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Crisi del credito, Massa Carrara tra le province italiane con più difficoltà

Un dato che catapulta la provincia di Massa Carrara al quarto posto, a livello nazionale, per il più alto tasso a revoca per le imprese

Crisi del credito, Massa Carrara tra le province italiane con più difficoltà
Provincia - Tassi di interesse ancora troppo alti per le imprese apuane. La "crisi" del credito non sembra conoscere fine per le pmi della Provincia di Massa Carrara che continuano a pagare, per i finanziamenti a breve termine il 5,9% contro il 4,8% regionale ed il 4,6% nazionale.

Resta spaventoso il tasso di interesse per le operazioni a revoca (si tratta di revocabili in qualsiasi momento da parte della banca e non sostenute dal cosiddetto beneficio del termine) che sfiora il 10%, 3 punti percentuali in più rispetto alla media Toscana nel frattempo sceso al 6,7% (1 punto in meno rispetto al 2015). Un dato che catapulta la provincia di Massa Carrara al quarto posto, a livello nazionale, per il più alto tasso a revoca per le imprese. A dirlo è l'Osservatorio sul Credito realizzato dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara.

"Le difficoltà legate all'accesso al credito e al costo del denaro – spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Isr – sono ancora molto evidenti. I prestiti a breve termine tornano a stabilizzarsi ma a soffrire, ancora, sono le piccole imprese con una contrazione del 4,5% dei finanziamenti. Va un po' meglio per le medie grandi imprese con un incoraggiante + 1,4% ma anche in questo caso in flessione rispetto all'anno. E' altrettanto evidente che siamo ancora lontani da un costo del denaro accettabile ed accessibile soprattutto per le operazioni a revoca. L'incremento del numero di operazioni autoliquidanti, che riguarda una operazione su quattro (24%), come lo sconto fattura, il factoring, il salvo buon fine e cessioni di credito non è, secondo noi, un fattore positivo. Significa che le imprese sono costrette ad ottenere liquidità cedendo il loro credito agli istituto bancari probabilmente a causa dei tempi di pagamento molto lunghi che non facilitano l'equilibrio finanziario delle aziende".

Il tasso di interesse per le operazioni autoliquidanti, per cui le imprese pagano il 4,5% e che nel dicembre 2008 aveva raggiunto il tasso folle del 7,2%, continua il suo avvicinamento alla media regionale (3,8%). Credito invece in rialzo per le imprese del settore estrazione (+2,6%), manifatturiero (+3,4%) e servizi (+1,8%) mentre affonda il settore costruzioni (-4,2%). In frenata i finanziamenti a breve termine, in salita quelli produttivi (+6,1%); in aumento invece i prestiti alle famiglie (+2,8%) grazie alla spinta dei mutui per abitazioni (+2%) e per altri immobili e beni durevoli (+3,3%). Andamento ben diverso per la raccolta.
Giovedì 20 luglio 2017 alle 09:56:10
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