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Coronavirus, Lega e Fi contro Rossi: serve quarantena per chi arriva dalla Cina

Il Carroccio valuta un esposto e una querela contro il governatore della Toscana. Gorlandi (Fi): «In nome dell'ideologia ne abbiamo viste di tutti i colori»

l'allerta
Toscana - “Riteniamo doveroso – affermano in una nota tutti i parlamentari e i consiglieri regionali della Lega eletti in Toscana – che nell’affrontare la delicata tematica relativa al coronavirus, non si debbano usare due pesi e due misure (il caso dell’italiano contagiato a Lodi, testimonia ulteriormente il potenziale rischio in essere anche per il nostro Paese)”.

“Ci riferiamo al fatto – proseguono gli esponenti leghisti – che, mentre nostri connazionali sono stati sottoposti a una giusta quarantena presso il Centro sportivo militare della Cecchignola, alle porte di Roma, in Toscana, alcune migliaia di cinesi di ritorno dal loro capodanno sono solo invitati e non obbligati a presentarsi presso un ambulatorio ubicato nella zona industriale di Firenze, messo in piedi in fretta e furia, tra il giusto sconcerto di chi lavora nei paraggi. Apprezziamo –precisano i rappresentanti del Carroccio – lo sforzo che sta facendo la Cina sul suo territorio, mentre ribadiamo la nostra forte perplessità riguardo alle misure adottate dal presidente Rossi e dall’assessore Saccardi, per noi assolutamente non idonee allo scopo che si prefiggono".

"Per tale motivo – insistono i parlamentari e i consiglieri regionali toscani – stiamo verificando l’opportunità di produrre un esposto nei confronti dello stesso governatore e del citato assessore che potrebbero essere tacciati di comportamenti gravemente omissivi riguardo alle azioni di contenimento di un ipotetico diffondersi del virus anche nella nostra regione. Oltre a ciò –conclude la Lega – condanniamo apertamente il farneticante post di Rossi che offende noi e tutti coloro i quali votano il nostro partito, affermando che “chi lo attacca è un fascioleghista”; per questa inaccettabile frase, non escludiamo, dunque, una querela”.

GORLANDI (FI): «IN NOME DELL'IDEOLOGIA NE ABBIAMO VISTE DI TUTTI I COLORI»
"In queste settimane in Toscana, in nome dell'ideologia, ne abbiamo viste di tutti i colori. Dall'iniziativa del sindaco di Firenze, Dario Nardella, "abbraccia un cinese", ai manifesti pubblicitari di solidarietà in alcune città toscane. Forse il PD non ha ben capito che non è il momento dei cartelli arcobaleno, ma delle decisioni inderogabili". Così Juri Gorlandi, coordinatore regionale di Forza Italia Giovani, prende la parola sul coronavirus alla notizia dei contagi avvenuti in Lombardia: "Le ultime notizie danno ragione a Burioni. L’unica cosa importante, per chi torna dalla Cina, è stare stare in quarantena, senza eccezioni. Tutte le persone di buon senso lo hanno capito, ma non ci è arrivato il presidente della Regione, Enrico Rossi. Pazienza, consideriamola una causa persa, tanto ormai quello che dice Rossi conta poco. Aspettiamo però che si sveglino Stefania Saccardi, assessore alla Salute e Eugenio Giani, candidato al governo della Toscana. E' incredibile che, temendo di perdere i voti della comunità cinese, questi due "eminenti" politici non dicano una parola. Grazie al cielo i cinesi sono più responsabili di Saccardi e Giani, di Rossi non ne parliamo per non perdere temo. Sarà impegnato a inseguire i fascio leghisti". Gorlandi chiede interventi urgenti: "L'ambulatorio all'Osmannoro, dove nessuno si reca, assomiglia alla decisione di chi non sa cosa fare. Si sbrighino prima che la situazione prenda una piega irreparabile. Intanto in Lombardia ci sono i primi sei casi".
Venerdì 21 febbraio 2020 alle 19:06:44
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