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|Sanitari reintegrati, il docente di Farmacologia contro la Regione: «Decisioni idiote, ecco perché»
Il professor Cosentino commenta (coi dati) la circolare dell’assessorato alla Sanità della Toscana per evitare l’impiego di medici e infermieri non vaccinati contro il covid nei reparti con pazienti dalle difese immunitarie ridotte: «Chi ha adottato queste misure, se ha un minimo di coscienza, si dovrebbe vergognare»
TOSCANA – «Anche la Toscana ritiene i medici e i sanitari non vaccinati a rischio di trasmettere SARS-CoV-2 più dei vaccinati. L’errore, perché di errore si tratta e pure grossolano, non si capisce da dove origini: nessuno dei prodotti covid riporta tra le indicazioni d’uso la prevenzione della trasmissione, e infatti i produttori hanno addirittura dichiarato che non hanno evidenze a riguardo». Lo ha scritto il professor Marco Cosentino, docente ordinario di Farmacologia all’Università dell’Insubria, che interviene sul caso di cui ci siamo già occupati nei giorni scorsi. La Voce Apuana, infatti, ha provato – senza riuscirci – ad avere una risposta chiara dall’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini sul perché la Toscana abbia deciso di impedire ai sanitari non vaccinati contro il covid, e reintegrati, di svolgere la loro attività nei reparti «con pazienti dalle difese immunitarie ridotte». A oggi la risposta non è ancora arrivata (ne avevamo parlato qui).
Tornando al professor Cosentino, l’esperto evidenzia che «esistono invece studi pubblicati che mostrano chiaramente come la riduzione del contagio forse c’era con le vecchie varianti, riduzione di pochi punti percentuali e di qualche settimana in media ma di nessun rilievo per la salute pubblica (https://www.youtube.com/watch?v=mOYXjruMXg8) e oggi con le nuove varianti nemmeno quella. Soprattutto, se è vero come si dice che i vaccini proteggono chi li riceve, aumenta nei vaccinati la probabilità di essere portatori asintomatici, possibilità certo più remota nei non vaccinati. Dal che si deduce che mettere indiscriminatamente a contatto un vaccinato con un fragile in ambienti a rischio è precisamente la cosa principale da non fare. Se si ritiene di tutelare i contesti a rischio, si richiedano tamponi frequenti, almeno settimanali, antigenici e salivari: a basso costo si ha la massima protezione possibile. E al netto di considerazioni sui guariti che sono ovviamente i soggetti meno esposti a qualsiasi rischio. Questo è».
Successivamente il professore è intervenuto nuovamente sul caso. «Tra ieri e oggi, commentando le decisioni di Lombardia e Toscana di tenere i medici reintegrati non vaccinati lontano dai pazienti fragili, le definivo incomprensibili in quanto i vaccinati contagiano tanto quanto i non vaccinati e per di più hanno meno possibilità di accorgersi di portare a spasso il virus. Ma almeno, concludevo, il vaccino li protegge a livello personale. Un minimo. E invece niente».
«Disinformato e poco aggiornato come sono – afferma il docente di Farmacologia ironicamente – ci aveva già pensato l’Istituto Superiore di Sanità a mettere i puntini sulle “i” con il suo report dello scorso 2 novembre (data significativa), da cui è tratta la tabella qui allegata, la numero 5 a pagina 26 (https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_2-novembre-2022.pdf?fbclid=IwAR32yV45zscVo5TQK8rPD9J5KtFcl1qc0epNzRgZxi3lplfOwOeh83ND-tA).
Facile accorgersi che, almeno fino ai 60 e direi anche agli 80 anni d’età, i non vaccinati hanno in buona parte un minore rischio di contagiarsi, finire in ospedale e pare anche di concludere la loro esistenza terrena, rispetto ai vaccinati con due dosi e anche con tre. E dove i vaccinati vanno meglio, il margine è comunque abbastanza risicato».
«Questi numeri valgono il giusto, intendiamoci. Ce lo siamo sempre detto. Ma tenendo anche presente che chi li raccoglie e li elabora per poi pubblicarli non è certo un no-vax, qualcosa a questo punto vorranno pur dire. Di certo – conclude Cosentino – dovrebbero suggerire quanto siano insostenibili, antiscientifiche, odiose, malevole e francamente idiote le decisioni orientate a discriminare i medici e i sanitari non vaccinati. E chi le ha adottate se ha un minimo di coscienza se ne dovrebbe vergognare». Intanto la nostra redazione resta in attesa di una risposta da parte dell’assessore Bezzini.



