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Dimensionamenti delle scuole, Azione: «Gli studenti non sono numeri»

CARRARA – «In questi giorni si sta discutendo del piano di dimensionamento degli istituti della nostra provincia. La prima nostra grande preoccupazione sono i posti di lavoro del personale scolastico, docenti e Ata, che, purtroppo come successo nei precedenti ridimensionamenti, pagano un prezzo pesante sull’altare della cosiddetta “razionalizzazione” anche per colpa delle attuali tabelle della formazione degli organici docenti e Ata totalmente inadeguate alle necessità». Ad intervenire sull’argomento delle scuola della nostra Provincia è la sezione di Massa-Carrara di Azione.

«Riteniamo, inoltre, che anche l’offerta formativa e il servizio alle famiglie, vedi accorpamento dei servizi amministrativi in una unica sede, magari lontana dal plesso dove studiano i figli, possano solo peggiorare. Non ultimo la cronica carenza dei servizi di trasporto, mai risolta. Queste osservazione ci confermano che si ragioni sempre e soltanto in termine di numeri, come sta succedendo anche per la sanità. Non vengono considerate le persone, le specificità, criticità e potenzialità di un territorio, ma soltanto come fare per ridurre ulteriormente la spesa per l’istruzione: siamo terzultimi in Europa con il 4,1% del pil, dietro di noi solo Irlanda e Romania, la media europea è il 4,9%. – continua Azione – Invece di investire sull’istruzione, il futuro del paese, cerchiamo sempre di ridurre la spesa, a scapito della qualità della funzione che la scuola dovrebbe svolgere».

«Sanità e scuola vengono percepiti solo come spesa e non come investimento sul futuro: migliorare la qualità della vita e offrire una prospettiva di crescita sociale ed economica per le persone. In Italia ed in particolare nella nostra provincia l’ascensore sociale si è fermato da tempo e certamente queste politiche dove prevale unicamente ed evidentemente la sola volontà di risparmiare proprio in un settore, l’istruzione, che è l’unico volano, insieme a salari e stipendi adeguati, in grado di far rimettere in marcia l’ascensore. – aggiungono dal partito di Carlo Calenda – Una scuola deve essere a misura d’uomo, 500/600 alunni, dove i docenti si conoscono tutti ed abbiano tempo e possibilità di scambiarsi esperienze e buone prassi, dove il personale Ata non debba fare i salti mortali per coprire la sorveglianza dei plessi e dei piani, dove sempre ci siano un dirigente e un direttore dei servizi amministrativi, dove l’inclusione sia prassi normale e quotidiana per tutti».

«Con ciò riteniamo di dover vigilare attentamente sulla situazione dimensionamento affinché una situazione globale già di per sé critica non abbia ulteriori peggioramenti, – conclude Azione – in attesa che a livello nazionale si prenda atto che riguardo all’istruzione è necessaria un totale cambiamento di rotta rispetto alla lenta deriva di questi ultimi anni».

Anche Fratelli d’Italia Carrara è intervenuto sull’argomento, entrando più nello specifico della situazione del Liceo Marconi di Carrara. «Inutile e inappropriata propaganda contro il governo di Giorgia Meloni, da parte dell’assessore Gea Dazzi, membro della giunta carrarese targata Pd. L’assessore Dazzi ha voluto sottolineare pubblicamente, non solo la scelta “sbagliata” del provvedimento di dimensionamento, da lei definito “forzato”, ma anche il fatto che si tratti di un provvedimento imposto “dall’alto” dal governo di Fratelli d’Italia e Lega, di fronte al quale, lei stessa, l’amministrazione carrarese, la Provincia e la Regione Toscana, guarda caso, tutti enti della sua stessa parte politica, sono costretti, obtorto collo, a dover piegare la testa. Purtroppo la scarsa conoscenza dell’assessore Dazzi dell’iter governativo sugli accorpamenti, partito dal decreto legislativo nel lontano 1998, quando a capo del governo c’era Prodi, la dice lunga sulla critica superficiale mossa al governo Meloni».

«Il dimensionamento scolastico, da anni, ormai, passaggio inevitabile a causa della natalità sempre più bassa e dell’oggettiva mancanza di studenti, è, tuttavia, una diretta conseguenza di quello che decise il centrosinistra alla fine degli anni 90, quando le famiglie avevano molti più figli di oggi e, di conseguenza, la scuola aveva molti più alunni. L’assessore Dazzi ha mostrato anche di avere una memoria assai corta, visto che già cinque anni fa, nel 2018, c’era stato un tentativo di accorpare il Marconi con il Galilei, fortemente voluto e sostenuto proprio dalla Provincia, guidata già allora dal “piddino” Gianni Lorenzetti. Dopo una serie di scioperi, occupazioni scolastiche e incontri in Provincia, i ragazzi dello scientifico Marconi riuscirono a salvare la loro scuola dall’accorpamento voluto dal Pd. L’assessore Dazzi ha dichiarato anche che “la loro amministrazione” si è fin da subito posta in maniera seria e responsabile con l’unico obiettivo di salvaguardare studenti e lavoratori e questo ha significato prendere posizione e avanzare proposte. – continua Fratelli d’Italia – Le opzioni considerate dall’assessore Dazzi sarebbero ancora l’accorpamento del Marconi con Galilei o la possibilità di accorpare il Marconi con l’istituto comprensivo Palma Gentileschi Tacca: cioè la stessa soluzione con partner differenti. L’accorpamento con il Gentileschi, che, ricordiamo, fa parte di un istituto comprensivo insieme a due scuole tecniche come l’istituto d’arte di Massa e la scuola del marmo di Carrara, sembrerebbe giustificato dalla presenza del Gentileschi che è un liceo, anche se artistico».

«L’accorpamento con Galilei e Zaccagna, che sono due istituti tecnici, invece, sarebbe suffragato dalla affinità formativa-scientifica tra gli istituti coinvolti e da motivazioni logistiche visto che le scuole condividono già la stessa sede ad Avenza. Come Fratelli d’Italia chiediamo un po’ di serietà. Il percorso del liceo scientifico favorisce l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della fisica e delle scienze naturali e guida lo studente a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, mentre il liceo artistico è indirizzato allo studio dei fenomeni estetici e alla pratica artistica e fornisce gli studenti gli strumenti necessari per praticare l’arte e per conoscere il patrimonio artistico nel suo contesto storico. L’impressione che se ne ricava è quella di un tentativo di evitare futuri accorpamenti del Gentileschi e del Galilei, in previsioni di numeri di iscritti che potrebbero non garantirne più l’autonomia. – concludono – In ogni caso, la decisione di dimensionare il liceo scientifico Marconi è stata presa almeno cinque anni fa, quando al governo non c’era Fratelli d’Italia e quando invece a capo della provincia c’era il Pd».