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Pablo Picasso “L’uomo, il genio e il mito”: a Sarzana per i 50 anni dalla sua scomparsa

SARZANA – Ah aperto oggi, 8 aprile, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, la mostra “Pablo Picasso – le origini del mito” che Sarzana dedica a uno dei più grandi geni artistici del Novecento, con un centinaio di opere che saranno ospitate negli spazi della Fortezza Firmafede fino al 16 luglio. Un’esposizione che conferma la volontà di una “città piccola ma ambiziosa” – come l’ha definita il sindaco in occasione della visita di questa mattina – di inserirsi con autorevolezza nel circuito italiano del turismo legato all’arte.

Un percorso che oggi ha toccato il suo traguardo più importante – per ora – grazie all’organizzazione di Paloma, il progetto di Comediarting e la collaborazione con il “Museo Casa Natal Picasso de Malaga”, rappresentato stamani dal direttore José Maria Luna Aguilar. “Sono molto felice di essere qui – ha detto – e ringrazio Sarzana, città bellissima di cui mi sono innamorato, per aver promosso questa mostra e aver recuperato questo spazio magnifico per la cultura e l’arte. Ringrazio anche tutti gli organizzatori per aver lavorato in stretta coesione per celebrare questo anniversario e la nascita del Mito, nato a Malaga ma con origini italiane e liguri. Picasso – ha aggiunto – è stato un artista intenso e il percorso espositivo creato dalla curatrice Lola Duràn Ucar è perfetto per raccontare la sua opera dall’inizio fino alla fine”.

“Questo anniversario sarà celebrato con molte mostre in tutto il mondo – ha sottolineato la curatrice – ma per me è molto importante essere qui a Sarzana perché ci troviamo in Liguria, terra di origini materne di Picasso. Il suo bisnonno Tommaso infatti era nato a Sori nel 1787 e si era poi trasferito in Spagna. Per tutta la vita hanno chiesto all’artista di questo suo cognome con la doppia esse non comune nel suo paese, una cosa che lo rendeva molto orgoglioso. Picasso diceva “dipingo solo quello che amo” ed è quello che vogliamo mostrare con un percorso che parte dal 1901 e raccoglie quasi settant’anni di lavoro: dal suo arrivo a Parigi, dal periodo blu alla passione per il circo e la tauromachia. Fino al contributo importante dato dalle ceramiche alle quali si avvicinò in età adulta apprendendone le tecniche di realizzazione non limitandosi a dipingerle. Infine le fotografie di Robert Capa e Juan Gyenes che ne raccontano la vita privata. Alla vigilia del cinquantesimo anniversario della sua morte – ha concluso – è un onore essere qui a presentare una mostra che omaggia l’uomo, il genio e il mito Picasso”.
Le oltre cento opere presenti alla Cittadella comprendono litografie, acquetinte, acqueforti, puntesecche, ceramiche e il famoso dipinto “Tête de femme” (che campeggia anche sul catalogo realizzato da Sagep) messo a disposizione da Paola Gribaudo attingendo alla collezione del padre Ezio – artista, editore e grafico – che conobbe Picasso nel 1951 e che è stato sempre molto legato a Sarzana.