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Accordo di Programma, la Uil attacca: "Come Godot, attendiamo da sei anni e ancora niente"

Borghini: "è un puzzle di interventi, non sempre coerenti tra loro"

Accordo di Programma, la Uil attacca: `Come Godot, attendiamo da sei anni e ancora niente`
Provincia - "L'accordo di programma per Massa Carrara sta ormai seguendo percorsi così lunghi che sembra quasi di attendere Godot. Sono passati sei anni e ancora una volta siamo stati 'rimandati' a settembre per la firma". E' un commento fra l'amaro e ironico quello di Franco Borghini, segretario della Uil Area Nord Toscana, che arriva pochi giorni dopo l'incontro del 2 agosto fra Regione, Cgil, Cis, Uil e Confindustria. Un incontro che doveva servire "per fare il punto sull'accordo di programma e arrivare ad una conclusione – prosegue – e che invece rinvia di nuovo tutto a settembre, forse".

"Intanto all'incontro mancava il presidente della Regione Enrico Rossi – sottolinea ancora il segretario di area vasta della Uil -: nei giorni precedenti ci era stato annunciato come assolutamente presente e fortemente interessato per poi scoprire, in sede di incontro, che era a Roma". Non si vuole parlare di smacco ma è evidente che "rispetto all'accordo di programma di Livorno e Piombino la Regione sta seguendo altri tempi e altre 'formule'. Là è stato tutto fatto in meno di un anno".

E' in tal senso che si entra poi nei dettagli tecnici: "Quello che viene proposto nell'accordo di programma non è un'opera organica che superi l'inquinamento del territorio, una bonifica intera che dia respiro alle aziende e all'economia. No, è piuttosto un puzzle di interventi, non sempre coerenti tra loro, che danno più l'idea di dover arrivare ad una firma a prescindere piuttosto che a un vero accordo con uno scopo e un progetto. Si mettono insieme iniziative che riguardano Waterfront, bonifiche, interventi idrogeologici, interventi alcuni già iniziati, altri in parte già finanziati e altri ancora in cui manca il coordinamento tra i vari attori. Ecco, sembra che si voglia far vedere che qualcosa si muove in una qualunque direzione che non si sa bene quale sia". Per quanto riguarda le bonifiche, poi, Borghini non le manda a dire: "Senza le bonifiche non ci può essere una vera reindustrializzazione e, intanto, siamo ancora al progetto, questa volta chiamato definitivo. In concreto, però, nessuna bonifica è partita in territori inquinati pesantemente già negli anni 70 e, ovviamente, ci riferiamo ai 116 ettari all'area che è ancora Sin. Ci chiediamo, quindi, che fine hanno fatto e che scopi dovevano raggiungere i progetti precedenti. Come mai nessuno di loro è stato attuato? Abbiamo buttato via soldi e tempo?".

L'analisi è lucida: "A forza di attendere, gli anni passano, cambiano le disposizioni normative e se i cantieri non iniziano bisogna ripartire quasi da zero, rivedere e aggiornare progetti ogni volta. In questo senso, ad esempio, la Port Authority ha cambiato sede e regione, ora a La Spezia, e quindi nel tempo il nostro territorio su questo aspetto non risulta più essere una parte della Toscana". Nessun dubbio per la Uil nel merito dell'accordo di programma: "Va portato in fondo e nel più breve tempo possibile. Non possiamo però non ricordare due aspetti negativi che ne hanno contraddistinto il percorso – conclude Borghini -: questo accordo, è figlio di una iniziativa partita nel 2015 a Massa alla quale tutto il sindacato confederale non partecipò bollandola come iniziativa elettorale. Evidentemente non ci sbagliavamo. Il secondo aspetto è che nel 2011, la prima bozza di accordo, parlava di circa 149 milioni di euro di finanziamenti. Oggi siamo a meno di un quinto della cifra, inserendo pure iniziative che nulla hanno a che vedere con un accordo di programma, ma sono semplicemente interventi già preventivati e in alcuni casi probabilmente dovuti, inseriti solo per impinguare il poco che viene proposto".
Martedì 8 agosto 2017 alle 16:02:39
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