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Ultimo aggiornamento ore 08.11 del 21 Febbraio 2019

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Quota 100: 1200 in pensione dagli enti locali della Toscana

La stima è dell'Anci. Cgil: «Modificare i piani del fabbisogno di personale e bandire presto concorsi». Borghini (Uil): «Attenti ai tagli e alle brutte sorprese»

gli effetti della manovra
Quota 100: 1200 in pensione dagli enti locali della Toscana
Toscana - Una riduzione di personale negli Enti locali della Toscana che potrebbe aggirarsi sulle 1.200 unità (200 a Firenze): è questa una prima stima fatta da Anci Toscana sugli effetti di Quota 100. Sull'argomento interviene Alessandro Giorgetti, segretario generale Fp Cgil Firenze: «Nel pubblico la finestra per il pensionamento quota 100 si aprirà dal 1° agosto e comunque con sei mesi dalla maturazione del diritto a pensione. Un tempo che non necessità di nessuna norma transitoria per trattenere i lavoratori in servizio bensì un impegno da parte dei comuni per bandire i concorsi. Il decreto su quota 100 prevede già un’uscita differenziata per i lavoratori pubblici con una norma punitiva per la riscossione della liquidazione (trattamento di fine servizio) che, salvo intervento delle banche, verrà erogata dopo il diritto alla pensione per vecchiaia. Come Fp Cgil di Firenze chiediamo di modificare i piani di fabbisogno di personale in modo celere e provvedere a bandire i concorsi al più presto anche in modo associato o individuando capofila per specifici profili».

L'INTERVENTO DELLA UIL TOSCANA NORD
“Quota 100? E’ un intervento utile soprattutto per i lavoratori del Nord e per il settore pubblico, sicuramente molto meno per quelli del Sud e in particolare per le donne che hanno una vita lavorativa e contributiva molto più complessa e sfavorevole rispetto agli uomini. Per un giudizio completo delle proposte, riprendendo il nostro segretario nazionale, Carmelo Barbagallo, ‘vogliamo leggere i testi ma non saremo mai contro queste misure nelle parti che danno un aiuto ai poveri e consentono volontariamente di poter accedere prima alla pensione’”. Così esordisce Franco Borghini, segretario Uil Area Nord Toscana, entrando nel merito della Legge di Bilancio e, in particolare, delle misure che riguardano pensionati e lavoratori. “Noi non siamo una parte politica, siamo una componente sociale che vuole discutere per migliorare i provvedimenti e suggerire il modo per farlo nell'interesse dei lavoratori e dei pensionati. Occorre fare chiarezza su un punto – prosegue Borghini -: è chiaro che andare in pensione prima rispetto alla Fornero comporta una perdita economica (una pensione più bassa). Perdita che può essere rilevante. Consigliamo a coloro che possiedono i requisiti di farsi una idea più precisa recandosi a un patronato per fare una valutazione reale di quanto prenderanno di pensione in modo da poter decidere a ragion veduta evitando possibili brutte sorprese. I patronati Ital Uil sono pronti a rispondere alle domande dei lavoratori e delle lavoratrici”. Giudizio positivo della Uil sulla “proroga dell'Ape sociale e dell’opzione donna, mentre non possiamo nascondere la nostra contrarietà sull'assenza di quota 41 che penalizza gravemente i lavoratori precoci e il mancato completamento della salvaguardia degli esodati che lascia troppe persone nell'incertezza e in difficili condizioni economiche. Per i lavoratori del settore pubblico va inoltre garantita l'intera cifra di trattamento di fine rapporto evitando una gravosa penalizzazione. Le idee che circolano su questo aspetto, garantire solo il 30% tramite prestito bancario non ci convincono: troppo bassa la cifra e troppo farraginoso il meccanismo (è forse un aiutino nascosto alle banche visto che dovranno pagare più tasse?)”. Tema dolente quello della rivalutazione delle pensioni rispetto al quale la contrarietà della Uil è chiara e incontrovertibile. “La mancata piena rivalutazione delle pensioni sopra i 1.500 euro lordi, sottolineiamo lordi. In piena continuità con i governi Monti, Letta, Renzi, anche il governo del cambiamento non cambia linea: fare cassa a spese dei pensionati italiani. Anzi ha fatto di più; ha violato un accordo che prevedeva il meccanismo di rivalutazione precedente ai blocchi e il recupero delle perdite subite negli anni scorsi. Per una pensione lorda di 1.500 euro parliamo di una mancata rivalutazione, quindi di una perdita economica, di quasi 100 euro al mese dal 2011 ad oggi. L'altro aspetto grave è che mentre, e di questo siamo soddisfatti, si va incontro alle esigenze di qualche centinaia di migliaia di lavoratori, per gli altri milioni di lavoratori rimane la Fornero con l'aggravante che senza neutralizzazione, non prevista nella legge, l'età di accesso alla pensione si allontana sempre più. C'è molto lavoro da fare in Parlamento per migliorare, emendare, aggiungere, insomma per venire incontro ai lavoratori e alle loro esigenze – conclude il segretario Uil nord Toscana - e questo è uno dei tanti motivi per essere presenti sabato 9 febbraio alla manifestazione nazionale a Roma. Non contro qualcuno ma a favore del mondo del lavoro in Italia”.
Mercoledì 6 febbraio 2019 alle 11:36:47
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