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Ultimo aggiornamento ore 18.31 del 16 Agosto 2018

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Rifiuti e emissioni inquinanti: alle cave 66 sanzioni in un anno e mezzo

È il risultato del centinaio di controlli effettuati da Arpat nei bacini marmiferi apuani

230 SOPRALLUOGHI
Rifiuti e emissioni inquinanti: alle cave 66 sanzioni in un anno e mezzo
Provincia - 100 ispezioni effettuate in un anno e mezzo, con oltre 230 sopralluoghi. Numerose le irregolarità sanzionate. «Alcuni recenti articoli di stampa sembrano mettere in discussione l'attività di controllo svolta da Arpat in merito al comparto marmifero apuano, prendendo spunto dall'acquisizione, e non dal sequestro come indicato in alcuni casi, di documentazione presso la sede Arpat di Massa, da parte della Guardia Costiera su mandato dell'Autorità Giudiziaria» ha scritto l'agenzia.

«Al fine di evitare che gli articoli apparsi inducano erronee interpretazioni della realtà, riepiloghiamo più avanti il lavoro fatto dall'Agenzia in tale campo, con un forte impegno di tutto il personale disponibile, in particolare nell'ultimo anno e mezzo. Come si può rilevare dai dati che produciamo, tale attività ha palesato anche diverse situazioni di irregolarità che ARPAT ha provveduto a sanzionare ai sensi della vigente normativa. Non abbiamo dubbi che le “persone” di questa Agenzia continueranno a svolgere con estrema onestà, professionalità e specializzazione tecnica, proprie della cultura di ARPAT, il loro lavoro, continuando a garantire elevati standard professionali e supporto alle altre istituzioni/corpi di polizia impegnati nei controlli ambientali.

Su richiesta della Regione Toscana, ARPAT dal gennaio 2017 è impegnata a realizzare il Progetto Speciale Cave delle Apuane.

Fra gli obiettivi del progetto, di durata prevista biennale, era previsto di: controllare direttamente 120 cave (60 cave/anno) delle 170 attive in produzione, individuate attraverso l'attribuzione di una priorità di intervento, che tiene conto della presenza di segnalazioni pervenute, dei controlli pregressi, dell'insieme delle conoscenze acquisite anche attraverso l'attività di controllo remoto;
monitoraggio aggiuntivo sui corpi idrici superficiali e sotterranei per riscontrare gli impatti dell'attività estrattiva (che sarà oggetto nei prossimi giorni di una specifica Arpatnews con il dettaglio dei risultati raggiunti); effettuare rilievi, con una analisi da remoto con l’utilizzo di droni, alcuni bacini estrattivi. Nel corso del 2017 sono stati eseguiti controlli relativi a 65 cave, con 161 sopralluoghi. A seguito di tali controlli sono state effettuate 42 comunicazioni di notizie di reato e 42 sanzioni amministrative, a causa delle irregolarità riscontrate. Sono state anche impartite 20 prescrizioni e richiesto ai comuni, in 9 casi, di adottare provvedimenti di loro competenza.

Prevalentemente le irregolarità rilevate hanno riguardato la gestione dei rifiuti (40), gli scarichi idrici (10) e le emissioni in atmosfera (17).

Nel primo semestre del 2018 sono state controllate 34 cave, per 19 delle quali l’ispezione si è conclusa, mentre per 15 è ancora in corso. Al momento sono stati effettuati 70 sopralluoghi. A seguito di tali accertamenti sono state effettuate 24 comunicazioni di notizia di reato, 24 sanzioni amministrative e impartite 12 prescrizioni.

Le cause per le quali è stato elevato il maggior numero di comunicazioni di notizia di reato è quello della mancata gestione delle acque meteoriche dilavanti e/o delle acque meteoriche di prima pioggia (12); seguono la gestione dei rifiuti (10).

La tematica per la quale sono state individuate maggiori criticità che hanno determinato sanzioni amministrative (20) è quella della non corretta gestione dei rifiuti, in particolare problematiche legate al registro di carico/scarico dei rifiuti (assente, mal compilato, etc).

«La Legge 68/2015 permette, a seguito dell’accertamento di un reato – specifica Arpat – la possibilità di accedere ad una procedura estintiva dello stesso, con conseguente pagamento di una sanzione amministrativa, a seguito dell’ottemperanza ad una prescrizione impartita dal personale di vigilanza ARPAT. Alcuni dei reati individuati durante i sopralluoghi del Progetto Cave rientravano tra quelli previsti dalla Legge 68/2015 e pertanto i tecnici ARPAT hanno impartito, nel primo semestre 2018, 12 prescrizioni. La prescrizione impartita, che si trasforma per l’azienda in una serie di attività da effettuare, necessita di un tempo tecnico per poter essere messa in campo da parte della ditta. Allo scadere del tempo assegnato Arpat deve verificare, con ulteriori sopralluoghi, che le richieste insite nella prescrizione siano state esaudite, deve comunicare alla Procura della Repubblica territorialmente competente il rispetto delle prescrizioni, ammettendo la ditta al pagamento della sanzione e, infine, deve comunicare, sempre alla Procura, il pagamento della sanzione in modo che la Procura stessa possa archiviare il fascicolo. Nel caso di mancato adempimento delle prescrizioni, Arpat deve comunicare l’evento alla Procura ed attendere eventuali indicazioni da parte di questa».
Venerdì 3 agosto 2018 alle 08:02:33
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