Cani e gatti sul posto di lavoro? È possibile, ma con importanti accortezze
I consigli della veterinaria: «Esistono norme che parlano di accesso dei cani ai luoghi pubblici o aperti al pubblico, ma sostanzialmente non c’è divieto relativo al tenere gli animali in ufficio»
MASSA-CARRARA – È risaputo che la compagnia degli animali domestici apporti benefici psico-fisici alle persone. Una relazione corretta con l’animale da compagnia, comprendente tempo di qualità passato insieme, è molto importante anche per l’animale stesso. Molti proprietari riportano che sarebbero felici di avere i propri animali sul posto di lavoro e molte aziende stanno considerando questa possibilità. Vediamo alcune considerazioni in merito.
Per quanto riguarda i gatti, tenendo conto delle loro caratteristiche etologiche, ritengo che lo spostamento e il permanere in un luogo diverso dalla propria zona di comfort possa essere troppo stressante per l’animale. Il gatto è infatti un animale che può destabilizzarsi facilmente per un cambiamento di ambiente, anche se ci sono soggetti molto propensi a “viaggiare” con il proprio proprietario, nonché gatti che vivono (stabilmente) in posti di lavoro come botteghe o librerie.
Nel caso dei cani, nella mia opinione la possibilità di portare l’animale sul posto di lavoro può essere considerata. Mi riferisco ad ambienti non caotici e non “fisicamente pericolosi”, come gli uffici. Vi sono però dei punti importanti da ricordare. Esistono norme che parlano di accesso dei cani ai luoghi pubblici o aperti al pubblico (ad esempio il Regolamento di polizia veterinaria, Ordinanze del ministero della Salute, Regolamenti europei), ma sostanzialmente non c’è divieto relativo al tenere gli animali sul luogo di lavoro. Bisogna essere comunque forniti di guinzaglio e avere con sé una museruola da utilizzare in caso di necessità o su richiesta delle autorità.
Secondo alcuni studi sembra che la compagnia del proprio cane sul posto di lavoro aumenti il benessere della persona, la produttività, i rapporti sociali. Vi possono essere dei benefici anche per l’animale, come la possibilità di non passare molte ore da solo a casa. Per rendere piacevole al cane la permanenza in ufficio, sarebbe bene portare con sé una cuccia o un tappeto che l’animale può identificare come luogo di riposo, ciotole per cibo, se l’animale è abituato a mangiare ad un certo orario, e acqua, la quale non deve mai mancare. Potrebbe essere utile fornire un giocattolo con il quale l’animale possa intrattenersi da solo e/o masticativi naturali da sgranocchiare, se il cane è solito consumarli. La masticazione, infatti, può contribuire a calmare il cane e ad appagarlo. Inoltre, il cane dovrebbe poter usufruire di un posto tranquillo e dovrebbe essere protetto da approcci invadenti da parte di altre persone.
È necessario però considerare che non tutti i cani riescono ad adattarsi bene a una situazione del genere. Potrebbero avere paura delle persone estranee, o non riuscire a stare in uno stato di calma in un posto diverso da casa. Ad esempio, ci sono soggetti che sono particolarmente reattivi a rumori o che hanno una motivazione di protezione del territorio elevata. Inoltre, i bisogni di attività mentale e fisica dell’animale devono essere soddisfatti prima di chiedere al cane di stare fermo e tranquillo per ore vicino alla scrivania del proprietario. Il desiderio della persona di avere il cane con sé non può superare l’attenzione per i bisogni reali dell’animale. Ovviamente è importante anche il rispetto per l’ambiente di lavoro e per gli altri lavoratori. Concludendo, possiamo dire si ai cani in ufficio, a patto che anche anche per loro sia di arricchimento.
(*) Medico Veterinario. Master in Etologia degli animali d’affezione


