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Ultimo aggiornamento ore 18.59 del 3 Luglio 2020

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Tpl, la Regione Toscana chiede un risarcimento di 34 milioni a Mobit

L'azienda di trasporto pubblico replica a Firenze: «Ecco come sono andate le cose». E il consorzio One: «La Regione deve 110 milioni alle aziende di tpl»

dopo l'avviso di garanzia a rossi
Tpl, la Regione Toscana chiede un risarcimento di 34 milioni a Mobit
Toscana - La Regione Toscana, attraverso la propria Avvocatura, cita in giudizio One Scarl (Mobit) davanti al Tribunale di Firenze per risarcimento danni derivanti da abuso di posizione dominante. Un’azione civile di risarcimento per i costi che la Regione Toscana - e di conseguenza i cittadini toscani - stanno sostenendo per il mancato affidamento del servizio di trasporto pubblico su gomma: danni che, a partire dal primo gennaio 2020, scaduto il contratto ponte con gli attuali gestori, sono quantificati in almeno due milioni al mese.

Questa è l’iniziativa che avvierà il governo regionale, così come annuncia il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sottolineando che in ogni caso il danno per il ritardo nell’avvio del nuovo servizio è già calcolabile in 34 milioni.

“Il loro atteggiamento ostruzionistico a trasferire i beni e il ricorso strumentale alla Giustizia amministrativa ha prodotto un costo superiore di almeno 10 milioni all’anno per il 2018 e il 2019, ovvero per il periodo del contratto ponte, rispetto ai costi aggiornati del servizio affidato al nuovo gestore. E ora ogni mese che passa la differenza fra i costi che avremmo dovuto sostenere e quelli che stiamo succedendo ammonta a due milioni. Quindi dal primo gennaio di quest’anno a luglio dobbiamo aggiungere altri 14 milioni. Tutto questo senza che i cittadini possano beneficiare del piano di investimenti previsto dalla nuova gara e senza che siano state attivate le gare relative ai cosiddetti lotti deboli”.

La valutazione del danno tiene conto dalla data di seconda aggiudicazione, dopo la valutazione dei Piani economico-finanziari dei due concorrenti. Nel mese di febbraio 2020, tra l’altro, era previsto il passaggio dal notaio per il trasferimento dei beni.

A maggio, poi, gli attuali gestori sono stati ritualmente convocati dalla Regione per il trasferimento e nessuna delle società ha partecipato. La mancata consegna dei beni rappresenta la prosecuzione di una condotta che è già stata rilevata dall’Autorità garante della concorrenza e del Mercato, che proprio nei giorni scorsi ha avviato un procedimento nei confronti degli attuali gestori del servizio per sollecitare il rispetto degli obblighi di legge nel garantire un celere e trasparente passaggio di consegne, ritenendo che le società consorziate in One Scarl (Mobit) abbiano assunto comportamenti: “Consistenti nell’aver posto in essere una precisa strategia omissiva, dilatoria e ostruzionistica volta ad ostacolare il subentro di AT nella gestione del servizio, al fine di far slittare il subentro del nuovo gestore nell’offerta del servizio di TPL oltre il 1° gennaio 2020 - termine attualmente già prorogato al 1° luglio 2020 -, costringendo verosimilmente la Regione Toscana a un’ulteriore proroga dell’affidamento dei servizi di TPL nella Regione.”

“Sarà premura della Regione Toscana - sottolinea Rossi - segnalare ancora all’Antitrust cosa sta succedendo e sollecitarlo per le opportune e necessarie sanzioni”. Il presidente, inoltre, ieri pomeriggio ha firmato l’esposto annunciato ieri e che giungerà domani alla Procura della Repubblica di Firenze.

