«Per Henraux la montagna è fruibile alla collettività che rimanga all’interno dei sentieri tracciati»
«In un momento in cui il dibattito sulla proprietà della montagna rivendicata da Henraux, e quindi anche sulla possibilità di “fruizione collettiva” delle aree di montagna occupate da aree estrattive, è nel vivo della discussione, ci chiediamo quale sia il motivo di questa presa di posizione da parte dell’azienda»
MASSA-CARRARA – “Domenica, come annunciato pubblicamente da settimane, si è svolta lungo il tratto di sentiero CAI 31 dal Castellaccio al Picco di Falcovaia l’escursione di A•traverso, progetto politico promosso da Athamanta con l’obiettivo di unire escursioni a momenti di riflessione sulla montagna, sulla sua accessibilità e sulla sua salvaguardia” premette l’associazione ambientalista in una nota stampa. “Al punto di ritrovo, oltre ad escursionisti ed escursioniste, si sono presentate anche le forze di polizia –fanno sapere da Athamanta– Affisso lo striscione all’accesso sbarrato del sentiero 31, “le industrie parlano di proprietà, le montagne sono della collettività”, abbiamo proseguito come da programma la giornata. Nel tratto di sentiero 31 tra Fondone e Picco di Falcovaia siamo stati seguiti da un’auto della polizia, che agiva a tutela degli interessi di Henraux. Ricordiamo, inoltre, che il sentiero CAI 31, storica via di collegamento tra la costa versiliese e le valli garfagnine, ad oggi non è percorribile nella sua interezza perché interrotto per attività di cava proprio in corrispondenza dell’area estrattiva delle Cervaiole, lavorata da Henraux”.
Athamanta sottolinea che: “Nelle cave che abbiamo attraversato abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con alcuni lavoratori intimoriti dalle possibili ripercussioni delle nostre rivendicazioni sui loro posti di lavoro. Lavoratori intimoriti, come noi, dalla retorica di scontro promossa da aziende come Henraux, che vedono nella contrapposizione tra lavoratori e ambientalisti un modo per coprire i propri abusi nei confronti di collettività e territori. Minacce e intimidazioni si sono concretizzate con la presenza delle forze dell’ordine, ma erano state preannunciate da due diffide, inviateci da Henraux a mezzo email, che ci intimavano di non attraversare aree di loro “proprietà”, sostenendo che “la montagna è fruibile alla collettività che rimanga all’interno dei sentieri tracciati”. In un momento in cui il dibattito sulla proprietà della montagna rivendicata da Henraux, e quindi anche sulla possibilità di “fruizione collettiva” delle aree di montagna occupate da aree estrattive, è nel vivo della discussione, ci chiediamo quale sia il motivo di questa presa di posizione da parte dell’azienda. Ricordiamo che la sentenza n. 39 – 8/07/2020 emessa dal Commissario agli Usi Civici di Roma ha definito come parte dei territori dichiarati di proprietà da Henraux sul monte Altissimo fossero in realtà appartenenti al demanio civico e pertanto di “fruizione collettiva”. Ricordiamo, inoltre, che su gran parte della proprietà rivendicata da Henraux sono in atto dei controlli, sia da parte di associazioni e comitati che da parte dei tribunali sugli usi civici, per definire quali proprietà, e a quale titolo, siano attribuibili all’azienda”.
Athamanta conclude scrivendo: “Sulla base di queste riflessioni sentiamo la necessità di aprire un dibattito pubblico sul tema dell’accesso alla montagna chiamando a raccolta non solo le associazioni e i gruppi che se ne occupano, ma anche abitanti, attivisti ed amanti della montagna e del territorio che abitiamo. Infine chiamiamo a rispondere degli avvenimenti di queste ultime settimane in primis Henraux, che manipola la realtà nominandosi padrone di territori che non possiede affatto, così come le forze di polizia che assecondano i capricci degli industriali usando soldi pubblici e della collettività. Una doppietta che vede ancora una volta forze dell’ordine e aziende conniventi nella devastazione dei territori”.


