le nuove regole
|L’Oms dichiara la fine della pandemia ma a Massa-Carrara (e in Toscana) le mascherine restano
Inoltre l’accesso dei visitatori è consentito uno alla volta per ciascun paziente ricoverato, negli orari di visita previsti in ciascun presidio ospedaliero o territoriale
MASSA-CARRARA – Nonostante la recente ordinanza del ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha appena dichiarato la fine della pandemia («il Covid non è più un’emergenza»), le mascherine nelle strutture sanitarie toscane e di Massa-Carrara restano. «L’uso della mascherina di protezione delle vie respiratorie – scrive l’Asl Toscana nord ovest in una nota in cui spiega le nuove regole – ha rappresentato una barriera fondamentale alla diffusione del Covid e ha permesso la protezione delle persone fragili. A seguito del cambiamento della situazione a livello locale e nazionale, l’unità di crisi dell’Azienda Usl Toscana nord ovest ha recepito in questi giorni l’ordinanza del ministero della Salute e la nota di accompagnamento della Regione Toscana con alcune specifiche indicazioni».
«Sul territorio aziendale – evidenzia l’Asl – permane l’obbligo di impiegare la mascherina Ffp2 per tutti i lavoratori all’interno dei reparti e degli ambulatori nelle strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, durante lo svolgimento di attività in presenza di pazienti, in considerazione delle condizioni di fragilità dei pazienti ricoverati e della difficoltà di discriminare i pazienti fragili al momento dell’accesso negli ambulatori. Per lo stesso motivo la mascherina deve essere indossata anche nell’assistenza domiciliare e nell’emergenza territoriale. Per gli utenti, i visitatori e gli accompagnatori la mascherina è obbligatoria quando accedono nei reparti e negli ambulatori, nonché durante la permanenza in sale di attesa all’interno delle strutture sanitarie».
«L’accesso dei visitatori – è consentito uno alla volta per ciascun paziente ricoverato, negli orari di visita previsti in ciascun presidio ospedaliero o territoriale. La mascherina non è obbligatoria nei connettivi (corridoi, cortili, percorsi esterni) esterni ai reparti, nelle attività di promozione ed educazione alla salute svolte in ambienti non sanitari come sale riunioni, centri di formazione e palestre (es. corsi di accompagnamento alla nascita, attività fisica adattata), nelle attività del servizio sociale e della medicina legale con persone sane, nelle attività degli uffici tecnici ed amministrativi, negli ambienti dedicati alla formazione, nelle mense, nei bar e negli spogliatoi».
«Per le strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali residenziali – aggiunge l’azienda sanitaria – permane l’obbligo della mascherina per operatori, visitatori e utenti, con l’eccezione delle persone che presentano condizioni di salute o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e per le persone che devono comunicare con persone con disabilità. Per le strutture semi-residenziali l’uso della mascherina è indicato nelle attività svolte a meno di un metro di distanza tra operatori e utenti».


