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|«Casa Ascoli e Rsa Pelù, lavoratori e coop utilizzati come “banche”. Gestione imbarazzante»
L’associazione Politiké interviene sulla situazione dell’azienda speciale di servizi alla persona: «La Regione ha la possibilità di intervenire. Rivedere subito la gestione delle quote». E l’ex consigliere Alberti (Pd): «Intervenga la commissaria»
MASSA – «Abbiamo raccolto le considerazioni di alcuni responsabili e degli operatori impegnati nel servizio di assistenza socio sanitaria e infermieristica nelle Rsa Ascoli e Pelù, sotto la gestione dell’azienda pubblica Casa Ascoli, interamente partecipata dal Comune di Massa, e il quadro è sconcertante: il nuovo appalto Global Service peraltro affidato a una cooperativa lucchese non ci tranquillizza per niente». Lo afferma in una nota l’associazione Politké che interviene sulla situazione dell’azienda speciale di servizi alla persona. «Ormai da diversi anni – affermano – la gestione di uno dei principali servizi sociali presenti nel comune di Massa risente a nostro avviso di una colpevole disattenzione da parte dei principali soggetti politici coinvolti. I nostri genitori, i nostri nonni, zii e parenti sono stati e tutt’ora vengono assistiti con professionalità e dedizione da operatori che, quotidianamente, prestano la loro attività lavorativa nelle due Rsa. Così come hanno ricevuto assistenza continuativa nel periodo durissimo della pandemia Covid-19».
«A oggi l’azienda Casa Ascoli registra debiti relativi agli ultimi anni per circa 4 milioni di euro verso realtà del territorio e, nonostante questo, hanno garantito i servizi facendo di fatto ‘da banca’ al sistema pubblico. Le singole cooperative hanno anticipato per mesi e mesi stipendi ai propri operatori, registrando solo ritardi nei pagamenti, con la conseguenza inevitabile di aver dovuto accedere al credito bancario. Il continuo indebitamento ha rischiato di mandare in default le cooperative e, nonostante lo sforzo profuso, i lavoratori hanno subito gravi ritardi nei pagamenti dei propri stipendi sempre perché le amministrazioni non sono state capaci di dare le risposte dovute».
«Ammirevole è stato il coraggio degli stessi operatori e di alcuni sindacati nel portare avanti “la battaglia” per il proprio lavoro con grande responsabilità. Oggi registriamo con favore l’interessamento del Prefetto ed auspichiamo un intervento tempestivo della Regione Toscana che, in base alla L.R. 43 del 2004, ha poteri importanti per la risoluzione del problema: si tratta infatti della legge che stabiliva regole chiare per il riordino e la trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza in aziende pubbliche di servizi alla persona. Crediamo inoltre che le amministrazioni comunali, l’azienda sanitaria e la Regione debbano iniziare a ragionare su un nuovo calcolo delle quote che oggi risultano già tutte occupate a Massa-Carrara mentre altri territori vicini ne hanno in avanzo. Come Associazione Politikè siamo e saremo sempre vicini alle realtà del territorio chiedendo attenzione e professionalità, così come rimarremo a debita distanza dalle vecchie logiche spartitorie agli amici degli amici che, sempre di più, dimostrano mancanza di competenze e incapacità gestionale».
ALBERTI (PD): «La commissaria intervenga»
E sulla situazione di Casa Ascoli interviene anche l’ex consigliere consigliere comunale Stefano Alberti (Pd). Riportiamo di seguito:
La Casa di Riposo G.Ascoli è scomparsa dai riflettori della politica e dall’attenzione dei media. Dopo la regia di un commissario/liquidatore straordinario, nominato dall’ex sindaco Persiani per risanare la RSA e approvare un piano di rientro sostenibile, nessuna soluzione è stata data ai problemi della struttura. Aperte e non risolte risultano le questioni economiche relative a quanto dovuto alle cooperative locali che hanno operato nella Casa di Riposo e che vantano crediti milionari. Mentre ancora tutte da risolvere sono le problematiche legate al personale. Inoltre, a seguito di una gara molto “contrastata” che ha portato ad una nuova gestione affidata alla coop La Salute, non possiamo non chiederci se la nuova gestione ha garantito le condizioni minime di un subentro “ordinario”: la salvaguardia occupazionale; la garanzia di una applicazione della carta dei servizi puntuale e comprensiva di quei servizi che ne determinano qualità e sicurezza sanitaria per i suoi ospiti (es. infermiere h24); e quali azioni si intendono intraprendere o si sono già intraprese per recuperare i “mini alloggi” residenziali ormai preda del degrado e dell’abbandono. Pertanto, in una fase così delicata e complessa, chiedo alla Commissaria prefettizia di farsi interprete di queste domande. Anche in questa fase di nuova gestione è bene verificare se il servizio socio-sanitario della Casa di Riposo Ascoli manifesti condizioni di eccellenza come dovuto e in linea con quanto sempre espresso.


