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La storia di Eric. A Parigi per costruirsi un futuro

Adesso a 27 anni ha un mutuo per comprare casa

La storia di Eric. A Parigi per costruirsi un futuro
La lettera - Provincia - Ecco qui la mia storia. Non sono dovuto scappare. Avrei potuto, nella mediocrità, accontentarmi.

Scegliendo di studiare ingegneria aerospaziale il dover forse lasciare la provincia s'era messo in conto. Ma nemmeno nelle zone limitrofe era facile potersi realizzare.

Cominciamo dalla gloriosa università di Pisa che irraggia e serve il nostro territorio. Gradualmente mi sono reso conto di come sia rimasta ai tempi del decreto "in supremae dignitatis". Lo scarso legame con l'industria ne fanno il tempio della teoria, che sforna professionisti... In formato embrione pronti a farsi sfruttare (ops volevo dire formare) dalle aziende. Chi esce da lì spesso non è pronto al mondo del lavoro. L'università non è un asset de territorio ma un sistema autoreferenziale che alimenta se stesso.

Capendo l'urgenza di riportare i piedi per terra sono partito alla volta di Tolosa per finire gli studi (là le aziende siedono al Consiglio di amministrazione delle università e fanno almeno il 30% delle lezioni). Finito lo stage ho cercato lavoro anche qui.

Pur avendo una visione europea del mercato del lavoro mi sono basato a casa, a Carrara, per cercare lavoro. Cosa si trova?
Premetto che qui non guardavo solo all'area aerospaziale (anche se dopo 7 anni di studi sarebbe stato un peccato non farne niente) ma la stragrande maggioranza delle offerte avute erano per contratti di stage pessimamente retribuiti, spesso in rimborso spese senza l'ombra di un contributo.

Per la cronaca all'estero è illegale fare uno stage se non si è studenti e, da studente, ero pagato 1000€ al mese netti (con contributi pensionistici) + 280€ di aiuti statali all'affitto.
Quando facevo notare che i contributi forse forse mi sarebbero serviti mi si rispondeva "ma pensi alla pensione? Chi sa se mai ci andrai!".
E si offendevano perché "rifiutavo il lavoro!".

Un lavoretto qui l'ho fatto. Esistono persone oneste. Una missione temporanea da consulente dove serviva un ingegnere che parlasse francese Italiano e inglese: avere delle competenze paga e dei lavoretti più o meno temporanei si trovano.

Alla fine quello che era inevitabile è successo... Mi hanno chiamato a lavorare per Airbus, prima a Tolosa, poi a Parigi. Assunto con lo status di quadro. Dopo appena due anni da studente lo stato francese mi ha subito dato la cittadinanza, un modo per assicurarsi che i talenti si sentano inclusi e che abbiano tutto quel che serve per restare. A 27 anni ho un'anzianità di due anni e mezzo e un mio mutuo per un appartamento di proprietà. Gli stipendi? Si parla del doppio circa di chi è qui (attenzione, la vita a Parigi non cosca poco...).

Partire é stato inevitabile, ma rientrare?
Per ora non se ne parla. Ogni volta che vengo ripartire è difficile (gli affetti, il mare...) ma ormai non mi ci vedo a stare qui in modo fisso. Almeno non alla mia età.

A Massa Carrara intanto siamo in Italia. Che se ne dica l'Italia non è messa così male, ma ci sono cose che proprio non capisco. Tipo due anni per avere una risposta dall'INPS, il dover passare da un commercialista per una semplice dichiarazione dei redditi, o ancora dover pagare il ticket quando uno la sanità l'ha già pagata in fiscalità generale! Qui è dove lo stato preferisce creare disagi per poi dare degli aiutini e mantenere uno stato clientelare (Carrara ne è maestra).

Ma Carrara? Quali sono le opportunità per i giovani, senza parlare per una volta del lavoro?
Cosa fanno qui i giovani? Bar, vasche, ciondolare per la strada. Apparire. Questo stile di vita va bene quando uno è in vacanza, ma non tuto l'anno.
Esistono conferenze (ConvlVivere, se esiste sempre, non basta!) di che ne so, geopolitica? Associazioni dove formarsi e crescere? Io conosco l'azione cattolica ma poi...?
Teatri? Festival?

Io per esempio a Parigi sono attivo, oltre che in parrocchia, in un'associazione di giovani lavoratori europeisti. Qui?
Magari troviamo qualche clan di complottisti anonimi che discute sulle scie chimiche dei bombardieri nucleari americani stazionati a Luni! Oppure, i più realistici, di elfi e troll.

Per non parlare della mentalità immobile, del "come sia sta bene qui". E intanto si accettano discariche nel centro di paesi, tasse opprimenti, distruzione del territorio con la scusa che bisogna proteggere qualche decina di posti di lavoro (ma soprattutto i guadagni di pochi). Io sono sceso per l'ultima campagna elettorale nell'illusione di poter fare qualcosa per cambiare la situazione. E certi discorsi mi facevano crepare dal ridere... Ma qui erano normali.

Qui è dove la sana imprenditoria è demonizzata e i piccoli negozianti stanno arroccati sullo status quo, credendosi immortali. Dove si è talmente abituati alla mediocrità che ci si accontenta senza cambiare. Dove startup è un modo per giustificare paghe ancora più basse e non il dinamismo di chi crea valore.

E a chi ha un po' di ambizione, davanti a questo muro di gomma, non resta che emigrare.
E constatando la deriva sempre più rapida, piangere ad ogni ritorno.

Sia chiaro, esistono eccezioni e non è tutto così cupo. Ma i rari lumicini oggi non sono abbastanza da rendere questo territorio attrattivo.

E quando mi si chiede "ma hai possibilità di tornare?" Con rammarico dentro di sé mi dico "per ora non mi interessa". Non credo rimanere fisso a Parigi, ma ad oggi non ho piani per ritornare qui.

Eric Pucciarelli
Sabato 19 agosto 2017 alle 15:33:27
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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