«Gli stipendi dei sindaci aumentano e a Massa il Comune non vuole pagare gli operatori museali»
Il sindacato Usb: «Facciamo un appello affinché il Comune ritiri immediatamente questo bando e si adoperi per trovare dei fondi per garantire un salario dignitoso a chi curerà, lavorerà e sarà il volto del museo Guadagnucci»
MASSA – «Aprendo il sito del Comune di Massa, possiamo osservare il paradosso istituzionale che sta vivendo la nostra città. Mentre al sindaco si aumenta lo stipendio, viene pubblicato un bando per diventare guide e operatori museali del prestigioso museo Gigi Guadagnucci senza alcuna retribuzione. Il lavoro va pagato». Lo dice in una nota il sindacato Usb di Massa in riferimento all’aumento da inizio 2024 degli stipendi dei sindaci – l’ultimo scatto degli adeguamenti previsti dal governo Draghi – e a quanto ha pubblicato recentemente il Comune di Massa sul sito per diventare «volontario al museo Guadagnucci».
«Troppo spesso – dice il sindacato – e non solo a Massa, si sminuiscono il lavoro delle guide museali e degli operatori delle belle arti con stipendi da fame o addirittura attraverso l’utilizzo del lavoro non retribuito: l’ennesimo segnale istituzionale che ci fa capire l’interesse che ha chi ci governa per il nostro patrimonio artistico/culturale e per i lavoratori e le lavoratrici di questo settore. Denunciamo quanto sta accadendo e facciamo un appello affinché il Comune ritiri immediatamente questo bando e si adoperi per trovare dei fondi per garantire un salario dignitoso a chi curerà, lavorerà e sarà il volto del museo del grande artista massese Guadagnucci, nel rispetto dei lavoratori e delle lavoratrici dei beni culturali e della loro professionalità».
«Cogliamo l’occasione inoltre – aggiunge Usb – per accendere i riflettori sulle condizioni del parco della Rinchiostra, luogo dove risiede il museo di Gigi Guadagnucci. Il parco doveva essere pronto in 220 giorni, inizio lavori programmati per settembre 2022. Ad oggi (2024) i lavori sono completamente fermi, il parco è abbandonato al degrado e chiuso alla popolazione, l’unica cosa fatta è l’ennesimo abbattimento di alberi secolari (intervento, peraltro, che ha visto numerose proteste, ovviamente inascoltate, da parte degli abitanti di Villette, Poggi e Quercioli)».


