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Ultimo aggiornamento ore 22.36 del 20 Agosto 2018

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Lavoro, il territorio chiede pochi laureati ma crescono le imprese che assumono

Il 33% a livello locale è riferito ai diplomati, mentre il 32% delle assunzioni è sufficiente la qualifica o diploma professionale e per il 28% delle entrate programmate è adeguato il livello di scuola dell’obbligo.

LAVORO E FUTURO
Lavoro, il territorio chiede pochi laureati ma crescono le imprese che assumono
Provincia - L'istituto studi e ricerche della Camera di commercio ha pubblicato il bollettino Excelsior sulle tendenze occupazionali per l’anno 2017
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In sintesi le entrate lavorative previste nel 2017 dalle aziende locali sarebbero risultate circa 10.610, con una quota di imprese che ha previsto assunzioni pari al 63% del totale intervistate. Il 34% di queste assunzioni risulterebbe a favore di lavoratori giovani ed il 25% del totale, sempre secondo le indicazioni delle aziende, addirittura di difficile reperimento.

Le entrate previste distinte per grandi gruppi professionali vedono una quota dell’11% inerente i Dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici, valore inferiore rispetto alla media della regione Toscana (14%) e dell’Italia (18%). Seguono con il 42% gli impiegati, professioni commerciali e servizi (Toscana 39% e Italia 38%). Infine la quota maggiore è riferita a operai specializzati, conduttori di impianti e professioni non qualificate (47%), valore identico a quello della regione Toscana e superiore di circa 3 punti a quello medio dell’Italia.

Presentando la ulteriore disaggregazione per professioni, osserviamo che quelle maggiormente richieste dalle aziende locali nell’anno 2017 sono risultate le seguenti: addetti all’attività della ristorazione, personale non qualificato, addetti alle vendite, ecc..

Nel complesso possiamo evidenziare che su 10.610 entrate previste nel corso del 2017, per il 62,5% è richiesta esperienza lavorativa, il 25,3% risulta di difficile reperimento , il 28,8% si tratta di sostituzione di personale in uscita e solo il 13,7% è riferito a nuove figure professionali, ovvero profili professionali che non sostituiscano un'analoga figura in uscita e/o che non siano figure già presenti in azienda.

Nella distinzione per genere il 42,9% delle richieste delle aziende risulta indifferente, mentre per il 38% la figura richiesta è maschile e per il 18,2% femminile, un valore non elevato ma superiore sia alla media della Toscana (17,8%) che a quella dell’Italia (15%).

I settori nei quali le entrate di personale femminile sono maggiormente richieste sono il turismo e ristorazione, i servizi alle persone, altri servizi, servizi avanzati alle imprese e commercio.

Diviene interessante soffermare l’attenzione anche sulla classificazione delle entrate programmate dalle imprese locali per tipologia contrattuale. In questo caso il 90,6% delle assunzioni risulterebbero di lavoratori alla dipendenza dell’impresa, il 18,8% a tempo indeterminato, il 55,3% a tempo determinato, ed il 16,5% altri contratti alle dipendenze.
I lavoratori non alle dipendenze sarebbero il restante 9,4%, di cui 3,9% in somministrazione e 5,5% in collaborazione.

Le caratteristiche per classe di età mostrano come le entrate previste siano riferite ai giovani con meno di 29 anni nel 34% dei casi, mentre il 24% riguarda quelli da 30 a 44 anni, ed il 4% coloro con più di 44 anni. Per il 38% delle aziende l’età è una caratteristica indifferente.

Per quanto concerne l’importanza delle competenze, per le figure professionali in entrata, quella più necessaria risulta la flessibilità e adattamento, seguita dal lavorare in gruppo, lavorare in autonomia, conoscenza in materia di risparmio energetico e sostenibilità ambientale, problem solving e capacità comunicative in lingua italiana.

Infine ricordiamo quali sono i titoli di studio che offrono maggiori sbocchi lavorativi, difatti, secondo le entrate previste dalle aziende locali, solo il 7% è attribuibile a figure laureate, valore inferiore sia al dato medio della Toscana (9%) sia a quello dell’Italia (11%). Il 33% a livello locale è riferito ai diplomati, mentre il 32% delle assunzioni è sufficiente la qualifica o diploma professionale e per il 28% delle entrate programmate è adeguato il livello di scuola dell’obbligo.

Il Presidente della CCIAA Dino Sodini precisa: “Salutiamo con fiducia questi dati che mostrano una ripresa della vivacità occupazionale a livello locale. Le assunzioni programmate dalle aziende, e quindi effettuate nell’anno passato, ci testimoniano sia una diminuzione del tasso di disoccupazione generale, sia una ripresa produttiva che è confermata anche da altri indicatori economici. Tutto questo non vuole dire che l’emergenza lavoro nel nostro territorio sia risolta, ma senza dubbio i segnali mostrano che si sta andando nella giusta direzione. Comunque non abbassiamo la guarda perché resta ancora molto da fare”.
Venerdì 2 febbraio 2018 alle 11:21:40
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