Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
telefono redazione massa carrara 0585 027167
PUBBLICITA'
pubblicità massa carrara Richiedi contatto
Ultimo aggiornamento ore 22.23 del 18 Settembre 2018

Facebook La Voce Apuana Twitter La Voce Apuana RSS La Voce Apuana

«Inutile chiudere Cava Fornace se non sappiamo dove stoccare l'amianto»

Confartigianato rilancia la sfida a istituzioni e comitati: «Sediamoci attorno al tavolo e troviamo una soluzione condivisa che tuteli l'ambiente e consenta di eliminare l'eternit dal territorio»

LA DISCARICA DELLA DISCORDIA
«Inutile chiudere Cava Fornace se non sappiamo dove stoccare l´amianto»
Montignoso - “Possiamo decidere di chiudere la discarica di Cava Fornace (Montignoso, Ms), l'ultima ancora autorizzata a riceve rifiuti contenenti amianto in tutta la Toscana, e lasciare che quel nemico mortale resti sui tetti delle case, dei pollai e delle fabbriche, in attesa che si sfaldi e si distrugga, liberando le fibre mortali nell'aria che respiriamo. Oppure possiamo decidere di governare questo processo, di tutelare la nostra salute a 360 gradi. Significa mettere insieme tutte le istituzioni, dirigere le attività in maniera sera e non demagogica, monitorare con costanza i conferimenti in discarica affinché tutto sia sicuro e consegnare ai nostri figli un territorio pulito, più salubre, finalmente libero da questa minaccia che da decenni miete vittime in tutta Italia”.

Un aut aut che non prevede mezze misure, almeno per il momento, e a lanciarlo è il presidente di Confartigianato, Sergio Chericoni, che invita tutti, istituzioni, società che gestisce il sito di stoccaggio (Programma Ambiente Apuane) e i cittadini, a trovare un punto di caduta comune che sia quello del benessere complessivo, visto nella sua accezione più larga: “Purtroppo al momento non esistono alternative allo stoccaggio dei rifiuti contenenti amianto in discarica. Un procedimento che, se fatto con tutti i crismi del caso, seguendo le rigide procedure previste dalla legge, offre garanzie quasi assolute di sicurezza. L'amianto è certamente più sicuro una volta rimosso, confezionato e sotterrato che non all'aria aperta, esposto agli agenti atmosferici, dove si deteriora e diventa, allora sì, letale. E' ora di liberarci di questa filosofia 'nimby', per cui il ciclo dei rifiuti va chiuso ma non 'nel nostro giardino'. Senza discariche per amianto allora i rifiuti ce li teniamo nei giardini. Anzi, ci teniamo l'amianto sui tetti, nelle pareti e nei pavimenti. Ce lo teniamo nelle condotte idriche che portano l'acqua nei nostri rubinetti. Ce lo teniamo nelle strade dove viene abbandonato da chi vuole liberarsene fregandosene della legge e della salute dei cittadini”. E alternative a Cava Fornace (che almeno fino a novembre non potrà ricevere altro eternit, come da prescrizioni della Regione, ossia fino a quando non sarà raggiunto il 30% previsto dall'Autorizzazione integrata ambientale concessa) non ce ne sono: “In tutta Italia abbiamo solo 4 discariche autorizzate – prosegue Chericoni -. Questa, una a Brescia, una a Ortona in Abruzzo e un'altra a Cascina, la Ecofor, anch'essa al momento ferma. Averne una 'vicina', autorizzata dagli enti preposti, e controllata da Arpat, destinata a diventare interamente pubblica (senza privati che ci lucrano sopra), ci può garantire da un lato la massima sicurezza e, dall'altro, una possibilità di conferire a costi inferiori. Quindi un altro vantaggio per i cittadini che vogliono debellare questo materiale cancerogeno dalle loro case. Altrimenti bisogna andare lontano e oggi i costi, a causa della crisi proprio delle discariche, sono lievitati: chiedono 3 o 4 volte quello che si spendeva pochi mesi fa e alla fine tocca ai cittadini e alle imprese spendere cifre maggiori. Si parla di prezzi che vanno dai 200 ai 300 euro a tonnellata per le lastre di eternit e per i voluminosi si toccano i 1.250 euro. Per questo – conclude Chericoni – crediamo che sedendoci tutti attorno a un tavolo si possa trovare una strategia unitaria che tuteli davvero l'ambiente, che consenta di eliminare l'amianto e trattarlo come rifiuto pericoloso, conferendolo in discariche controllate e sicure. Può benissimo essere Cava Fornace, che già esiste ed è autorizzata. E se servono altri iter autorizzativi ci si può lavorare. Ma la soluzione deve essere trovata: la Regione deve farsene carico”.
Lunedì 30 luglio 2018 alle 15:29:51
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie Massa Carrara




-


























Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Massa n° 4/2017
Direttore responsabile: Matteo Bernabè

Contatta la Redazione

Privacy e Cookie Policy

Liguria News