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Il distretto lapideo apuo-versiliese torna dietro a Verona

Export in rallentamento dopo anni di crescita. In Corea del Sud cresce l'attenzione al "made in Italy"

Il distretto lapideo apuo-versiliese torna dietro a Verona
Provincia - Stamattina è stato presentato lo Stone sector, il rapporto sul commercio internazionale dei prodotti lapidei elaborato annualmente dall’ufficio studi della Internazionale Marmi e Macchine.
I dati del 2016 ci rivelano che il distretto lapideo apuoversiliese è stato superato di poco dal distretto veneto – ha dichiarato Fabio Felici, presidente di Imm – in parte ciò è dovuto all’andamento ciclico del mercato, ma mostra anche la necessità d’investire sempre di più nella ricerca e nella formazione”.

I dati provinciali vedono al primo posto Verona con un export dal valore di 432 milioni di euro – ha spiegato la responsabile dell’ufficio studi e ricerche di Imm, la dottoressa Manuela Gussoni al secondo Massa-Carrara con 367 miloni: il 2,76 in meno rispetto al 2015. Il 2016 ha segnato un’inversione di tendenza dopo anni di crescita, soprattutto per l’esportazione dei lavorati, che ha subito la prima battuta d’arresto dal 2009. Nel primo trimestre 2017 l’export è tornato a crescere, non per i lavorati in marmo ma per blocchi, lastre e lavorati in altre pietre”.

Tra i 10 paesi importatori, solo la Corea del Sud ha assistito nel 2016 a una crescita pari al 5,4% – ha affermato la responsabile dell’ufficio studi – tutti gli altri Paesi hanno subito un un calo della domanda, complessivamente del 6,3%. La Corea del Sud importa l’80% del materiale dalla Cina e solo il 2% dall’Italia, ma sta sviluppando un interesse crescente per il made in Italy. Quello coreano è il primo mercato ad alta crescita per l’export italiano” .

La definizione di “mercato ad alta crescita” è stata elaborata internamente all’ufficio studi e indica un mercato il cui valore delle importazioni nel 2016 sia stato superiore o pari a 20 ml e la crescita dello stesso negli ultimi due anni sia stata superiore o pari al 35%.

Il Paese di maggiore incidenza nella quota di export complessiva è appunto la Cina, che esporta il 40% totale del valore totale – ha precisato Gussoni – seguono l’Italia col 12,8% e la Turchia. La performance commerciale cinese ha risentito di due fattori: l’aumento dei costi di produzione dovuto all’ampliamento della classe media e la situazione politica. Trump ha aumentato le misura protezionistiche degli Stati Uniti, che un report di Credit Suisse vedeva già al primo posto per livelli di protezionismo al mondo”.
Mercoledì 19 luglio 2017 alle 16:02:26
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