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L’ex ministro Speranza arriva a Massa. «Gli ricorderemo dei malati abbandonati e della Costituzione violata»
Speranza quando era ministro della Salute (archivio)

Rivoluzione Allegra organizza un presidio di protesta in piazza Aranci: «Che fine hanno fatto le promesse di assunzioni e fondi per la sanità pubblica?»

MASSA – L’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, arriverà a Massa lunedì prossimo. Nell’occasione l’associazione Rivoluzione Allegra ha organizzato un presidio di protesta in piazza Aranci a partire dalle 17. «Il presidio – dicono da Ra – sarà aperto a tutti coloro che intendo manifestare il loro dissenso sulla gestione politica della pandemia condotta da Roberto Speranza nel ruolo di ministro della Sanità durante i governi Conte e Draghi. Speranza sarà presente presso la Sala della Resistenza di Palazzo Ducale dalle 17,30 in avanti, ospite della locale sezione del Pd per parlare di “difesa dello Stato sociale e rilancio della sanità pubblica”».

«Quanti ritengono invece che Speranza, il Pd e le larghe intese siano la causa e non la soluzione dei problemi indicati – aggiunge Rivoluzione Allegra – sono invitati a prendere parte al presidio senza bandiere di appartenenza: l’associazione Rivoluzione Allegra si è limitata a chiedere lo spazio pubblico; per il resto la manifestazione è aperta a tutti coloro che vi vorranno aderire come singoli o in gruppi organizzati. Tra le molte cose da rammentare all’ex ministro, in particolare ricorderemo ai presenti gli effetti devastanti del suo “protocollo Tachipirina e vigile attesa”, che ha lasciato i malati abbandonati a sé stessi e che non è stato modificato neanche davanti al più alto tasso di mortalità d’Europa, neanche quando medici e infermieri tennero tre manifestazioni pubbliche consecutive perché venissero ascoltati, neanche quando il Tar, con una storica sentenza, demolì i presupposti del tragico protocollo».

«Gli ricorderemo inoltre – conclude l’associazione – le molte promesse di assunzioni e fondi per la sanità pubblica che il Pnrr avrebbe dovuto portarci in dote e che invece sono rimaste lettera morta, esattamente come è accaduto e continua ad accadere ai princìpi della nostra Carta Costituzionale: per esempio in materia di gratuità delle cure e di libera scelta terapeutica. Se ci verrà consentito, prenderemo parte all’incontro pubblico e non ci limiteremo a protestare dalla piazza».