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Ultimo aggiornamento ore 13.13 del 23 Aprile 2018

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Monitoraggio radar frane, primi in Italia

Rossi: "Anche così si costruisce la politica di prevenzione"

Monitoraggio radar frane, primi in Italia
Toscana - In che modo si deforma il terreno, dove e in quali tempi. In Toscana è possibile saperlo e in questo modo attivare interventi di prevenzione che permettano di anticipare possibili frane o smottamenti o dissesti e diminuire i rischi legati alle alterazioni del territorio.

Prima Regione in Italia, la Toscana ha finanziato (650mila euro dalla fine del 2016 a oggi) un progetto di monitoraggio in continuo delle deformazioni del terreno del territorio regionale toscano tramite interferometria radar satellitare. Tali attività sono svolte dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze (professori Nicola Casagli e Federico Raspini) in collaborazione con il Consorzio LaMMA (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile), partner del progetto, che si occupa della creazione di una applicazione web per la rappresentazione e diffusione dei dati elaborati, e la partecipazione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.

Quanto realizzato fino ad oggi mantiene carattere sperimentale per i prossimi due anni, in modo da verificare i risultati. Dopodiché sarà reso strumento ordinario di monitoraggio come lo sono la rete pluviometrica, idrometrica, etc.

"Un progetto innovativo - ha commentato il presidente Enrico Rossi - che ci consente, prima regione in Italia a fare un intervento di questo tipo, di costruire una politica non solo sull'emergenza ma di prevenzione, una politica che tende quindi alla riduzione dei rischi. Adesso il problema per noi, e lo vedremo quando faremo la nuova legge della protezione civile regionale alla luce del nuovo Codice, è tradurre questi informazioni in strumenti di governo che dovranno riguardare noi stessi dal punto di vista dell'urbanistica e della difesa del suolo, ma anche i Comuni in particolare, e tutti i settori dello Stato che sono interessati".

"Questa collaborazione – ha aggiunto l'assessore regionale all'ambiente e protezione civile Federica Fratoni -, unica nel panorama nazionale, rappresenta uno strumento conoscitivo straordinario, a disposizione non solo della Regione ma anche di tutti gli enti locali, per svolgere al meglio le funzioni di governo del territorio" .

L'attività dal 2016 a oggi

Nell'ottobre 2016 è stato stipulato un accordo fra il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Regione Toscana ed il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Firenze (DST-UNIFI, Centro di Competenza del Servizio Nazionale di Protezione Civile) del professor Nicola Casagli, attraverso il quale la Regione Toscana ha finanziato un'attività relativa all'utilizzo in modalità operativa del monitoraggio in continuo delle deformazioni del terreno del territorio regionale toscano tramite interferometria radar satellitare.

L'interferometria radar satellitare rappresenta lo strumento più all'avanguardia per la misura degli spostamenti superficiali e consente l'individuazione, la mappatura e l'analisi di quelle aree interessate da deformazioni connesse a fenomeni di dissesto idrogeologico come frane e subsidenza indotta da pompaggi della risorsa idrica o legata allo sfruttamento della risorsa geotermica.

Tali dati possono essere utilizzati anche per il monitoraggio di infrastrutture di origine antropica come porti, tracciati stradali, ponti, cavalcavia e viadotti, per valutare la stabilità di edifici e per mettere in evidenza e controllare fenomeni di instabilità in aree di cava. L'obiettivo generale delle attività svolte dal DST-UNIFI è il monitoraggio in continuo dello scenario deformativo del territorio della Regione Toscana.

Un approccio finalizzato ad aggiornare in modo dinamico e continuo il quadro conoscitivo del territorio regionale per il rischio idrogeologico e geomorfologico e a rilevare tempestivamente situazioni di criticità tramite l'individuazione di aree anomale, ovvero di quelle zone che si muovono in modo non consistente con il passato e che quindi necessitano di ulteriori indagini ed approfondimenti.

Oppure individuare trasformazioni del territorio che non sono state regolarmente autorizzate o che non sono congrue alle norme vigenti. I risultati delle attività svolte sono trasmessi alla Direzione di Difesa del Suolo e Protezione Civile tramite periodici bollettini di monitoraggio che contengono informazioni, specifiche e sempre aggiornate, delle deformazioni in atto.
Martedì 10 aprile 2018 alle 11:17:29
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