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Rincaro dei conti correnti, sempre meno i risparmiatori tradizionali

Rincaro dei conti correnti, sempre meno i risparmiatori tradizionali
Provincia - Questa crisi ha portato alla nascita di un nuovo fenomeno, nuovo per modo dire, dato che sarebbe meglio chiamarlo ritorno al passato, cioè l’aumento di persone che si tengono i risparmi in casa piuttosto che metterli in un vero conto corrente. Questa nuova tendenza, causata da diversi fattori, sta dilagando su tutta la penisola, e la provincia di Massa non è da meno. Vediamo il perché di questo trend e cosa comporta.

Gli aumenti del 1 ottobre

Dal primo ottobre di questo 2017 si sono registrati nuovi aumenti per quanto riguarda la gestione dei conti correnti bancari. Inutile puntare il dito sull’una o sull’altra banca, dato che gli aumento sembrano essere ben spalmati più o meno su tutti gli istituti di credito. Si salvano dagli aumenti gli istituti bancari online, quelli che hanno visto negli ultimi mesi un aumento interessante della clientela, grazie ai nuovi servizi disponibili, e a una diminuzione della diffidenza.

Per esempio basti pensare a tutta la serie di nuovi servizi fruibili, come la possibilità di avere il proprio conto a portata di mano con un touch direttamente dal proprio smartphone mediante un’app, come quella di n26 (maggiori info su http://www.cartedipagamento.com/number26.htm), che di certo vanno a incentivare l’uso di banche online e con costi ancora abbordabili per tutti (gli interessi non sono altissimi).

Resta però per alcuni la diffidenza che è più forte della convenienza. Si rinuncia quindi a un conto corrente e si tengono i risparmi in casa, cosa per altro non priva di rischi.

La crisi economica ha ridotto i risparmi degli italiani

Altro fattore che induce a lasciare i pochi risparmi sotto al materasso è la crisi. In questo caso però il processo è stato lento. Molti hanno iniziato da diversi anni a tenere delle somme di denaro a casa invece che lasciarle sul proprio conto, soprattutto da quando c’è stato lo scandalo dei conti correnti violati per favorire la ripresa economiche di alcune banche in difficoltà. Da li ha iniziato a dilagare la diffidenza dei piccoli e grandi risparmiatori che si sono visti travolgere da un clima di instabilità e paura.

Tutto questo ha portato a una sempre maggiore diffidenza e alla rischiosa abitudine di non depositare il denaro in banca con tutte le conseguenze del caso. Ovviamente la conseguenza principale è quella di non avere interessi che maturano, ma del resto chi si è trovato privato di tutto ciò che aveva risparmiato, ha optato per la soluzione meno rischiosa.

Italiani più oculati e meno ricchi

Infine si deve considerare anche il fatto che i soldi sono decisamente meno. Spieghiamo meglio. Se fino a prima delle crisi si risparmiava, e lo si poteva fare perché effettivamente il denaro “avanzava”, oggi uno stipendio o una pensione bastano a malapena a far arrivare le famiglie a fine mese e chi riesce a farlo senza indebitarsi è già abbastanza fortunato. A molti manca il lavoro, la recente crisi dell’Nca è significativa, figuriamoci se c’è il tanto di mettere a frutto dei risparmi.
Martedì 7 novembre 2017 alle 08:59:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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