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L’Asl reintegra 18 sanitari a Massa-Carrara. Sindacato infermieri soddisfatto

L’Azienda sanitaria ricorda però che a oggi è ancora in vigore l’obbligo del green pass rafforzato per entrare in ospedali, strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali

MASSA-CARRARA – Sono 96 in totale i dipendenti dell’Azienda Usl Toscana nord ovest che vengono reintegrati dopo l’interruzione (dal 1° novembre 2022) dell’obbligo vaccinale contro il covid per gli operatori sanitari, stabilito dal governo con il  decreto legge 162 del 31 ottobre 2022, che va a modificare quanto disciplinato dal decreto legge 44 del 2021.

Questo il dettaglio, per ambito territoriale, degli operatori reintegrati:

  • 34 operatori per l’ambito territoriale di Livorno, di cui: 1 medico, 27 tra infermieri, oss e ostetriche, più altri 7 operatori (assistenti tecnici, assistenti sociali, assistenti amministrativi etc);
  • 18 per l’ambito di Lucca, di cui:  2 medici;  12 tra infermieri, oss e ostetriche; 4 altri operatori;
  • 18 per l’ambito di  Massa-Carrara, di cui: un medico, 17 tra infermieri, oss e ostetriche;
  • 18 per l’ambito di Pisa,  di cui:  nessun medico; 15 tra infermieri, oss e ostetriche; 3 altri operatori;
  • 8 per l’ambito della Versilia, di cui: nessun medico; 7 tra infermieri, oss e ostetriche; 3 altri operatori.

Sempre per quanto riguarda la situazione nelle strutture sanitarie, l’Asl ricorda che ad oggi è ancora in vigore l’obbligo del green pass rafforzato per entrare in ospedali, strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali. L’ultimo decreto legge non interviene, infatti, sul termine del 31 dicembre 2022 fissato dal precedente decreto legge “riaperture” numero 24 del 24 marzo 2022.

Come noto, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inoltre prorogato l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie da parte dei lavoratori, degli utenti e dei visitatori delle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le Rsa, gli hospice e comunque le strutture residenziali di cui all’articolo 44 del Dpcm del 12 gennaio 2017 (Lea).

Sindacato infermieri soddisfatto

«Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione del neo ministro della Salute, professor Orazio Schillaci, che a pochi giorni dal suo insediamento, sembra avere già compreso, e non possiamo che esserne lieti, la linea concreta da adottare per avviare il lento e complesso lavoro di ricostruzione del nostro sistema sanitario italiano. Ci riferiamo alla decisione di reintegrare, ben prima del 31 dicembre prossimo, come era stato inizialmente stabilito dalle Regioni, gli operatori sanitari non vaccinati attualmente sospesi». Lo afferma Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up. «Per mesi – evidenzia – abbiamo sollevato la questione del reintegro dei professionisti non vaccinati, attraverso i nostri accurati appelli rivolti a tutte le Aziende sanitarie e alla politica. In piena pandemia avevamo, naturalmente, messo in evidenza che questi colleghi andavano reinseriti, anche in ambiti diversi, lontano dai soggetti a rischio, ma bisognava reintegrarli, per non disperdere il patrimonio di competenze che essi rappresentavano e per tutelare la loro posizione».

Soddisfazione espressa anche per la decisione di bloccare le multe agli ultra-50enni che hanno deciso di non sottoporsi al siero a mRna: «Confermata, quindi, era ora, la strategia di ridurre le restrizioni, da parte del nuovo governo, per noi fondamentale soprattutto alla luce di quella carenza strutturale di 80mila infermieri che rappresenta più che mai una voragine da sanare».