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Barotti su Villa Massoni: «La Regione istituisca un garante dei beni culturali»

MASSA – «Il silenzio della Regione sulla possibilità di acquisire al patrimonio pubblico Villa Massoni, allo scopo di recuperarla magari per inserirla nel progetto “Uffizi diffusi”, così come la mancanza di risposte per salvare le mura quattrocentesche del castello Malaspina mi hanno indotto a riflettere sulla difficoltà che le associazioni, i singoli cittadini incontrano quando si interfacciano con alcune istituzioni». Così interviene il consigliere comunale di Arcipelago Massa Andrea Barotti, da tempo impegnato in una battaglia per recuperare Villa Massoni.

«Ho scritto diverse note al presidente Giani, titolare della delega alla cultura, ma non ho mai avuto il piacere di una sua risposta o di una replica da parte del suo staff; il “governatore”, probabilmente, è troppo impegnato oppure Massa val bene un viaggio per ascoltare Bonaccini, per qualche manifestazione culturale ma non per prendere visione di un patrimonio storico, architettonico meritevole di attenzione e valorizzazione. – aggiunge Barotti – Ho letto, tempo fa, del sopralluogo di Giani, accompagnato dal consigliere regionale Gazzetti, alle ex terme Corallo di Livorno ed ancora della visita di Giani, accompagnato dal consigliere regionale Marco Landi, a Portoferraio per creare delle sedi espositive in cui inserire le opere conservate nei magazzini del museo fiorentino e mi sono chiesto come mai Massa sia rimasta fuori dal “grand tour” del presidente; forse non abbiamo spazi utilizzabili, nemmeno usufruendo dei finanziamenti Ue (possibilità indicata dal presidente della commissione per le petizioni del parlamento europeo), oppure i nostri rappresentanti regionali sono così oberati di lavoro da non trovare il tempo di “prendere per mano il governatore” e mostrargli i gioielli architettonici della nostra città tra i quali Villa Massoni, le ex colonie marine».

«L’inerzia dell’Amministrazione regionale, della politica locale ma anche la complessità della materia che coinvolge differenti autorità mi induce a sollecitare il difensore civico regionale affinché venga istituito il “Garante dei beni culturali”; figura con il compito di raccogliere le istanze e le segnalazioni dei cittadini sulle criticità esistenti, di seguire le procedure per la soluzione di tali problematiche coinvolgendo le amministrazioni preposte. – conclude Barotti – Credo sia opportuno seguire l’esempio della regione Campania che, per meglio tutelare il patrimonio storico della città di Napoli, ha creato, ispirandosi ai principi dell’art. 9 della Costituzione ed alle norme del “codice Urbani”, l’ufficio del Garante dei beni culturali e del paesaggio; un incarico a titolo gratuito che ha per scopo l’apertura di un dialogo con comitati associazioni così da non far cadere nel vuoto le iniziative dei cittadini».