Servono a poco per chi non ha contratto il virus, ma le vendite sono schizzate. I farmacisti: «Abbiamo provato a riordinarle ma non si trovano più»
Mascherine protettive, alle persone che non hanno alcun sintomo del coronavirus servono a poco, per non dire a nulla. Eppure anche nella provincia di Massa-Carrara sono state vendute a centinaia nelle farmacie. Le scorte presenti nei vari magazzini, raccontano gli stessi farmacisti, sono terminate. E non se ne trovano più nemmeno ordinandole tramite i canali della grande distribuzione. Gli ultimi giorni hanno segnato un picco vertiginoso nella vendita di questi pezzetti di plastica, anche se, come ricordano i farmacisti, la precauzione più importante per evitare di contrarre qualsiasi tipo di malattia è quella che parte dall’igiene personale.
In particolare gli esperti raccomandano di lavarsi spesso le mani, in assenza di acqua usare gel alcolici, di coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce così da non diffondere eventuali germi in giro per la città, usare il fazzoletto di carta e gettarlo nel cestino e nel caso in cui si presentino delle malattie respiratorie, che potrebbero renderci più deboli di fronte al virus, restare a casa.
Certo è bene sottolineare che Massa e Wuhan, dove è in atto la vera emergenza dovuta al Coronavirus, distano più di 10mila chilometri. E non è il caso, raccontano i medici, di diffondere paure infondate. La dottoressa Rosanna Borzoni, della farmacia comunale di Massa, spiega che “effettivamente abbiamo terminato le mascherine protettive – racconta – ma più che altro cerchiamo di spiegare che la prevenzione di questo virus parte da un lavaggio frequente delle mani”. “Abbiamo venduto circa 50 mascherine e abbiamo provato a riordinarle – continua la dottoressa – ma a quanto pare non se ne trovano in giro, perché non ci sono più arrivate”.
Anche alla farmacia La Prada di Avenza, la dottoressa Adele Melia, spiega che “la richiesta c’è stata ma la distribuzione si è limitata alle sole maschere presenti in magazzino – racconta la dottoressa – perché non ne sono arrivate altre nonostante abbiamo provato a riordinarle. Ci siamo attenuti alle informazioni diffuse dal Ministero della Salute – racconta la dottoressa Melia – per questo continuano a trasmettere informazioni relative ad una corretta prevenzione per la diffusione del virus”.
CAMILLA PALAGI

