«Un palasport nell’area ex Mediterraneo? Perché non recuperare quello di Avenza?»
La Pro Loco sulla proposta emersa negli ultimi giorni: «Un’idea non consona che porta una serie di riflessioni»
CARRARA – «È di questi giorni la notizia che nell’area dell’ex hotel Mediterraneo, è stata proposta la costruzione di un nuovo palazzetto dello sport. Un’idea che riteniamo non consona ma porta anche ad una serie di riflessioni». È la Pro Loco di Avenza a intervenire sulla proposta emersa nei giorni scorsi (ne abbiamo parlato qui). «Del palazzetto dello sport di Avenza che ne sarà? Una struttura chiusa al pubblico – ricorda l’associazione – in attesa, a quanto apparso sulla stampa, di acquisizione della documentazione antincendio. Un’opera costruita nella seconda metà degli anni Settanta, nell’ambito del “piano degli investimenti” che avrebbe dovuto riqualificare Avenza, nell’area della ex Gil che, per la natura del bene, era disponibile».
«Forse c’è stata poca lungimiranza rispetto alla forte conurbazione intensiva. Spesso si fa notare come siano scarsi gli spazi esterni, ma ci si dimentica che, all’epoca, il piano regolatore Piccinato prevedeva un’altra via d’accesso da via Toniolo che, invece, non è mai stata realizzata; anzi, un primo lotto già costruito è stato privatizzato. In ogni caso c’è, è un bene pubblico, un servizio alla cittadinanza, da anni limitato ai soli atleti senza pubblico, una carta da visita della città ma incompleta. Un’altra riflessione è che si trova sull’asse della via Francigena, con altri beni in cattive condizioni se non in abbandono».
«La stessa palazzina ex Gil confinante, conferita all’Asl per la realizzazione del distretto sanitario, è stata avocata a sé dalla Regione Toscana, ma con scarsa manutenzione. Se aggiungiamo il palazzo Cat, abbandonato e venduto, il Centro Culturale Amendola in attesa di interventi da qualche lustro, il mercato Coperto (progetto architetto Piccinato), la situazione denuncia decenni di disinteresse per Avenza. Un’inversione di tendenza – conclude la Pro Loco – sarebbe auspicabile e a questo proposito prendiamo atto dell’avanzamento dell’iter per la messa in sicurezza della facciata residua del borgo in galleria (casa bombardata), ma ci auguriamo che non sia un atto isolato».


