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Massa, un monumento ad ad Alberico Cybo Malaspina… 400 anni dopo
Mosti, Riccardi e Della Pina

La proposta del 1610 di realizzare una statua non ebbe seguito. L’iniziativa voluta da Franco Frediani e la collaborazione di molti soggetti tra cui gli studenti dell’Istituto Palma

MASSA – Correva l’anno 1610 e il 29 di agosto nella seduta degli otto Consoli di Balia del Ducato di Massa, imperante Alberico I Cybo-Malaspina: “Hanno proposto, e passato a viva voce che si faccia una statua di marmo di buon scarpello dell’Illustr.mo et Ecc.mo Sig. Principe nostro da ponersi in piazza di San Pietro avanti al Palazzo di S.E., o dove comanderà detta Ecc.a”, ma la proposta non ebbe seguito per mancanza delle risorse necessarie in un ducato dalle esauste finanze. Alberico muore il 18 gennaio del 1623 e non ha la soddisfazione di veder realizzata la statua in suo onore.

Oggi, a 413 anni di distanza dalla proposta dei Consoli di Balia e a 400 dalla morte del Principe, la statua ha preso forma rendendo così un doveroso omaggio all’illuminato sovrano. Tutto ha avuto inizio nel luglio del 2021 quando Franco Frediani, appassionato cultore di storia locale, accarezza l’idea di dar corpo all’antica proposta. Ottenuta dal sindaco Francesco Persiani la condivisione e l’autorizzazione a procedere, richiede la collaborazione al Liceo artistico Felice Palma che trova nella dirigente professoressa Ilaria Zolesi e nel professor Paolo Della Pina piena disponibilità. Il compito assegnato è quello di realizzare una serie di bozzetti a rappresentare Alberico. Gli studenti si mettono all’opera e, nel giugno 2022, al termine dell’anno scolastico, vengono presentati ben 16 bozzetti. Esposti nei locali della Civica Biblioteca Stefano Giampaoli, sono sottoposti al giudizio del pubblico che numeroso esprime le proprie preferenze. Tra i primi tre più votati, ne uscirà vincitore quello realizzato dalla studentessa Sara Riccardi.

Per l’esecuzione dell’opera, una statua a tutto tondo e a grandezza naturale, viene incaricato il laboratorio di scultura di Alessandro Mosti, autore di importanti monumenti sia in Italia che all’estero e noto ai massesi per l’opera “Evoluzione” collocata di fronte al pontile a Marina di Massa. Ad affiancare lo scultore, in un percorso di alternanza scuola-lavoro, gli alunni del Liceo Palma che hanno contribuito alle necessarie importanti rifiniture. «Reperito il materiale – racconta Frediani – grazie alla generosa disponibilità di Mister Mohamed Soltan di Cave Focolaccia, per il blocco di marmo statuario, e della signora Paola Baronti della Campolonghi Spa, per il blocco in bardiglio del basamento, ultimo passaggio quello di trovare i fondi necessari alla realizzazione della statua. Su tutti, per l’importanza del contributo erogato, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Carrara, nel suo presidente, Enrico Isoppi, e nei componenti tutti il consiglio di amministrazione».

«Inoltre, un sentito grazie va alla generosità di Patrizia Vianello della Ambiente Spa, Mario Giorgini della Fratelli Giorgini Marmi e Rotary Club Marina di Massa nella persona della sua presidente Francesca Abiuso e di tutto il consiglio direttivo. Senza il loro apporto il progetto sarebbe miseramente naufragato. Ma un ringraziamento va anche al sindaco Francesco Persiani che sin dall’inizio ha condiviso l’iniziativa e all’assessore Marco Guidi per il supporto logistico del suo assessorato nella movimentazione e posizionamento dei manufatti. Da ultimo, non certo per importanza, un sentito grazie al professor Paolo Della Pina che con costanza e competenza ha seguito i suoi allievi della classe V A nelle opere di finitura del monumento e per come le hanno eseguite corre l’obbligo di ringraziarli uno per uno: Baldi Nicola, Ceccarelli Chiara, Coronella Elisa, Cossu Veronica, Evangelista Ettore, Fellini Sofia, Fusco Francesca, Giorgeri Asia, Ingegneri Sofia, Maestrelli Lucia, Mannoni Anna, Menchini Teresa, Nesti Desirèe, Palla Elisa, Panesi Federico, Riccardi Sara, Rossi Nicole, Ruiu Alessia, Santi Giuseppe, Stroppolo Rebecca e Varano Matilda. A tutti, appuntamento mercoledì 18 mattina, ore 11, in piazza Martana, anche in caso di condizioni meteo avverse. Ai tempi di Alberico l’ombrello non esisteva. Consideratevi dunque dei privilegiati» conclude Frediani.