Logo
Piscina comunale di Massa, Zaccagna contrario al progetto: «Alla città non serve una spa ma un centro sportivo»

MASSA – «Il progetto esecutivo del nuovo impianto natatorio di viale Roma 279 a Massa, presentato in commissione Turismo e Sport il 5 dicembre da parte dei tecnici incaricati, appare come una ulteriore occasione mancata di sviluppo per la città, risultando inoltre chiara la privazione ai giovani dell’impianto sportivo dedicato al nuoto tanto atteso». d affermarlo è il Consigliere Comunale di Massa è un’altra cosa Ivo Zaccagna, completamente contrario a un ampliamento e riqualificazione dell’impianto – comunque necessari viste le condizioni esistenti – a vocazione spa, con spazi dedicati al benessere e alla cura della persona, che vanno a ridurre quelli dedicati effettivamente agli allenamenti e alle gare sportive.

«Attualmente il complesso natatorio prevede una piscina olimpionica esterna e una interna a 8 corsie. Il nuovo impianto prevederà invece 2 aree funzionali. Una parte interna con hall, reception, uffici, bar con dehor, spogliatoi, 3 vasche (1 semi-olimpionica per il nuoto da 8 corsie di 25×16,5m con profondità variabile 1,20-1,50m; 1 per il fitness e per la riabilitazione sportiva inacqua di 12x6m profonda 1,20 m; 1 per l’acquaticità dedicata ai bambini di 6x6m profonda 0,80-0,90m), una tribuna con 47 posti di cui 1 riservato H, infermeria, magazzini e locali tecnici. Quella esterna prevede una piscina esterna con la vasca suddivisa in 3 aree tematiche: un’area per il nuoto a 4 corsie lunga 50 m, un’area relax ed una ludica; un’area pavimentata con funzione di solarium; spogliatoi dedicati alla fruizione estiva; un’ampia area a verde. – spiega Zaccagna – Un impianto così realizzato preclude alla città la possibilità di avere un vero centro sportivo che, parallelamente agli allenamenti, potrebbe ospitare gare a livello anche nazionale e internazionale. È rinomato il nostro clima mite, che consentirebbe di attirare in città anche il turismo sportivo di cui beneficerebbe anche il tessuto economico della città. Avrebbe potuto essere il primo impianto del genere da Livorno a La Spezia. Va considerata inoltre l’ampiezza dell’area oggetto di intervento che si sviluppa su una superficie di 11.473,00 mq, con ampio parcheggio sul viale, affiancato da un’area boschiva incolta, terreni agricoli e una serie di campi sportivi. Ci troviamo davanti ancora una volta la mancanza di visione della città, la realizzazione di toppe alle varie mancanze, prendendo decisioni spot prive di lungimiranza. Oltretutto da parte di una maggioranza che, nel caso della costruzione del Palazzetto dello Sport, si espresse con ferocia sugli stessi temi convogliando su di sé il consenso elettorale».

«A questo problema si aggiungono quelli della mancata trasparenza negli atti, sempre molto difficili da interpretare correttamente e poter comunicare ai cittadini, e la mancata condivisione con gli stessi sui grandi progetti che trasformano l’immagine della città, con decisioni prese sempre da un piccolo nucleo di persone. – conclude Zaccagna – La città ha bisogno di una politica che torni tra la gente e condivida con lei il suo futuro».