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Ultimo aggiornamento ore 14.33 del 16 Agosto 2018

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Aumentano le tasse a Massa e Carrara: pressione fiscale a +0,3%

Rispetto al 2016 cresce e arriva al 58,1%. Bedini (Cna): «Nodo resta tassazione imprese per rilanciare lavoro. Decreto dignità? Serve decreto sopravvivenza per imprese»

AUSTERITY SENZA FINE
Aumentano le tasse a Massa e Carrara: pressione fiscale a +0,3%
Provincia - Gli artigiani di Massa e Carrara sono i meno tassati della Toscana (dietro Arezzo). Le due città si trovano rispettivamente al 25esimo e 29esimo posto secondo lo speciale rapporto dell’Osservatorio permanente sulla tassazione delle piccole e medie imprese elaborato da Cna. Il rapporto esamina la dinamica e le differenze del Total tax rate, cioè l’insieme di tutte le imposte e tutti i contributi sociali obbligatori che pesano sulle imprese artigiane, micro, piccole e medie in 137 comuni italiani, inclusi tutti i capoluoghi di regione e di provincia. La stima è riferita ad un’impresa individuale, con un impiegato e quattro operai, un laboratorio di 350 metri quadrati e un negozio di 175, 431 mila euro di fatturato e 50 mila euro di utili.

Nonostante un primato finalmente positivo che riguarda uno dei temi strategici per ogni economia, a Massa la pressione fiscale continua però a salire: nell’ultimo anno, rispetto ad un anno prima, è cresciuta dello dell’0,3% portando il peso complessivo al 58,1% (era al 60,6% nel 2011). Sull’altro lato della foce la situazione non è così diversa: l’insieme di tutte le imposte e contributi sociali obbligatori è ancora più alto, il 58,3% (era al 57% nel 2011), lo 0,2% in più rispetto ad un anno prima. “Dal rapporto – analizza Paolo Bedini, Presidente Cna Massa Carrara – è evidente l’altissima incidenza della tassazione per le imprese artigiane che già vivono, rispetto al resto della regione, una serie di criticità infrastrutturali ed ambientali ormai storiche. Così come è evidente, nonostante i proclami, la tendenza alla crescita della tassazione piuttosto che della riduzione. Fare impresa qui è eroico perché se ti riesce fare reddito e occupazione significa che sei probabilmente più bravo di altri imprenditori che non devono convivere con tutta una serie di handicap come quelli che abbiamo noi qui”.

Gli imprenditori di Massa per saldare il loro debito nei confronti del fisco hanno dovuto lavorare fino al 30 luglio per 212 consecutivi, i colleghi di Carrara un giorno in più, 213. “Il tema della pressione fiscale – spiega ancora Bedini – resta centrale anche per l’attuale governo. Il decreto dignità, così come è stato concepito, non fornisce risposte adeguate alle imprese e al lavoro eludendo il fatto che, per creare lavoro, si devono mettere in condizioni le imprese di farlo partendo proprio dal taglio delle tasse. Ci dispiace constatare che, almeno fino ad oggi, non sia stato un tema centrale quando è stato uno dei primi punti della campagna elettorale”.

Ci sono altri due dati che illustrano bene la situazione attuale: “Il reddito disponibile è in continuo calo. Basti pensare che in sette anni, a Carrara, il reddito delle imprese è passato da 21.501 euro agli attuali 20.841 euro, quasi mille euro in meno. Di contro la pressione fiscale è cresciuta dell’1,3%. Più che un decreto dignità il paese avrebbe bisogno di un decreto sopravvivenza delle imprese”.
Giovedì 19 luglio 2018 alle 15:42:29
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