Sanitari non vaccinati, fine pena mai in Toscana. E l’assessore (per il momento) non risponde
È di questi giorni la circolare della Regione per «evitare l’impiego degli operatori reintegrati in reparti con pazienti dalle difese immunitarie ridotte». Abbiamo chiesto a Bezzini su quali basi è stata presa questa decisione visto che anche i vaccinati si contagiano e possono contagiare
TOSCANA – Fine pena mai. Sembra proprio sia così in Toscana (come in altre regioni) per i sanitari non vaccinati contro il covid e reintegrati da pochi giorni. Almeno stando all’ultima decisione della Regione che impedisce a questi medici, infermieri e oss di lavorare in quei reparti ospedalieri che ospitano pazienti molto fragili. Negli ultimi giorni la Regione ha inviato una circolare alle Asl della Toscana per richiamarle «a un’attenta valutazione delle attività a cui saranno adibiti gli operatori che non si sono vaccinati contro il Covid-19 e ora rentegrati per effetto delle scelte del governo nazionale».
In particolare, si sottolinea nella circolare della direzione dell’assessorato alla Sanità rivolta ai direttori generali delle aziende ed enti del servizio sanitario regionale, «si dovrà evitare che i sanitari riammessi al lavoro siano collocati in reparti in cui vi siano pazienti prevalentemente affetti da patologie che riducono in maniera significativa le difese immunitarie, come – solo per citare alcuni esempi – trapiantati di organo solido o di midollo, malattie oncoematologiche o malattie in trattamento immunosoppressivo».
«La circolare – precisa poi la Regione – è stata inviata dopo un confronto con i servizi di prevenzione e protezione aziendali, i rappresentanti dei medici competenti e le direzioni sanitarie che c’è stato ieri». Il comunicato della Regione, però, non spiega su quali basi – anche scientifiche – è stata presa questa decisione. Per provare a capirne di più, due giorni fa, lo abbiamo chiesto all’assessore alla Sanità Simone Bezzini dal momento che è ormai acclarato che anche i vaccinati possono contagiarsi e contagiare. Operatori sanitari compresi, come denunciò pochi mesi fa, ad agosto 2022, il Nursind, il sindacato degli infermieri che evidenziò come «le continue operazioni di vestizione e svestizione hanno portato a un incremento dei contagi covid tra infermieri, ostetriche e oss. Tali procedimenti hanno raddoppiato il normale tasso medio di assenze per malattie». Tutto personale, naturalmente, vaccinato, dato che l’obbligo vigeva ancora.
Abbiamo quindi contattato lo staff di Bezzini, che, in attesa di una risposta dell’assessore ci ha detto in modo telegrafico che «la scelta è stata comunque fatta da tecnici», non rispondendo nel merito alla domanda posta. Il nostro giornale resta in attesa di una risposta dell’assessore alla Sanità.


