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Paok Salonicco nella storia, Bacci: «In Europa nessuno come noi»

L'allenatore massese, secondo di Luciescu alla squadra Greca che ha appena vinto il "double", si racconta: "Mi occupo della fase difensiva, dello studio degli avversari e delle palle inattive"

l'intervista
Paok Salonicco nella storia, Bacci: «In Europa nessuno come noi»
Toscana - Usare l'aggettivo storico quando si parla di un evento calcistico è diventato un clichè tipico da bar dello sport. Un termine senza dubbio inflazionato che non rende merito ai grandi avvenimenti da ricordare ai posteri, ma non nel caso del Paok Salonicco nella stagione appena conclusa. Campionato e Coppa vinti con numeri da record, basti pensare che quest'anno la squadra greca è l'unica in Europa a non aver mai perso, oltre ad aver fatto il record di punti di sempre della propria nazione.

Per chi non lo sapesse, a far parte di questa “storica impresa” c'è anche il massese Cristiano Bacci (nella foto in mezzo), allenatore in seconda di mister Razvan Luciescu, che è rientrato a Massa in questi giorni e si è subito reso disponibile per la seguente intervista.

Cristiano un risultato superlativo... ”Si sono stati due anni magnifici. La scorsa stagione abbiamo vinto la Coppa di Grecia e abbiamo perso il campionato a tavolino, perché ci hanno tolto dei punti. In questa abbiamo fatto il double, meglio di così non poteva andare”.

Avete fatto numeri importantissimi... “Vero. Il campionato lo abbiamo vinto senza sconfitte e con 4 pareggi, siamo l'unica squadra in Europa ad aver vinto il campionato senza mai perdere, e in più abbiamo fatto il record di sempre della Grecia”.

Che aria si respira a Salonicco? ”In città si vive un entusiasmo indescrivibile. Sia prima che dopo la vittoria del campionato c'è stata una festa pazzesca, veramente bello. Quando le cose vanno bene ti trattano come un Dio. Considerate però che quando le cose vanno male succede l'opposto in negativo...”

Qual è il tuo ruolo al Paok? "Siamo due assistenti tecnici, io e Diego Longo, che curiamo le cose che non cura il mister, spesso dividiamo il gruppo tra difesa e centrocampo/attacco. Noi facciamo fase difensiva, studiamo gli avversari, palle inattive a favore e contro. Sono arrivato da due stagioni io uno staff che lavorava insieme da una quindicina d'anni. Io sono nuovo, è la prima esperienza da secondo”.

Come hai fatto ad arrivare al Paok? ”Grazie al preparatore atletico che aveva lavorato con me all'Entella, dove allenavo in passato. Con lui sono poi andato in Portogallo Olhanense, dove ero primo allenatore. Lui è sempre stato legato a Luciescu ma in quel momento non ci lavorava in quanto Luciescu era in nazionale Rumena e non poteva seguirlo. Così, quando Luciescu è tornato al Paok sono entrato nello staff. L'esperienza in Portogallo è stata importante sotto tanti punti di vista. Anche aver imparato il portoghese: in Grecia la maggior parte degli extra comunitari sono brasiliani, io parlo bene il loro idioma e questo mi aiuta molto nel comunicare con loro”.

Prima all'Olhanense eri primo allenatore, non senti la voglia di tornare in primo piano? ”Certo sento la nostalgia di fare il primo allenatore, però devi vedere anche che cosa ti offre l'alternativa. Qui al Paok faccio il secondo ma in Champions League, questo è calcio vero, sto imparando tantissimo e ad alti livelli, quindi mi va bene così”.

Come è il livello del calcio greco? ”Il calcio greco è più diviso rispetto all'Italia, ci sono 3 grandi squadre: Paok, Olympiakos e AEK Atene. Le altre sono un gradino sotto, anche il Panathinaikos, e non ci sono squadre di mezzo. Questo non vuol dire che vinci facile perché ci sono campi veramente difficili: fuori casa è sempre complicata, “vale tutto”, c'è una pressione incredibile dei tifosi locali. Basta considerare che in trasferta i tifosi avversari non possono andare per ordine pubblico. Come in finale di Coppa contro l'AEK che praticamente abbiamo giocato a porte chiuse e nel loro campo, visto che la finale si gioca sempre ad Atene. Lo scorso anno, sempre contro di loro, siamo riusciti a giocare col pubblico ma quest'anno, dopo la nostra vittoria del nostro campionato, da parte dei sostenitori dell'AEK c'era molto spirito di rivalsa e allora hanno deciso così. Questo può farvi capire quanto caldi siano i campi”.

A novembre avete giocato in Europa League contro il Chelsea di Sarri allo Stamford Bridge. Sensazioni? ”Giocare allo Stamford Bridge è bellissimo ma purtroppo dopo solo 3 minuti abbiamo avuto un espulsione ed è diventata una terribile montagna da scalare. Infatti è finita 4-0”.

La prossima stagione sarete in Champions League... ”Si abbiamo vinto il campionato ma non andiamo direttamente in Champions. Dobbiamo comunque passare dai preliminari ma come testa di serie: abbiamo un turno molto abbordabile, più la finale. La finale può capitare con Dinamo Zagabria oppure Rangers di Glasgov che sono un gradino sotto a noi ma sempre buone squadre”.

Dovrete rinforzare la rosa... Si, e in oltre nell'ultimo mese abbiamo perso i giocatori più forti, entrambi per infortunio al ginocchio: Mauricio che è un centrocampista brasiliano di grande qualità e Vierinha, il capitano, che ha vinto l'Europeo col Portogallo”.

Due parole sul calcio della nostra provincia... "Seguo il calcio della nostra zona. Silvio Baldini è stato mio primo allenatore a Viareggio e lo seguo sempre. La Carrarese è uscita ai play off col Pisa ma ha comunque fatto un'ottima stagione. Aurelio Andreazzoli ci sentiamo spesso, anche lui è stato mio allenatore. Per quanto riguarda la Massese, la squadra della mai città, mi spiace che sia retrocessa. In passato qualche volta sono stato contattato da Turba, ma poi non abbiamo trovato mai l'accordo. Spero comunque che possa tornare al più presto nelle categorie che merita”.

GIANLUCA MATELLI

Sabato 25 maggio 2019 alle 10:29:00
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