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Confesercenti Massa-Carrara ha dieci proposte per chi governerà

Tra le priorità, la salvaguardia dei negozi tradizionali, il recupero dei fondi commerciali sfitti, una pressione fiscale inferiore

Confesercenti Massa-Carrara ha dieci proposte per chi governerà
Provincia - Dieci punti che il prossimo governo dovrà inserire tra le proprie priorità e che riguardano la sopravvivenza di migliaia di piccole imprese del commercio e del turismo. Questo è quanto Confesercenti Toscana Nord chiede ai candidati alle prossime elezioni del 4 marzo. I punti saranno illustrati attraverso una serie di incontri diretti con i futuri parlamentari; i temi sono ovviamente di respiro nazionale, ma con ricadute anche sul territorio.

“La ripresa in atto presenta purtroppo alcune ombre – spiegano il presidente Confesercenti Massa Paolo Arpagaus, quello di Carrara Nando Guadagni e quello della Lunigiana Luciano Cantoni - pur rappresentando una novità positiva, almeno negli ultimi 10 anni, la crescita italiana è una delle più basse dell’area euro. Sono ancora in particolare difficoltàle attività del commercio che scontano una crescita troppo lenta dei consumi delle famiglie, un costo crescente delle locazioni e la competizione, a volte sleale, di nuove tipologie d’impresa nate sulle ali dell’evoluzione della internet economy.”

“Per trasferire i benefici del ritorno alla crescita anche ai nostri imprenditori – dicono ancora - abbiamo elaborato una lista di dieci proposte che riguardano tassazione, pensioni, accesso al credito e che vorremmo presentare ai candidati dei nostri territori con una serie di facci a faccia per i quali già formuliamo un invito ufficiale”.

Vediamo alcuni di questi punti. “Dobbiamo salvaguardare i negozi tradizionali, essenziali non solo per l’attrattività turistica ma anche per la qualità della vita e la sicurezza delle città. Proponiamo di estendere a tutte le attività di vicinato mononegozio, con fatturato annuale al di sotto dei 150mila euro, il credito di imposta fino a 20mila euro su Imu, Tasi, Tari e sull’eventuale affitto già approvato per le librerie indipendenti”.

Legato a questo anche il recupero dei fondi commerciali sfitti, “problema molto sentito specie nei centri storici delle nostre città – insistono i presidenti -. Proponiamo una norma che permetta di introdurre canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti commerciali”. Poi temi come la sicurezza, la tassazione. “La sicurezza è legata a doppio filo al rilancio del commercio tradizionale. Le nostre città stanno vivendo una vera e propria emergenza che vede in prima linea proprio i piccoli commercianti. I recenti furti sono purtroppo emblematici in questo senso. Occorre intervenire in modo capillare e con decisione. Poi la tassazione. La pressione fiscale sulle nostre attività è tra le più alte d’Europa. Una situazione resa ancora più intollerabile dall’impressionante teoria di tributi, tariffe e gabelle locali. Chiediamo un impegno per l’introduzione di un tetto alla pressione fiscale complessiva, nazionale e locale”.
Martedì 13 febbraio 2018 alle 19:20:00
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