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Il paradosso di Massa Carrara, la cantieristica non ha lo sbocco al mare

Presa di posizione di Camera di Commercio: "ci snobbano. Gru travel lift sparito da progetto"

NAUTICA E FUTURO
Il paradosso di Massa Carrara, la cantieristica non ha lo sbocco al mare
Provincia - A Massa Carrara si costruiscono yacht tra i più belli e moderni al mondo ma non c'è lo sbocco al mare. E' il paradosso, l'ennesimo di una provincia che continua ad aspettare la svolta economica ed occupazionale nonostante promesse, impegni e aspettative. Bocciato il progetto della gru travel lift all'interno del Porto di Marina di Carrara anche se saranno le imprese a pagarlo di tasca propria.

Anche se nella zona industriale apuana si muovono ogni giorno 241 imprese, 1500 addetti complessivi per un giro d'affari tra diretto, indiretto ed indotto di 1,5miliardi di euro. Anche se la disoccupazione, da tutti dichiarata una priorità, è a livelli mai visti. La più alta in Toscana. Dopo il Regolamento Urbanistico del Comune di Massa, ostaggio della politica, la Camera di Commercio di Massa Carrara insieme alla consulta delle associazioni, aprono la battaglia per la nautica. E lo hanno detto senza lasciare inteso ogni singolo concetto in occasione di una conferenza stampa che si è tenuta venerdì 16 marzo nella Sala Rossa dell'Ente Camerale. Presidenti anche il Presidente di Cna Nautica, Carlo Alberto Tongiani, l'associazione che più si è battuta in questi anni, il deputato Cosimo Maria Ferri.
"Abbiamo tentato più volte e con grande pazienza – ha spiegato il Presidente della Camera di Commercio, Dino Sodini - di assicurare alla diportistica un indispensabile sbocco al mare. La nautica, e ci sono i dati del nostro Istituto di Ricerca a dirlo, è un settore importantissimo così come lo è il marmo e la meccanica. In questi anni abbiamo perso troppe opportunità. Le aziende hanno investito, creato occupazione senza chiedere nulla al territorio se non il naturale accesso al mare per garantire alaggi, vari ed attività afer-sale a prezzi competitivi. Oggi varare a Massa Carrara è anti-economico e le aziende portano via le imbarcazioni: a Pisa, a Viareggio, a Spezia. Ed insieme alle barche anche lavoro, manodopera, indotto. Mi chiedo se sia normale...".

Al centro della querelle il progetto della gru travel lift che avrebbe dovuto essere realizzata a spese delle aziende e posizionata all'interno del Porto di Marina di Carrara così come rassicurato anche dall'amministrazione comunale di Carrara assente all'incontro. Promessa disattesa. C'è anche un accordo con Nca per l'utilizzo del carro ponte ma non può essere la soluzione viste le necessità delle aziende. "Senza gru le aziende non possono più garantire con continuità ed economicità la fase di alaggio e varo dei mega yacht fabbricati nella zona industriale apuana. Le tariffe applicate per gli alaggi ed i vari dal Porto sono molto più alte rispetto ad altri porti e le attrezzature sono inadeguate ed inadatte per questo tipo di attività. Oggi la nautica è un settore che non ha prospettiva di sviluppo ulteriore e quindi anche di occupazione. La gru travel lift ci permetterebbe di creare nuova occupazione nel settore del refitting che oggi vola via lontano da qui quando le aziende potrebbero serenamente fare le manutenzioni nella nostra provincia con una ricaduta importante. La nautica, ed oggi lo certifichiamo, – ha spiegato ancora Sodini – è un comparto invisibile".

A serrare i ranghi è stato Carlo Alberto Tongiani di Cna: "Non comprendo perché non si voglia far crescere la nautica. – ha analizzato – Il travel è sparito dal progetto ed ora quello spazio sembra essere destinato ad altro scopo. E' assurdo paralizzare un settore che ha ampi margini di crescita e occupazione. Abbiamo chiesto al presidente dell'Autorità Portuale un incontro: ci abbiamo messo due mesi per avere un faccia a faccia. La politica non va di pari passo con le imprese. La prospettiva nuova è un'attesa di altri 4-5 anni fino a che non sarà approvato il nuovo piano regolatore del porto. E' follia". A raccontare l'esperienza personale ed imprenditoriale la Camera di Commercio ha chiamato anche due top manager del settore: l'amministratore delegato di Cerri, Diego De Prati e Lorenzo Lorenzini di Effebi e Overmarine che realizza le motovedette anche per Guardia di Finanza. "I costi esorbitanti degli alaggi al porto di Marina di Carrara – ha spiegato De Prati - abbattono la competitività del cantiere, aumentano i tempi di consegna dell'imbarcazione tanto da costringerci di spostarla a Spezia per ultimare gli allestimenti. A Carrara ci sono buone maestranze ma non c'è aiuto da parte delle amministrazioni. L'ultimo varo ci è costato una fortuna". "A Pisa – ha spiegato invece Lorenzini - ci hanno fatto i tappeti rossi. Nel cantiere, che avremo voluto aprire qui, ora ci sono 200 persone che allestiscono le nostre imbarcazioni. Questo è il risultato delle amministrazioni locali". Esemplificativo il conto: "a Marina di Carrara un alaggio-varo ci è costato 54mila euro, a Viareggio poco meno di 4mila. Abbiamo spostato le attività di refitting a Viareggio quando avremo potuto farlo qui. Siamo un disturbo".
Venerdì 16 marzo 2018 alle 18:12:06
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