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Museo al Castello Malaspina, Frediani: «Le statue africane al Castello sarebbe uno schiaffo ad Alberico I»

MASSA – «Due parole due sul castello Malaspina, recente oggetto di discussione. Non entro nel merito della vicenda sull’affidamento della sua gestione ma mi sia consentito di ribadire quanto, ormai da venti anni circa, vado suggerendo alle amministrazioni comunali di turno. Senza dubbio lodevole l’iniziativa di portare al Castello gli Uffizi diffusi, operazione peraltro di non così facile realizzazione considerando gli adeguamenti necessari, indispensabili e obbligatori». Questo è il pensiero di Franco Frediani, autore di diversi testi storici sulla città di Massa.

«Nello stato in cui si trova, come ho ribadito in più di una occasione, il nostro è un castello senz’anima. Molti castelli d’Italia sono privi di guida, se non su appuntamento, ma offrono al visitatore una miriade di informazioni audio-visive. Il castello, prima di ogni altra cosa, deve raccontare la propria storia, quella dei suoi signori, della città in cui sorge e dei suoi abitanti. Solo così si diffonde il sapere. Il materiale per arricchire le sale non manca, sale che suddivise a periodi storici, partendo dagli Obertenghi, ai Malaspina, ai Cybo, dovrebbero offrire al turista, che attualmente visita il nulla, tutte le informazioni sulla nostra storia, illustrata in un susseguirsi di pannelli, reperti e schermi audiovisivi. Ci auguriamo quindi si tenga conto di tale suggerimento a nostro avviso prioritario. Circa poi le sculture africane, pensarle al Castello, sarebbe uno schiaffo al nostro amatissimo Principe Alberico. Sono davvero così importanti da richiamare talmente tanti visitatori da giustificare un museo permanente? Ne dubitiamo. – conclude Frediani – Altra collocazione? Ma quale, se non abbiamo spazi per fare un nostro Museo, il museo della città e per questo, se pensassimo a ristrutturare parte dell’ex convento dei Barnabiti di via Palestro?».