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Ultimo aggiornamento ore 18.31 del 16 Agosto 2018

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Ancora da bonificare 300 siti su 400 nella zona industriale apuana

Nel 30esimo anniversario dello scoppio della Farmoplant, interviene l'Arpat che evidenzia il suo impegno

FARMOPLANT, 30 ANNI DOPO
Ancora da bonificare 300 siti su 400 nella zona industriale apuana
Provincia - Esattamente trent'anni fa, i territori dei comuni di Massa e Carrara furono interessati dal grave incidente presso la Farmoplant; questa ricorrenza richiama l'interesse verso la situazione delle bonifiche nei due territori, dove si stanno registrando ritardi sullo stato di avanzamento delle azioni di risanamento del territorio e, in particolare, quello legato alla mancata bonifica dell’intera falda, che comprende sia le aree industriali che quelle residenziali.

A questo proposito è intervenuta Arpat che fornisce qui ulteriori elementi di conoscenza, nell’ottica di una opportuna informazione ai cittadini.

«L'Agenzia, col proprio Dipartimento di Massa-Carrara – fanno sapere – in questi anni ha sempre posto la massima attenzione, in funzione delle proprie possibilità, anche con risorse umane in diminuzione (per le note limitazioni poste alle assunzioni nella pubblica amministrazione), alla tematica delle bonifiche, fornendo il proprio contributo alle Amministrazioni competenti».

Di seguito si riporta qualche dato. La provincia di Massa-Carrara presenta oltre 400 siti interessati da procedimenti di bonifica censiti dalla banca dati regionale Sisbon (sistema informativo siti interessati da procedimento di bonifica), per un totale di oltre 3.300 ettari, che interessano quasi il 3% del territorio provinciale. Di questi poco meno di 300 risultano ancora da bonificare, pari al 75% circa del totale.

UN PO' DI STORIA
Nel 1999 è stato decretato il Sito di Interesse nazionale di Massa e Carrara (Sin) che ha comportato la perimetrazione di territorio ad uso residenziale, commerciale, industriale e marino costiero compreso nei Comuni di Massa e Carrara con il conseguente obbligo da parte dei soggetti ricadenti all’interno di svolgere attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle matrici ambientali qualora risultate contaminate.
In questi quasi 20 anni la titolarità della competenza sulle procedure di bonifica è stata posta in capo al Ministero dell'Ambiente (Mattm) ai sensi dell’art. 252 del D.Lgs 152/06, il quale può avvalersi anche delle ARPA e/o di altri soggetti.
Nel 2013 la Regione Toscana è subentrata al Mattm nella titolarità del procedimento di bonifica (SIR) ai sensi dell’art. 242 del D.lgs 152/06, per una parte del territorio ex Sin.
Per la bonifica della falda acquifera Arpat aveva provveduto già a partire dall’anno 2001 a compiere accertamenti in merito nonché a fornire ulteriore supporto all'Istituto incaricato dal Mattm nell’anno 2008 (Icram) a redigere lo studio per verificare la necessità di realizzare interventi di messa in sicurezza di emergenza della falda acquifera e per la valutazione della fattibilità anche mediante intervento coordinato.

«Oggi Arpat – fanno sapere dall'agenzia – è impegnata in particolare a fornire supporto tecnico seguendo costantemente lo sviluppo delle fasi operative dell’Accordo di Programma fortemente perseguito dalla Regione Toscana nell’anno 2017 per la prosecuzione degli interventi di bonifica nel Sin e nelle aree ex Sin (Sir) di cui una delle maggiori criticità è proprio la mancata realizzazione della messa in sicurezza e bonifica della falda acquifera del territorio residenziale ed industriale di Massa Carrara e che rappresentava, già al momento di istituzione del SIN, un elemento prioritario da affrontare per il risanamento del territorio. Proprio in questi giorni si stanno svolgendo attività di supporto ai nuovi tecnici incaricati alla predisposizione dei punti di indagine mediante verifiche documentali e sul territorio al fine di passare alla successiva fase operativa di indagine analitica e tecnica per la predisposizione del progetto di bonifica delle acque sotterranee. Questo progetto di bonifica dovrà tenere conto di tutte le maggiori criticità presenti e registrate sul territorio a partire dai primi episodi di inquinamento registrati nelle aree residenziali del Comune di Massa ed industriali già negli anni 80 in modo da mettere a sistema tutti i dati disponibili ed avviare finalmente a risoluzione questo annoso problema necessario per lo sviluppo del territorio e tutela dell’intera comunità di Massa e Carrara. Attualmente i siti interessati all’interno del perimetro del SIN/SIR sono oltre 100 ed Arpat, congiuntamente agli altri uffici degli Enti ed Amministrazioni interessate è impegnata per fornire contributo tecnico in merito all’Amministrazione competente delle procedure di bonifica. Nel 2017 sono stati verificati n.32 siti eseguendo circa oltre 100 sopralluoghi oltre ad eseguire circa 340 campioni di matrici ambientali (acque e terreni). Inoltre come supporto tecnico sono stati predisposti circa 70 contributi tecnici mediante emissione di pareri e valutazioni. Infine va ricordato che tutte queste attività sono state oggetto di rendicontazione a tutte le amministrazioni interessate ed anche alla Commissione di Indagine parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, in sede di audizione presso gli Uffici della Prefettura; Commissione che, nel corso del 2017, ha visitato il territorio per la tematica sulle bonifiche. In tale occasione è stato consegnato un dettagliato dossier inerente le bonifiche in corso e le criticità ancora presenti sul territorio Apuano con particolare riferimento anche alla mancata bonifica della falda. Nel corso degli anni, inoltre, sono stati molteplici anche i rapporti con la Procura della Repubblica di Massa-Carrara per valutazioni di carattere generale e specifiche, nonché sulle criticità riscontrate provvedendo altresì all’invio di documentazione in merito per le valutazioni del caso».
Martedì 17 luglio 2018 alle 18:14:29
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