l'intervista
|«Ci vuole un cambio totale di paradigma. Non è un sogno, si può fare». L’impegno di Orietta Colacicco per Massa-Carrara
MASSA-CARRARA – In vista delle elezioni regionali del 20-21 settembre, La Voce Apuana, pubblica le interviste ai candidati al Consiglio regionale della provincia di Massa-Carrara. Oggi è il turno di Orietta Colacicco, candidata nella lista di Forza Italia Ucd (centrodestra).
Quali sono i tre punti programmatici che ritiene più importanti per lo sviluppo della provincia di Massa-Carrara attraverso l’intervento della Regione?
Turismo, turismo e ancora turismo, capace di portare sviluppo economico a tutta l’area della riviera apuana, delle città di Massa e Carrara, dell’interno, della Lunigiana. Che vuole dire impresa, lavoro, potenziamento dei
collegamenti, tutela dell’ambiente e della salute di tutti.
Sanità, a fronte delle problematiche emerse durante il picco dell’emergenza Covid-19, in primis la scarsità di strutture e personale per affrontarla, che cosa del modello sanitario toscano deve rimanere e che cosa deve cambiare?
Il covid ha preso alla sprovvista tutte le regioni, si poteva fare di più? Probabile. Certamente la lezione è che bisogna prevenire ed essere pronti a gestire l’emergenza, anche esercitandosi simulando, come si fa nel crisis management. Vale la regola delle 3P: Prontezza, Prudenza, Prevenzione. Qui come altrove è necessaria una rete di protezione territoriale, dove il medico di famiglia deve assumere ed esercitare un ruolo più determinante, dove creare strutture anche virtuali di formazione e informazione per il cittadino. E sulla Lunigiana bisogna molto ragionare, la sua
configurazione esige ospedali facilmente raggiungibili, quindi no alle chiusure basate solo sui conto economico, al primo posto i cittadini e le cure loro dovute.
Restiamo in ambito sanitario, le liste d’attesa sono ancora troppo lunghe nella nostra provincia. Come risolvere?
Altra piaga, si potrebbero aumentare le convenzioni con i privati, da controllare e certificare. Intanto e
subito il mio programma prevede la riduzione immediata delle liste d’attesa per le persone fragili: gli anziani e i diversamente abili, attraverso l’istituzione di corsie preferenziali sia a livello della prenotazione, che dell’accettazione.
Ambiente, favorevole o contrario alla discarica di Cava Viti (o ex- Cava Fornace)? Si impegna ad avviare ex novo, come richiesto dai comitati cittadini, la procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per il sito?
La cava Viti va chiusa punto e basta. Ma se parliamo di ambiente qui c’è un problema enorme che viene dall’erosione della spiaggia, che mette a repentaglio non solo tutte le categorie che vivono sul mare e del mare: balneari con tutti i loro collaboratori , ristoratori, albergatori commercianti, camping. Meno spiaggia vuole dire meno camere, quindi meno presenze, meno commercio, meno clienti per i ristoranti e via così, una catena. Sono in gioco un fatturato di diverse centinaia di milioni di euro e un esercito impiegato di migliaia di persone, senza contare l’indotto di artigiani, giardinieri, addetti alle pulizie. E il valore delle case, quelle in cui si è investito per affittare, quelle che attraverso i sacrifici e risparmi diventano l’eredità di famiglia. il porto sicuro per i nostri figli. Proprio dal Covid bisogna partire e vincere l’incertezza, pensando al futuro dei giovani.
Ci vuole un cambio totale di paradigma, dell’erosione il colpevole principale è il porto di Carrara, che fa parte dell’Autorità Portuale della Liguria Orientale. Dicono sia piccolo per un porto commerciale e pensano a un ampliamento che potrebbe accelerare l’erosione. Ma se è piccolo per un porto commerciale, è grande a sufficienza per divenire un porto turistico come le grandi marine in Francia. Il porto che non c’è in Toscana ma neanche in Liguria, capace di ospitare giga yacht e navi da crociera. Da una parte porterà sviluppo, nuove imprese, occupazione, rilancio del prodotto turistico e dall’altra, non prevedendo ampliamento alcuno, scongiurerà la possibilità di accelerare l’erosione. Cosa che potrebbe vanificare gli investimenti ingenti necessari per ripascere la spiaggia secondo un programma continuativo di gestione della costa. Sarà n porto che celebra e recita il marmo, turistico, ma
dotato di una banchina per il commerciale, a sottolineare l’identità del territorio. Dal mare tutte le imbarcazioni che si avvicineranno vedranno subito questo unicum che solo questo possibile porto di Carrara potrà dare: le apuane, le cave, il piazzale dei blocchi, le sculture tutte intorno, il teatro. E’ il porto del marmo, che farebbe di Carrara una cartolina illustrata e della Lunigiana, densa di agriturismo e ricca di un distretto agroalimentare, una porta di ingresso a tutto il comprensorio,. Non è un sogno si può fare.
Escavazione del marmo, è possibile un’estrazione sostenibile e se sì cosa può fare la Regione per attuarla?
Certamente. Le apuane sono una risorsa per i concessionari, per i cavatori, per le aziende che tagliano il marmo
e lo lavorano, ma sono una risorsa da tutelare nel rispetto dell’ambiente e di chi ci lavora.
Politica, chi è il candidato o la candidata più distante dal suo progetto politico e quello/a più vicino/a?
Ho grande rispetto per tutti i candidati, perché hanno il coraggio di mettere la faccia, di proporre idee. Sono
un moderato liberale e cattolico, che crede che ci sia sempre una migliore soluzione, secondo un approccio anche creativo, ma rispondente alla ratio costi benefici, quindi sostenibile. Sono una donna che viene dall’impresa, rappresentante della società civile, che da 21 anni si batte perché questo territorio sofferente prenda vigore. Ha un’infinità di risorse da valorizzare. Basta crederci e muoversi.