MOBIT: ECCO L'ESATTA CRONOLOGIA DEGLI EVENTI
Mobit evidenzia «come la “nota di chiarimento” della Regione travisi lo svolgimento dei fatti. Lo dimostra la semplice cronologia degli eventi. Infatti è vero che i punteggi assegnati alle due concorrenti erano già noti fin dal 14 Ottobre 2015, e cioè prima dell’intervista rilasciata dal presidente Rossi in data 13 novembre 2015, ma non è vero che la procedura si era conclusa giacché era ancora in corso la valutazione da parte della Commissione Giudicatrice del PEF (piano economico finanziario), valutazione che fu effettuata soltanto dopo l’intervista, in data 17 novembre 2015, mentre l’aggiudicazione provvisoria a favore di Autolinee Toscane avvenne ancora dopo, in data 24 novembre 2015 e quella definitiva più di tre mesi dopo e cioè il 2 marzo 2016. La valutazione del PEF di Autolinee Toscane era passaggio tutt’altro che irrilevante, come poi si è visto, dal momento che l’aggiudicazione ad Autolinee Toscane è stata successivamente annullata dal TAR Toscana con la sentenza n. 1548/2016 e dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 8411/2019 proprio per un vizio macroscopico del PEF, incredibilmente non rilevato dalla Commissione. L’intempestiva dichiarazione del presidente Rossi nell’intervista del 13 novembre 2015 – scrive Mobit – fu subito rilevata da Mobit con lettera allo stesso presidente Rossi del 20 novembre 2015 nella quale si rilevava come fosse “parso evidente che, tra i possibili esiti della gara del tpl, Lei ne abbia già sposato uno, al punto che, mentre la Commissione sta ancora lavorando, non si è peritato a riferire che nella gara toscana “hanno vinto i francesi”. Con il suo comunicato di ieri il presidente Rossi cerca di dissimulare la portata della sua intervista del 13 novembre 2015».

IL CONSORZIO ONE: «LA REGIONE HA UN DEBITO DI 110 MILIONI VERSO LE AZIENDE DI TPL»
E anche il consorzio One interviene evidenziando che «ammonta a oltre 110 milioni di euro l’importo che, sommandosi dal 2018 ad oggi, la Regione Toscana è in grave ritardo nell’erogare a favore delle aziende del Tpl toscane che compongono One Scarl, il raggruppamento di aziende nato per effettuare servizi durante il “contratto ponte”. Ciò comporta difficoltà operative significative per le aziende, le quali sono impegnate quotidianamente sul territorio nel garantire il diritto alla mobilità nella complessa fase in atto e per tutelare la regolarità dei pagamenti a beneficio dei lavoratori e dei fornitori del settore. I mancati introiti ammontano ad oggi ad oltre 113 milioni di euro, cifra composta dalla somma di molti crediti non pagati dalla Regione a partire dal 2018 e sui quali occorre fare chiarezza, nell’ottica della indispensabile trasparenza che cittadini e stakeholders legittimamente richiedono. Si tratta, in particolare, di 97 milioni di corrispettivi dovuti per i servizi svolti durante il biennio di contratto ponte 2018/2019 e, successivamente, in atto d’obbligo nelle prime sei mensilità del 2020. A questa cifra si debbono aggiungere 15,8 milioni di euro di contributi residui per nuovi autobus già acquistati dalle aziende nelle annualità 2018, 2019 e 2020, durante le quali nonostante il perdurare della situazione di incertezza le aziende hanno continuato ad investire nel rinnovamento della flotta. In questo scenario già profondamente complesso e che pone le aziende in difficoltà evidenti, oltre ai citati 113 milioni di pesante debito della Regione Toscana nei confronti delle aziende, non possono essere trascurati gli ulteriori 32 milioni di euro di mancati ricavi da traffico registrati durante il lockdown per la pandemia Covid-19 (caratterizzata dal drastico calo dei passeggeri con punte fino al 90%) per i quali si auspicano concreti ed urgenti sviluppi di provvedimenti normativi sia a livello nazionale che regionale».
Venerdì 19 giugno 2020 alle 12:56:13
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