stampa e dai media. L’individuazione del compenso orario per il personale del comparto sanitario è stato erroneamente incluso come allegato, (a nostro avviso in modo illegittimo), al Regolamento della libera professione dei medici ed anche per questo come Cisl, ne abbiamo chiesto la revoca».

«Inoltre – aggiunge Mastorci – il Regolamento è stato approvato senza nessun confronto sindacale ed ha anticipato quando avrebbe previsto l’art. 1 comma 219 della Legge di Bilancio, ed ha fissato al limite minimo il compenso per gli infermieri. Nonostante le nostre rimostranze tese a valorizzare il personale del comparto sanitario (infermieri, tecnici di radiologia, laboratorio ed altre figure), l’azienda con la delibera 107 del 1° febbraio 2024, ha autorizzato le prestazioni aggiuntive definendole addirittura “necessarie per garantire le prestazioni stante il ritardo nelle assunzioni di personale sanitario e medico…“, ancora una volta premia (giustamente) il personale medico fissando nel limite massimo il compenso orario in 80 euro/ora e penalizza il personale sanitario del comparto sanitario, fissando un compenso orario di 30€/h, non tenendo conto di quanto previsto dalla legge finanziaria, nella quale, si ribadisce, è previsto un aumento del compenso orario (fino a € 60/h) con specifica destinazione economica finalizzata nel triennio 2024-2026».

«Nell’atto deliberativo 107 – conclude il segretario provinciale della Fp Cisl – si fa riferimento ad una fantomatica e inesistente “direttiva regionale“ che non è stata portata all’attenzione dei sindacati a livello regionale né a livello territoriale. E se così fosse sarebbe ancora più grave tenuto conto che alla Asl Toscana Centro il personale del comparto sanitario per l’attività aggiuntiva percepisce 50 euro all’ora mentre il personale della Asl Toscana Nord Ovest ne percepisce poco più della metà? La Regione fa due pesi e due misure oppure è la direzione della Asl Tno che penalizza il proprio personale? Riteniamo questo atteggiamento aziendale non tollerabile, chiediamo alla azienda un immediato confronto e percorreremo ogni strada per tutelare il personale sovraccarico di lavoro e per di più anche mal pagato».

La replica dell’Asl

In merito alla segnalazione del sindacato Cisl sulla questione delle prestazioni aggiuntive del comparto, l’Asl precisa che «nella delibera 1168 del 2023 si fa riferimento al regolamento delle prestazioni aggiuntive, che costituisce allegato parte integrante di quello generale sulla libera professione. Rispetto all’osservazione della Cisl di non aver mai ricevuto questa proposta, si fa presente che la bozza di regolamento era stata inviata lo scorso 11 maggio alle rappresentanze sindacali, quindi organizzazioni sindacali e Rsu, in assetto di cabina di regia ed in preparazione dei successivi incontri calendarizzati. In particolare si conferma che nella cabina di regia (ed in indirizzo alla comunicazione) erano richiamati e compresi tutti i coordinatori della Cisl. A seguito di questa comunicazione del maggio 2023 gli uffici competenti non avrebbero registrato richieste di approfondimento o segnalazioni nel merito del testo da parte di nessuna sigla sindacale».

«Tra l’altro – prosegue l’Asl è bene sottolineare che una prima proposta di regolamentazione minima dell’istituto delle prestazioni aggiuntive era stata inviata ai sindacati in data 14 ottobre 2020, poi revisionata a seguito indicazioni delle stesse organizzazioni e inviata nuovamente in data 31 ottobre 2020, comunicando che, nelle more di una regolamentazione ufficiale definitiva, l’Azienda avrebbe dato applicazione alle regole in essa contenute per gestire tutta la progettualità aggiuntiva già in campo, collegata soprattutto alla pandemia. Il nuovo regolamento presente nella delibera 1168 del 2023 recupera in maniera pressoché integrale i contenuti della originaria proposta del 2020 e mette a sistema l’istituto delle prestazioni aggiuntive, soprattutto in relazione alle regole generali dell’orario di lavoro, formalizzando modalità applicative del resto già attuate da anni per retribuire la partecipazione del personale del comparto ai vari progetti nel frattempo attivati (liste di attesa, pronto soccorso, vaccinazioni covid etc)».

«La direzione aziendale – conclude il comunicato dell’Asl – è comunque disponibile all’attivazione di un tavolo di approfondimento sulla materia, tenuto conto che la stessa sarà inevitabilmente interessata dagli effetti dei provvedimenti nazionali e regionali attesi con particolare riferimento alle tariffe orarie. Queste ultime non possono essere modificate in maniera autonoma ma l’Azienda è pronta a recepire in tempo reale ogni variazione che verrà indicata al fine di omogeneizzare i trattamenti a livello regionale».