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“Cigni Selvatici” la mostra personale di Hu Huiming a Villa Rinchiostra

MASSA – La mostra personale dell’artista cinese Hu Huiming, che gode del patrocinio del Comune di Massa, nasce dall’idea di condividere aspetti, prospettive e riflessioni sull’essere donna nella contemporaneità. Ogni aspetto della natura femminile viene indagato dall’artista, nota a livello internazionale, che sperimenta una varietà di linguaggi per approfondire lati che vanno dalla libertà all’eros, fino a temi ancestrali come la maternità.

Le opere selezionate costituiscono il nucleo della ricerca più recente condotta da Hu, nella quale nuove prospettive si accompagnano a immaginari del passato, fra esotismo, rivendicazione del proprio corpo e del diritto di ciascuno di anelare alla felicità e alla realizzazione del sé più profondo. Suggestioni oniriche che hanno qualcosa del Doganiere Rousseau, ma anche degli elementi più fantasiosi e non privi di humour di Hieronymus Bosch, si mescolano a una concezione intrinsecamente femminista della natura delle relazioni e del ruolo della donna nel mondo contemporaneo. Memorie di antiche divinità, dee della fecondità, guerriere e personaggi leggendari  si incontrano con nature idilliache, tra sogno e utopia, per esplorare i sensi della femminilità nella realtà odierna.

L’arte di Hu dialoga con gli ambienti della Villa della Rinchiostra, sede del Museo Guadagnucci. Un luogo intriso di storia, nel quale si sono intrecciate le vicende più significative legate alla dinastia di Alberico, signore di Massa, diventa scenografia di nuove espressioni artistiche. Nell’anno dedicato ad Alberico Hu è fra le personalità che hanno deciso di celebrare aspetti meno noti della sua dinastia, riecheggiando sogni, ricordi e suggestioni che rimandano direttamente agli insegnamenti delle grande donne Cybo-Malaspina, come Teresa Pamphili. Il suo nome, inciso sui marmi che costituiscono i portali delle stanze interne della villa, complica di ulteriori riferimenti l’arte delicata, ricca di emotività e significati sottili che aspettano di essere interpretati dagli spettatori.

Il titolo della mostra rimanda alla fiaba di Andersen, nella quale emerge con forza uno degli aspetti indagati dall’artista, ovvero la natura femminile disposta al sacrificio per proteggere i propri cari. Fiducia, abbandono, empatia, eros, natura protettiva, maternità sono alcuni dei temi principali, che l’artista ha trasposto in tele e installazioni per tutto il primo piano della Villa. La voce dell’artista si mescola ai versi di poetesse italiane del Novecento, da Alda Merini a Patrizia Cavalli, e di artiste fondamentali del Novecento, come Leonora Carrington, in un allestimento colmo di rimandi e confronti con più sensibilità e prospettive.

L’inaugurazione della mostra avrà luogo domenica 5 marzo alle 17 e sarà visitabile fino al 21 marzo (nei giorni: dal venerdì alla domenica, orario: 10-18). Nel corso dell’esposizione sarà organizzato un incontro culturale nel quale si parlerà del ruolo della donna nella società attuale, fra arte, storia e sfide future.