«Bonifiche Sin-Sir ed ex Cava Fornace: due questioni da risolvere subito». Il flashmob degli ambientalisti
«L’iniziativa del 15 ottobre in piazza Bad Kissingen a Marina di Massa ha inteso porre l’accento su alcune delle questioni territoriali più cogenti in merito a questi diritti, a nostro avviso disattesi»
MASSA-CARRARA – «Gli elementi essenziali su cui convergono le molte rivendicazioni degli oltre 30, fra comitati e associazioni che compongono il “Coordinamento Ambientalisti”, sono quelli legati alla giustizia ambientale. A rafforzare questa convinzione, lo scorso 22 luglio, l’Assemblea Generale dell’ONU con la risoluzione 48/13, ha riconosciuto che vivere in un ambiente pulito, sano e sostenibile rappresenta un diritto umano universale. Con la risoluzione 48/14 il Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, invita gli Stati membri a lavorare insieme per attuarlo. Stante le sopracitate risoluzioni, nell’apuoversiliese questi diritti, potrebbero non essere garantiti, come potrebbero non esserlo gli articoli 9-32-41 della Costituzione italiana. Essere Cittadine e Cittadini consapevoli è fondamentale, ed è per crescere in questa direzione che il “Coordinamento Ambientalisti” li invita a partecipare ad una giornata di riflessione sulle diverse tematiche ambientali, divulgativa e aperta a tutte e a tutti, con docenti universitari ed esperti che risponderanno alle domande del pubblico, che si terrà a Seravezza presso le Scuderie granducali, il 19 novembre prossimo». Sono le associazioni ambientaliste a intervenire per chiedere la risoluzione immediata di due annose questioni che riguardano il territorio: le bonifiche della zona industriale tra Massa e Carrara e la discarica di ex Cava Fornace a Montignoso.
«Il flashmob promosso il 15 ottobre in piazza Bad Kissingen a Marina di Massa – affermano – ha inteso porre l’accento su alcune delle questioni territoriali più cogenti in merito a questi diritti, a nostro avviso disattesi. A 34 anni dalla chiusura della ex Farmoplant e a 28 anni da quando l’ex Ministero dell’Ambiente (Oggi Mite) ha delimitato e classificato l’area Sin/Sir (Sito di Interesse Nazionale e Sito di Interesse Regionale) di Massa e Carrara (circa 16 km quadrati di falde e suolo) come altamente contaminata da sostanze chimiche e da sanificare, le cittadine ed i cittadini residenti attendono ancora le bonifiche. Le cittadine ed i cittadini residenti attendono ancora le bonifiche promesse. Nel 2018 il Ministero dell’Economia aveva stanziato un fondo di 25,5 milioni di euro per l’avvio delle bonifiche del Sin/Sir. Lo scorso 20 settembre i cittadini sono venuti a conoscenza che si era riunita la cabina di regia promossa dal Ministero per la Transizione Ecologica (di cui fanno parte Mite, Regione Toscana, Comuni di Massa e Carrara e la società in house Sogesid Spa) e che da voci di corridoio trapelava che si sarebbero persi i finanziamenti per le bonifiche».
«Immediatamente il Cca dbr, che fa parte del “Coordinamento Ambientalisti”, ha inviato una lettera alle istituzioni preposte, chiedendo informazioni in merito, nonché il verbale della seduta della cabina di regia. Il sindaco di Massa Francesco Persiani, in conferenza stampa, ha confermato i nostri sospetti: 13 milioni di euro verosimilmente persi, per motivi di carattere burocratico: ovvero a causa del mancato rispetto del cronoprogramma stabilito per l’avvio delle procedure per l’assegnazione delle gare di appalto alle società di sanificazione (in scadenza il 31/12/2022). Nei giorni seguenti si sono susseguite dichiarazioni da parte degli organi politici, istituzionali ed associativi, locali, regionali e nazionali, che è risultato in un reciproco rimpallo di responsabilità: uno scambio di “tutti contro tutti” che ha alimentato rabbia e sfiducia nelle istituzioni».
Non solo bonifiche
«Non meno sconfortante è la questione riguardante la ex Cava fornace (Tra Montignoso e Pietrasanta), dove un comitato di cittadini lotta da anni contro una discarica in cui confluiscono rifiuti speciali da tutta Italia. “Siamo arrivati alla scadenza delle autorizzazioni – dichiarano i membri del Comitato dei Cittadini contro la discarica – e chi deve decidere del futuro di quel sito, come è emerso nel recente incontro tra cittadini, tecnici e Assessora Regionale all’Ambiente, non ha ancora visionato il progetto iniziale. Dopo il rigetto da parte della Regione Toscana del riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) presentato dal gestore, rigetto confermato anche dalla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, Programma Ambiente Apuane spa ha presentato ricorso al consiglio di Stato. Siamo in attesa della sentenza e dell’attivazione del Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale (Paur) con relativa inchiesta pubblica per evidenziare le enormi criticità che la discarica presenta e i potenziali impatti sul nostro territorio”».
«La discarica di ex Cava fornace è stata, infatti, già oggetto di un’inchiesta pubblica, concessa però dopo il rilascio delle autorizzazioni, nella quale emersero gravi e inquietanti problemi, non ultimo la stessa localizzazione del sito, dove sorge un’area carsica ricca di doline e inghiottitoi. Quanto siano incompatibili il carsismo e la presenza di industria insalubre di grado primo, è evidente a tutti, ma non alla Regione Toscana: dove le decisioni vengono prese si ignorano la vicinanza della discarica ai centri abitati, la presenza di falde acquifere ai piedi del sito, la prossimità con l’area umida “Lago di Porta”. E proprio qui si rendono necessari frequenti controlli date le ripetute segnalazioni di sversamenti abusivi e di moria di pesci e uccelli. Odori nauseabondi sempre più intensi nella zona tra Montignoso e Pietrasanta rendono l’aria irrespirabile e generano la richiesta di studi epidemiologici sullo stato di salute dei residenti in quell’area».
«Nemmeno la politica locale risponde con azioni di tutela dei cittadini. Le Amministrazioni comunali di Montignoso e Pietrasanta facciano finalmente sentire la propria voce in modo forte e deciso, per far valere gli interessi delle proprie comunità: le cittadine e i cittadini vogliono la chiusura della discarica e la conseguente bonifica del sito, a garanzia di tutto il comprensorio. L’acqua, la salute e la salvaguardia delle falde acquifere è uno degli elementi che contraddistingue queste due grandi vertenze del territorio, e molte altre. Siamo convinti che le fonti dell’acqua debbano essere tutelate, e che i servizi idrici ed energetici debbano essere gestiti dal pubblico e, come beni pubblici non quotati in Borsa, come si sta, invece, profilando con il gestore Publiacqua Spa nelle province di Firenze, Prato e Pistoia».


