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Comunità energetica: la costa apuana sarà pioniere nell’avviare il progetto

Firmatari dell’accordo per approntare gli studi di fattibilità del progetto, oltre all’ente camerale e al Consorzio Zona Industriale Apuana, sono il Comune di Massa, il Comune di Carrara, la Provincia di Massa – Carrara, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.

CARRARA – Il nostro territorio sarà pioniere nell’uso di questo nuovo strumento di cui molti parlano ma che nessuno ha ancora avuto modo di testarne il concreto significato. Saremo infatti tra i primi a dare avvio a una Comunità energetica che diventerà presto tangibile realtà: intanto e per il momento è stato firmato pubblicamente ieri mattina nella sede di Carrara della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest l’accordo per la costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili – CER nell’area di costa della provincia di Massa – Carrara. L’accordo, promosso dal Consorzio Zona Industriale Apuana, alla quale ha aderito la Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest, è finalizzato alla realizzazione di uno “Studio di fattibilità amministrativa, tecnica, economico e finanziaria” per la costituzione delle Comunità energetiche nell’area di costa della provincia di Massa-Carrara, realizzato dallo stesso Consorzio.

In seguito alla firma dunque prende avvio uno studio per saggiare l’esistenza delle condizioni necessarie alla realizzazione del progetto.

Firmatari dell’accordo oltre all’ente camerale e al Consorzio Zona Industriale Apuana, sono il Comune di Massa, il Comune di Carrara, la Provincia di Massa – Carrara, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.

Il Consorzio ZIA per la realizzazione dello studio di fattibilità propedeutico alla costituzione delle comunità energetiche si avvarrà della competenza e del supporto tecnico e operativo della Fondazione ISI, organismo partecipato dalla Camera di Commercio, che riveste un ruolo nel contesto regionale di coordinamento del Progetto Transizione Energetica 2023, promosso da Unioncamere Toscana e dalle Camere di Commercio regionali, la cui finalità è quella di aumentare la consapevolezza di imprese e stakeholder negli ambiti della transizione ecologica, dell’efficientamento energetico e dello sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

Ma come funziona una Comunità energetica? Ha cercato di spiegarlo per sommi capi data la complessità del meccanismo, Norberto Petriccioli, l’amministratore del Consorzio Zia.

“L’obiettivo è cercare di risolvere il problema della povertà energetica – illustra l’amministratore del Consorzio– nel corso dell’ultimo anno e mezzo ci sono stati dei temi venuti alla ribalta: la transizione energetica verso fonti con un minor impatto ambientale e minor emissione di CO2 ma si è dovuto anche affrontare il problema da parte del sistema produttivo di accesso alle fonti di energia in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina con il conseguente lievitare dei costi di produzione. Quindi – fa presente Petriccioli –  la Cer va incontro alla capacità del nostro paese di reggere a una situazione di tensione dei prezzi”.

Norberto Petriccioli fa chiarezza su alcuni passaggi tecnici della Cer. Si tratta di un soggetto giuridico che deve essere no profit, può assumere la forma di associazione o di fondazione e comunque può dotarsi di una forma che si avvicini al modello pubblico. Possono entrarvi cittadini, famiglie, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese ma non grandi imprese e neanche i produttori di energia. La Comunità energetica ha struttura aperta vale a dire che l’entrata e l’uscita dei soggetti deve essere libera, seppur regolamentata. Ogni impianto della Comunità non potrà produrre più di un megawatt e ogni Comunità potrà sorgere attorno a una cabina produttiva primaria (ad alta tensione) che si distingue dalla cabina di distribuzione secondaria perché quest’ultima è a media tensione. La cabina di distribuzione è un impianto elettrico che ha la funzione di ricevere dalla rete di distribuzione energia per smistarla a cabine secondarie e queste ultime all’utente. Sul nostro territorio ci sono 4 cabine di distribuzione primarie. Il vantaggio della Comunità sta proprio nel fatto che mentre adesso la parte di energia prodotta dal soggetto con un proprio impianto per esempio fotovoltaico non è riuscito a consumare viene ceduta al GSE, il gestore dei servizi energetici, con la Comunità invece se la parte di energia prodotta e non consumata viene ceduta ad altro soggetto della Comunità, ci si vedrà attribuire 110 euro per ogni megawatt condiviso.

“La regione – mette in guardia Norberto Petriccioli – metterà a bando 20 milioni di euro per le Comunità energetiche attingendo dal Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), per quel tempo, credo dicembre dovremo quindi essere pronti e averne costituita una per poter partecipare. Da oggi saremo al lavoro per progettare il futuro rinnovabile e sostenibile dell’area Apuana” ha concluso.

La legislazione nazionale italiana ha definito le modalità con cui si procederà nei prossimi anni all’incentivazione delle cosiddette FER – Fonti Energetiche Rinnovabili promuovendo la creazione di “Comunità Energetiche”, nuovo strumento e modello innovativo per la produzione, la distribuzione e il consumo di energia rinnovabile, sono definibili quale insieme di soggetti che si uniscono per la produzione, la condivisione e lo scambio di energia elettrica prodotta attraverso impianti di energia rinnovabile e rappresentano, quindi, un modello innovativo per la produzione, la distribuzione e per il consumo di energia che ha come obiettivo quello di evitare lo spreco energetico e ridurre i costi.

“Le Comunità energetiche erano già nel nostro programma per cui sono felicissima e ringrazio il Consorzio Zia per essersi fatto promotore. Daremo tutto il nostro sostegno” ha assicurato la sindaca di Carrara Serena Arrighi.

“E’ un piacere essere qui – si è unito alla sindaca di Carrara nel manifestare il proprio compiacimento il sindaco di Massa Francesco Persiani che ha sottolineato– noi ci abbiamo creduto sin da subito, tant’è che la data della decisione di giunta risale al 1° marzo. Saremo tra i primi, speriamo di essere emulati”.

Gli istituti scolastici provinciali entreranno in Comunità energetiche, assicura anche Gianni Lorenzetti il presidente della provincia: “Inizialmente con una parte – ha detto Lorenzetti – ma successivamente saremo  disponibili per fare entrare tutti e 80 gli istituti: le Comunità energetiche sono un punto di riferimento per la provincia”. Federica Montaresi, neo segretaria generale della Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale, ha messo in evidenza: “La nostra è un’adesione convinta a questo protocollo proprio per dare il via a un futuro sostenibile. Abbiamo diversi progetti anche per Marina di Carrara – ha annunciato – penso all’elettrificazione delle banchine. Quindi poter disporre di questo strumento ci potrebbe aiutare nel mettere a punto modelli di sviluppo e di gestione”.

“La firma di questo accordo – afferma Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – rappresenta un importante passo avanti nel progetto per il futuro rinnovabile e sostenibile dell’area apuana. Sono orgoglioso del coinvolgimento della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, attraverso la nostra Fondazione ISI, nel supporto all’elaborazione degli studi di fattibilità per la creazione delle Comunità Energetiche“.