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Torna il fascino degli Animosi tra l’entusiasmo di Carrara e la simpatia della coppia Follesa-Pisani

La pioggia non scoraggia i carraresi che non vedevano l’ora di riabbracciare il teatro. Forti: «È stata una scelta giusta ripartire con leggerezza con uno spettacolo come questo, dopo due anni di pandemia c’era bisogno di ridere»

CARRARA – “Finché teatro non ci separi”, verrebbe da dire parafrasando lo spettacolo di Katia Follesa e Angelo Pisani portato in scena ieri sera agli Animosi, nuovamente riaperto tra la gioia e la soddisfazione visibile e tangibile dei carraresi. Il titolo dello spettacolo in realtà è “Finché social non ci separi”, ma le vicissitudini del teatro civico di Carrara, in questi anni, hanno messo in luce un fortissimo attaccamento dei cittadini al loro teatro: un attaccamento manifestato anche ieri sera, dal sold out registrato a tempo di record e dai commenti dopo lo spettacolo: «Finalmente! L’entusiasmo è tanto! Tornare a teatro dopo tanto tempo! E’ un piacere poter tornate in un teatro così bello!» ci dicono uscendo, dopo essersi fatti una scorpacciata di risate grazie alla coppia, fuori e dentro la scena, Follesa-Pisani. Insomma, in prima battuta, intervistati, l’innegabile divertimento dello spettacolo è passato in secondo piano rispetto al piacere di ritrovare gli Animosi.

La serata invernale di pioggia e freddo, nonostante sia ufficialmente primavera, non ha fermato dunque la voglia di un teatro a lungo aspettato e sospirato. Dopo due anni di fermo tra emergenze sanitarie e polemiche, e ancor prima chiuso per un decennio causa lavori, poi inaugurato, poi richiuso e poi riaperto e poi richiuso e ora finalmente, definitivamente riaperto. I carraresi sono corsi, sopportando la fila all’ingresso con ombrelli e mascherine. Una fatica ripagata non solo dal fascino senza tempo degli Animosi ma da uno spettacolo che non ha mai lasciato spazio alla noia: la verve del simpatico duo comico che riflette sapientemente, intuiamo, la sintonia della coppia nella vita privata, ha mantenuto alto il divertimento senza mai tempi morti. Entrambi provenienti dal mondo del cabaret televisivo, conosciamo Katia Follesa dai tempi di Colorado Caffè e poi Zelig, e Angelo dai tempi di Pali e Dispari che vedeva Angelo in coppia con un altro collega. I classici litigi e i cliché nel rapporto di coppia diventano spunto per battute che Follesa e Pisani hanno saputo “portare” con divertimento anche grazie al coinvolgimento diretto degli spettatori, che potevano raccontare i difetti del loro partner tramite messaggino al numero di cellulare comparso in sovraimpressione sullo schermo durante lo spettacolo.

Arrivano messaggi tra i più disparati e tanti in dialetto: «Il mio partner è un paiazz; è loz; è masseso; si mangia le unghie dei piedi; il mio partner russa con gli occhi aperti; il mio partner ride con la lingua di fuori; mia moglie non si spoglia: esplode; mia moglie prima di fare l’amore si toglie i vestiti e li ripiega da una parte». Il pubblico carrarino ha così fornito il meglio del repertorio del nostro dialetto e delle sue abitudini, tra le risate generali. Non potevano poi mancare le domande al pubblico sul sesso, visto che si parla di coppia e di relazione tra uomo e donna. Apprendiamo così che Jordan, 23 anni, seduto tra fidanzata e mamma, lo fa 5 volte a settimana. È un successo di risate: Follesa riporta in scena i suoi spassosi giochi di parole come: «Lo dice Antonio Masia», in pieno stile del suo personaggio televisivo, tra il simpatico poco “letterato” e lo sprovveduto. Pisani, uscendo dal suo vecchio personaggio televisivo Capsula, rivela una bella presenza scenica, dai tempi comici serrati, energia e grande espressività fisica: pronto per il suo prossimo spettacolo, tutto suo, dal titolo “sComodo” e per cui gli spettatori di ieri sera si sono già prenotati.
Tra il pubblico non poteva mancare il primo cittadino Francesco De Pasquale insieme all’assessore Federica Forti e all’assessore Anna Galleni. «Questa non è un’inaugurazione ma una riapertura» precisa De Pasquale. «È stata una scelta giusta ripartire con leggerezza con uno spettacolo come questo, dopo due anni di pandemia c’era bisogno di ridere» ha commentato Federica Forti. «C’erano tanti giovani e tanti ragazzi, venuti anche da fuori» nota Anna Galleni.

Per concludere, siamo stati colpiti da due cose: la prima, è che di fronte alle battute divertenti sulla movida e sul caos “trovati” nel centro storico e fatte con simpatica ilarità da Angelo Pisani, i carraresi hanno dimostrato un grande senso dell’umorismo e questa è una delle cose più intelligenti che insegna il teatro: «La bellezza è potere; un sorriso è la sua spada» diceva infatti il drammaturgo inglese Charles Reade. La seconda cosa che ci ha colpito, è stata la magia che si è creata quando Katia Follesa ha chiesto di spegnere i riflettori e agli spettatori di illuminare i cellulari. Così, come tante lucciole in volo, il buio in teatro ha preso fascino.