Logo
Centri estivi, non si placa la polemica. Azione: «L’assessora Dazzi si dimetta»

CARRARA – «Per i bambini e le bambine Carrara non è più una città inclusiva, né a misura per l’infanzia. Per la seconda volta, dopo il disastro organizzativo dell’anno passato, più di 200 famiglie vengono private di un servizio essenziale, una cosa gravissima, tanto più considerato il periodo che stiamo vivendo. L’obiettivo principale di un’amministrazione sarebbe stato quello di garantire un’opportunità di crescita e sviluppo a tutti i minori su richiesta delle rispettive famiglie, consentendo loro di partecipare a percorsi educativi, appositamente progettati». Inizia così la nota di Azione Carrara che interviene sull’organizzazione dei centri estivi comunali, dopo la discussione in consiglio.

«Quindi non c’è scusa che regga: se l’assessora Gea Dazzi non è in grado di gestire un servizio essenziale come questo è giusto che prenda atto della propria incapacità e si dimetta. Peraltro, la sindaca e la sua giunta dovrebbero avere un interesse specifico a far sì che il maggior numero possibile di bambini e ragazzi possano frequentare le attività estive e, a tal fine, normalmente nel mese di maggio, gli enti aprono le iscrizioni e iniziano a preparare l’organizzazione dei vari centri estivi, in considerazione del fatto che è necessaria una progettualità articolata sulla base della conoscenza del numero delle domande. Invece, la nostra amministrazione ha pubblicato il bando solo il 7 di giugno cosicché, in coincidenza con la “chiusura” delle attività scolastiche, la richiesta di iscrizioni per i centri estivi è stata massiccia ed ha trovato impreparata l’assessora Dazzi che aveva già deciso a priori il numero degli ammessi. Inutile e pretestuoso che la Arrighi, non trovando scuse plausibili, abbia dichiarato pubblicamente di non essere soddisfatta del lavoro fatto con i centri estivi e che “stiamo cercando” di capire come aumentare il numero dei bambini. – prosegue Azione – Scusi sindaca, ma lei dov’era quando l’assessora ha presentato la delibera in giunta? La sindaca ha anche voluto sottolineare che ci sono state difficoltà tecniche con il nuovo codice degli appalti».

«Certo che sì, infatti se si vuole effettuare un affidamento in house il nuovo codice dei contratti prevede che ciascun affidamento sia motivato dando conto dei vantaggi per la collettività e della congruità economica, anche in relazione al perseguimento di obiettivi di universalità, socialità, efficienza, economicità. Quindi va da sé che sull’affidamento in house dei centri estivi manchino le motivazioni sostanziali. Tra l’altro occorre che nell’affidamento si evidenzi anche in maniera analitica e specifica, la convenienza della autoproduzione rispetto al ricorso al mercato, che dalla relazione di Nausicaa allegata alla delibera vengono comparati i costi orari del personale utilizzato, è evidente che si tratti di pochi spiccioli. Proprio perché il risultato non piace alla sindaca, perché non decidere di ricorrere al mercato delle cooperative sociali e delle associazioni di volontariato, visto che i costi sono i stessi di Nausicaa e l’affidabilità pure? Forse il problema è più tempo e lavoro per fare le gare? Ben venga se le 560 domande fossero state tutte accettate. In conclusione, non è accettabile escludere un numero così alto di bambini e bambine dai centri estivi, – chiudono – quindi Azione chiede di trovare delle soluzioni immediate per gli esclusi e le dimissioni dell’assessora Gea Dazzi».