LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
pubblicità massa carrara Richiedi contatto
Ultimo aggiornamento ore 21.58 del 22 Aprile 2018

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

Tema Scuole di Tecnica: l'Accademia del Calcio replica a Taddei

La risposta della rinomata "Accademia" di Stefano Pardini alle aspre critiche dell'allenatore toscano sull'efficienza delle scuole di tecnica

Tema Scuole di Tecnica: l´Accademia del Calcio replica a Taddei
Toscana - L'Accademia del Calcio non ci sta e risponde con prontezza alle forti critiche del noto mister toscano Andrea Taddei che, intervistato da Toscana Gol, ha ripreso una precedente intervista (già negativa) di mister Leonardo Pinto sulle Scuole di Tecnica, e ha espresso il suo giudizio senza mezzi termini, giudicandole assurde, diseducative, elitarie, "roba da circo".

Taddei è un allenatore con molta esperienza che allena ed ha allenato nei settori giovanili di società come Monsummano, Ponsacco, Montecatini, Jolly Montemurlo, Tau Calcio e altre, e non è la prima volta che si esprime sul mondo dei ragazzi e sui cambiamenti che negli anni ci sono stati nel "fare calcio". Così nell'intervista di ieri rilasciata a Toscana Gol ha affrontato il tema della Scuole di Tecnica nate negli ultimi anni, attività parallele alle tradizionali Scuole Calcio attualmente molto in voga e che, come tutte le novità, ricevono plausi e consensi ma anche biasimi e disapprovazioni.

Di seguito la risposta dell'Accademia del Calcio che nel nome del presidente ed ex calciatore professionista Stefano Pardini (foto) dichiara quanto segue:

"L'Accademia del Calcio in risposta all'articolo di Gino Mazzei riguardante le considerazioni di Andrea Taddei circa le 'Scuole di Tecnica' tiene a precisare la sua posizione:

La nostra Accademia è l'unica scuola di tecnica INDIVIDUALE in Toscana, a differenza delle altre scuole che sono a gruppi, in quanto ogni istruttore lavora con un singolo bambino. Il nostro è un lavoro serio, competente e di qualità. Il nostro compito è di far migliorare il bambino sotto ogni aspetto (tecnico, motorio, caratteriale ecc...), curando il dettaglio, e lo possiamo fare perché lavoriamo individualmente. Inoltre collaboriamo con le società della zona perché il nostro lavoro va anche a beneficio loro. Pertanto invitiamo Taddei e tutti gli scettici a venirci a trovare a Massa e guardare con i propri occhi prima di giudicare".


Di seguito invece la dichiarazione di Taddei in questione, riportata su toscanagol.it

"Ma se sti ragazzotti si mettessero davanti ad un muro una mezzoretta non otterrebbero tanto di più piuttosto che frequentare un ora la settimana queste " scuole di tecnica" di cui è ridicolo pure il nome...e poi vorrei capire ....se un ragazzo va male a scuola e non studia i genitori non dicono niente se non gioca la domenica lo mandano a " ripetizione di tecnica"....non lamentiamoci più di nulla...non è più possibile lamentarsi di nulla...."

"Parlare specificatamente di "Scuole di Tecnica" è riduttivo. Bisogna fare un passo indietro per capire la direzione che ha preso il mondo del calcio giovanile in questi ultimi anni. Questa è solo l'uitlma "perla" di una filiera in negativo di chi nel tempo non trova soluzioni, anzi le trova solo negative. Bisogna capire il motivo per cui vengono fuori queste "Scuole". Oggi i ragazzi quando iniziano, alcuni a 4-5 anni, non hanno alcun pensiero sul fare calcio. E' la famiglia che sceglie per lui. Iscrivendo e pagando una quota per il figlio alla Scuola Calcio è chiaro che si assumono dei diritti. Quando sento i dirigenti che si lamentano verso i genitori, è chiaro che dal momento che pagano hanno il diritto di chiedere delle cose. Vogliono che il figlio giochi e si diverta. Detto questo, che è un aspetto che si può dibattere in altre occasioni, la filiera in negativo porta a questa "Scuole di Tecnica" che sono un'assurdità enorme".

"Se vogliamo vederla anche dal punto di vista sociale sono diseducative in quanto elitarie. Non tutti se lo possono permettere. Per me non hanno senso. Un ragazzino può oggi prendersi un suo pallone e mettersi davanti a un muro, divertirsi da solo o con un amico. In una mezzoretta ottiene in termini tecnici più che andare un'ora alla settimana in queste Scuole. Io l'ho visti lavorare, cose di tecnica di base che non credo debbano essere a pagamento. Sono tutte cose che fanno parte di un "circo". Sono venute fuori le scuole dei portieri, verranno fuori quelle di specializzazione per difensori o attaccanti. Tutto quello che sarà possibile tirare fuori da questo mondo. In realtà, sono cose più a pro di tecnici che integrano il loro lavoro a livello economico, facendo leva sulla "forma mentis" chiamamola così, di certi genitori che magari si preoccupano meno se prendono un'insufficenza a scuola, ma magari gli bolle il sangue se vengono sostituiti la domenica in una partita di campionato".

"Tutt'altro. Io sono assolutamente convinto che oggi il movimento delle nostre Scuole Calcio è sicuramente più altro di venti-trenta anni fa. Mi spiego: oggi molte hanno impianti in sintetico o idonei, tutti gli istruttori, soprattutto quelli più giovani sono formati e accedono a conoscenze sempre nuove. Hanno possibilità tramite la rete di crescere. Poi ci sono quelli più portati, più lungimiranti o meno. La formazione generale è molto più alta rispetto al passato, quando c'erano dopolavoristi, o gente che aveva il pomeriggio libero. Il problema centrale è che ora manca la materia prima. Lo dico da anni. I ragazzini che vengono a giocare a sei-sette anni fanno calcio solo perchè lo vogliono i genitori. E lo fanno solo quando vengono al campo. Non c'è più usanza di giocare al pallone fuori dagli orari settimanali. il problema è lì. Si va così in questa direzione: è logico che nascano queste Scuole di Tecnica. E' normale che un genitore proponga al figlio di fare un altro allenamento settimanale, a scuola privata, per migliorare. Nascono per questo, ma è la base che manca. Oggi c'è poca voglia, è un problema culturale. Se a un ragazzino di sette anni metti in mano un telefonino, ha una manualità assoluta, vivono in questo mondo iper-tecnologico, il pallone invece è una cosa datata. Sono pochi quelli che a casa si mettono a giocare in spazi magari angusti. Per questo dico che le società per me lavorano bene, ma è il materiale che è poco e scadente".


Sabato 7 aprile 2018 alle 13:45:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-
























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Luca Borghini

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy

Liguria News