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Ultimo aggiornamento ore 22.37 del 6 Aprile 2020

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«Seccare il Lago di Porta? Proposta disastrosa. Si adempi a richieste Arpat»

Il consigliere della Lega Andrea Cella interviene sulla proposta: «Chiedo al sindaco di posizionare due centraline di rilevazione fisse delle maleodoranze»

il carroccio all'attacco
«Seccare il Lago di Porta? Proposta disastrosa. Si adempi a richieste Arpat»
Montignoso - «Il sindaco vuole rendere il Lago di Porta secco per rappresentare al meglio il lavoro svolto da lui e la sua giunta». Inizia con una provocazione l'intervento del consigliere comunale della Lega Andrea Cella sulla proposta del sindaco di Montignoso Ganni Lorenzetti sulla zona protetta del Lago di Porta che ha suscitato non poche polemiche.

Cella argomenta: «Se le parole del sindaco erano ironiche, l'espressione gli è senz'altro uscita male ed è da censurare: il Lago di Porta andrebbe valorizzato, ma negli anni da assessore ai lavori pubblici prima e da sindaco poi, Lorenzetti si è sfatto sfuggire un cofinanziamento regionale per la ristrutturazione di Casina Mattioli, tanto per parlare di opportunità perse. La soppressione dell'area naturale protetta di interesse locale (ente che gestiva la zona protetta del lago) voluta da Regione Toscana, non ha trovato opposizione da parte della giunta montignosina nemmeno a parole; la stessa giunta non ha avviato alcun percorso alternativo per sottrarre il lago all'incuria dilagante. Ora si propone direttamente di eliminare il lago: geniale per chi del lago non sa proprio cosa farsene!».

«Ma il sindaco, si sa – prosegue Cella – vuol seccare il lago per eliminare le maleodoranze nella zona di Renella-Cervaiolo. La sua soluzione è priva di alcun parere tecnico-scientifico in merito, inoltre sarebbe bene leggere per intero le conclusioni dello studio sulle maleodoranze pagato dal Comune di Montignoso ad Arpat. Infatti l'Agenzia regionale afferma nell'ordine che: la poca profondità del lago, la sua lenta velocità di scorrimento e i sedimenti accumulati nel tempo e mai rimossi concorrono alla creazione di acido solfidrico e in conseguenza di idrogeno solforato da parte dei microorganismi; dovranno essere svolti ulteriori approfondimenti in area Coimpre e nelle vicinanze, dato che le indagini svolte non sono bastate a definire il ruolo dell'area artigianale riguardo le maleodoranze; l'amministrazione dovrà approfondire le indagini sull'intero bacino lacustre durante questa primavera-estate per terminare il quadro conoscitivo e capire come agire per rimuovere gli odori. Per cui qualsiasi proposta fatta adesso è affrettata e senza alcuna base solida».

«Propongo al sindaco, invece di avventurarsi in soluzioni post-atomiche come rendere arido il lago – conclude il consigliere del Carroccio – di posizionare due centraline di rilevazione fisse delle maleodoranze, una in zona della Casina Mattioli e l'altra in zona Coimpre da aprile fino a settembre, attive 24 ore su 24. In questo modo si avrebbe un monitoraggio completo e si potrebbero osservare tutti i picchi più alti di emissioni di idrogeno solforato. Infatti, durante le indagini 2019 di Arpat con la propria centralina, nei giorni in cui ad esempio è stata posta nella zona artigianale, non è stato percepito alcun cattivo odore. Così si adempirà a una delle richieste formulate da Arpat nella sua relazione conclusiva e si potrà compiere un ulteriore reale passo avanti nella soluzione del problema».
Mercoledì 19 febbraio 2020 alle 17:52:14
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