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Ultimo aggiornamento ore 00.13 del 18 Ottobre 2018

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Cava Fornace, Ricciardi (M5s): «Ecosistema in pericolo»

E il Consiglio regionale approva una mozione per dire no all'ampliamento della discarica in attesa della chiusura

INTERROGAZIONE AL MINISTERO
Cava Fornace, Ricciardi (M5s): «Ecosistema in pericolo»
Montignoso - "Se la Regione Toscana non fa nulla sulla discarica di Cava Fornace, interroghiamo il Ministero; chiaramente la responsabilità e la competenza rimangono regionali però cerchiamo in tutti i modi di rimediare a questa assurda vicenda" così dichiara il Deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi sull'ex Cava Viti illustrando l’interrogazione depositata in Parlamento.
"La discarica oggi ospita anche rifiuti pericolosi contenenti amianto nonché diverse tipologie di codice a specchio - continua - il frazionamento del progetto di discarica e il progressivo aumento dei rifiuti conferibili hanno impedito una valutazione complessiva di impatto ambientale e dell'impatto cumulativo dell’impianto".
Il deputato M5S ricorda poi l'inidoneità del sito in quanto carsico, sismico, ad alta pericolosità geomorfologica, con sorgenti sottostanti, adiacente al Lago e Rupi di porta.”
Ricciardi poi aggiunge: “Le analisi effettuate hanno evidenziato una progressiva degradazione dell'ecosistema circostante;
la Procura di Massa Carrara ha avviato un’inchiesta per il reato di inquinamento ambientale".
“Nonostante le mozioni dei Comuni interessati e del Consiglio Regionale Toscano che ne chiedono la chiusura è imminente l’inizio lavori per portare l’abbancamento dei rifiuti a 98 metri di altezza con una grave e irreparabile compromissione del sito e dei territori limitrofi” continua Ricciardi.
Il deputato M5S conclude, chiedendo al Ministro se “viste le implicazioni di certo interesse pubblico, di tutela ambientale e della salute pubblica di oltre 50mila abitanti, se il Ministro condivide l’esigenza di aprire un'istruttoria sull’impianto, chiedendo alla Regione Toscana la sospensione in via cautelativa di qualsiasi attività, anche autorizzativa, e ampliamento della discarica fino all’esito dell’istruttoria e se ritenga di accogliere le istanze delle comunità locali, proponendo la costituzione di un tavolo interistituzionale per scongiurare l’aggravarsi di una già preoccupante situazione.”

Cava Fornace: il Consiglio regionale approva con voto unanime una nuova mozione per rinnovare la richiesta di chiudere la discarica e, in attesa della chiusura “più celere possibile”, “valutare l’esclusione della previsione di ampliamento a 98 metri”. L’atto di indirizzo è stato presentato, come prima firmataria da Monica Pecori (Gruppo Misto/Tpt) e dal gruppo Pd (firmatari il presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli e il consigliere Giacomo Bugliani).

La mozione tiene conto di quanto riferito dall’assessore regionale Federica Fratoni in commissione Ambiente lo scorso 25 luglio. Audizione che ha rilevato una “discrasia” tra l’indirizzo politico già espresso nel 2017 con una mozione approvata all’unanimità e gli aspetti “tecnico-autorizzativi in fase di rilascio da parte delle strutture regionali competenti”, come si legge nel testo. La discarica di Cava Fornace, ex cava Viti a cavallo tra i Comuni di Montignoso (Ms) e Pietrasanta (Lu).

La mozione impegna inoltre la Giunta a “valutare l’opportunità di acquisire l’emissione del parere igienico-sanitario dei Comuni di Montignoso e Pietrasanta”, ma anche di “prevedere l’attivazione della Valutazione di impatto ambientale ex post”, come “ulteriore approfondimento necessario”.

L’esecutivo dovrà anche verificare l’effettiva sussistenza, da parte del soggetto gestore, della documentazione relativa all’adeguamento delle attuali garanzie finanziarie, comprensiva di perizie attestate e conseguenti fideiussioni. Il tutto per conciliare la volontà politica già espressa, che chiede “la più celere chiusura della discarica”.

Il presidente Baccelli, ricorda il percorso già svolto dal Consiglio regionale e dalla commissione Ambiente: “Abbiamo sentito i comitati e il sindaco di forte dei Marmi che aveva chiesto di essere audito e quindi l’assessore regionale. Con la mozione approvata all’unanimità nel dicembre 2017 avevamo espresso un chiaro indirizzo volto alla chiusura della discarica”. Di fronte a una richiesta di ulteriore emendamento da parte del Movimento 5 stelle (per chiedere l’annullamento in autotutela della previsione di ampliamento a 98 metri), Baccelli ha ribadito l’intenzione di reiterare la richiesta di procedere alla fine del ciclo di vita del sito.

“Abbiamo passato mesi a chiedere la chiusura di Cava Fornace, purtroppo l’assessore ci ha raccontato una storia che non conoscevamo”, ha dichiarato la capogruppo della Lega, Elisa Montemagni. “Si evince dalla mozione che l’azienda sta lavorando senza le garanzie fidejussorie richieste e senza le prescrizioni sanitarie del sindaco. Abbiamo a che fare con una situazione strana, paradossale. Siamo davanti a un bivio, tra i soldi e la salute dei cittadini. Speriamo che con questa mozione si arrivi finalmente all’obiettivo della chiusura”.

Anche secondo Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, “c’è un’evidente divaricazione tra l’indirizzo politico e le scelte amministrative che non sono conseguenti. La Giunta regionale era già stata impegnata da questo Consiglio con voto unanime, ha il dovere politico e istituzionale di attuare gli indirizzi che il Consiglio ha dato. Succede spesso che le note di attuazione arrivino molto in ritardo o, a volte, non arrivino, su questo occorre una regolamentazione migliore. Sappiamo che questo è un sito non idoneo, diamo massimo appoggio alla mozione, arriviamo a una nuova determinazione unanime. Speriamo arrivino scelte coerenti da parte della Giunta regionale”.

Il consigliere Giacomo Giannarelli (M5s), vicepresidente della commissione Ambiente, “stiamo votando un documento anomalo, la Giunta non ha mai elaborato nota di attuazione all’atto di indirizzo approvato con voto unanime. L’assessore avrebbe il dovere di rispettare quell’atto. La verità è che non c’è nessuna intenzione di chiudere la discarica. C’è un problema con le autorizzazioni che le Province dettero all’epoca e di diritti reali che stanno creando un impedimento. La Giunta dovrebbe assumersi la responsabilità di dichiarare che è impossibile attuare l’indirizzo politico espresso dal Consiglio”.

La consigliera Pecori ha ribadito l’intenzione, con questa mozione, di “continuare a dare voce ai comitati, che sono venuti a spiegarci e raccontarci perché questa discarica non può continuare a esistere, e insistere affinché quello che è stato chiesto venga realizzato, anche se ci sono degli ostacoli che l’assessore ha illustrato e tutti conosciamo”.
Giovedì 2 agosto 2018 alle 09:31:07
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