Ultimo aggiornamento ore 08.53 del 23 Agosto 2017

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Bolkestein, la Corte costituzionale dice no alla legge regionale

Annullato il provvedimento della Regione Toscana con cui si prorogava l'entrata in vigore della direttiva. Adesso la parola passa al Parlamento

Bolkestein, la Corte costituzionale dice no alla legge regionale
Toscana - Un fatto che sicuramente preoccuperà non poco i gestori degli stabilimenti balneari della riviera apuana. È arrivata, infatti, la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale approvata dalla Toscana un anno fa sul rilascio delle concessioni demaniali, in vista della scadenza della proroga all'applicazione della direttiva Bolkestein. La sentenza depositata il 7 luglio, ha cancellato la legge toscana sulle concessioni demaniali marittime. La norma, che è stata approvata nel maggio 2016 dal Consiglio regionale toscano (legge 31/2016) per cercare di aggirare la direttiva Bolkestein, ha dato infatti la possibilità ai titolari di una concessione di allungarla di ulteriori 20 anni, riconoscendo anche un diritto all’indennizzo pari al 90% del valore dell’azienda.

"La sentenza della Corte – ha commentato Stefano Ciuoffo, assessore regionale alle attività produttive e turismo – segnala l’improprietà di un intervento regionale che crea, con il riconoscimento di un indennizzo, una disomogeneità nell'applicazione di una procedura europea sul territorio nazionale. La sentenza – ha continuato – invece riconosce alla Toscana un'innovativa azione di tutela degli operatori del settore, impedendo la sub-concessione che, per noi, resta un punto qualificante della legge che combatte la rendita e valorizza il lavoro". La vicenda è giunta alla sentenza della Consulta, che dichiara illegittimo un articolo della legge per la invadenza di campo da parte della Regione su una materia di competenza dello Stato.

Fumo negli occhi da parte della Regione? Di certo non è stata messa in discussione la procedura di assegnazione scritta nella legge, ma si è decretato che, solo nel caso in cui ci siano stati più pretendenti per una concessione nella fase della procedura comparativa delle offerte presentate, sarebbe stato illegittimo l'indennizzo per il concessionario uscente, perché si sarebbe entrati nel campo della 'tutela della concorrenza' influendo così sulle possibilità di accesso al mercato.

"La Regione Toscana – ha spiegato Ciuoffo – intervenne in assenza di una disciplina nazionale attesa da 10 anni. Il disegno di Legge delega di riordino della normativa, in tema di demanio marittimo approvato dal Governo e ora all'esame del Parlamento, ricalca la legge toscana – ha aggiunto – compreso il tema dell'indennizzo oggi contestato dalla Corte per invasione di competenze, perciò questa può essere la strada per risolvere il problema prima della scadenza della proroga. Ciascuno faccia la sua parte – ha concluso l’assessore – la Toscana ha fatto la sua, ora tocca al Parlamento".

È intervenuto sulla vicenda Sergio Battelli, deputato del Movimento 5 Stelle: “La sentenza è chiara: violazione della competenza statale della tutela della concorrenza. La stessa norma bocciata dalla Corte costituzionale – ha detto – è invece in pieno iter di approvazione in Commissione consiliare presso la Regione Liguria, come annunciato il 29 Giugno dallo stesso Marco Scajola, assessore regionale al demanio. È l'ennesima presa in giro montata ad arte – ha poi aggiunto – come già fatto da diverse regioni di ogni colore, e ora dalla rossa Toscana, poi dalla Liguria, oggi in mano a Lega e Forza Italia, che sta per confezionare una normativa regionale in palese contrasto con la Costituzione e con il buon senso, che non darà mai risposta alle legittime preoccupazioni delle imprese balneari, ma le illuderà con molto fumo negli occhi e un niente di fatto”.

"Non pensiamo – ha proseguito Battelli – che spetti alla Regione intervenire in questo campo, ma allo Stato, così come dice la Costituzione che il centrodestra ha detto di difendere durante la campagna referendaria, ma che è pronto a tradire alla prima occasione utile. Pare che per raccogliere un consenso d’accatto – ha detto infine – si faccia tutto e il contrario di tutto, anche approvare norme palesemente incostituzionali, anche prendere in giro i cittadini".
Martedì 11 luglio 2017 alle 14:37:19
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