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Ultimo aggiornamento ore 14.33 del 16 Agosto 2018

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Cava Fornace, chiudere o non chiudere la discarica?

Continuano i pareri discordanti sullo stato del sito di Montignoso

IL DIBATTITO
Cava Fornace, chiudere o non chiudere la discarica?
Montignoso - L'assessore all'ecologia del Comune di Forte dei Marmi chiede l'intervento del Ministero dell'Ambiente. Il presidente della commissione ambiente della Regione Toscana, ammette che la richiesta di chiudere la discarica da parte del Consiglio «contraddice la nostra volontà politica». E nel mezzo di questo marasma politico c'è ancora il Comitato cittadino antidiscarica, radicato in presidio permanente fuori dai cancelli di Cava Fornace.

In sintesi, continua il braccio di ferro fra chi vuole tenere aperta la discarica per rifiuti inerti e speciali non pericoli a metà fra Montignoso e Pietrasanta e chi invece sostiene l'incompatibilità del sito con l'area protetta del Lago di porta e le falde acquifere sottostanti.

In molti hanno preso parte all'assemblea pubblica organizzata dal comitato cittadino antidiscarica di domenica scorsa, fra i quali Bruno Giampaoli, responsabile di Italia Nostra, l'ex consigliere di Rifondazione Comunista di Massa Nicola Cavazzuti e l'assessore all'ecologia del Comune di Forte dei Marmi, Enrico Ghiselli. L'assessore Ghiselli ha informato i presenti di aver chiesto formalmente alle Asl di Massa e Lucca i dati degli ultimi anni riferiti all'aumento dei casi di malattie oncologiche, suddivisi per tipologia. Ghiselli ha inoltre annunciato l'intenzione di interpellare direttamente il Ministero dell'Ambiente, per chiedere la valutazione su eventuale intervento del Noe, il nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, a seguito dei valori di sostanze inquinanti trovati nei controlli effettuati da Arpat.

«Ci pare davvero ridicola -scrive il comitato - l'affermazione del direttore della discarica, che durante la nostra visita all'interno dell'invaso ha affermato che quei valori non dipendono dalla discarica, ma da una situazione di falda che riguarda tutta la nostra area di costa, compresa la Versilia».

E attraverso una nota il comitato fa sapere che continuerà attivamente nella battaglia per chiudere Cava Fornace. Ieri (mercoledì 25) si è tenuta l'audizione dell'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, ascoltata in commissione ambiente. Durante l'incontro il presidente della commissione, Stefano Baccelli, ha affermato: «Continueremo a lavorare perché l’indirizzo già espresso dal Consiglio sia rispettato. Certo è che il quadro rappresentato non è di facile soluzione e, lo dico chiaramente, contraddice la nostra volontà politica». Un incontro, quello di mercoledì 25 luglio, con l'assessore all'Ambiente Federica Fratoni, che «è servito a fotografare lo stato dell’arte e mettere in luce paletti tecnici sui quali il presidente assicura il personale impegno», fanno sapere dalla Regione. Infatti continuano gli atti in calendario per arrivare ad una chiusura: oltre alla mozione di dicembre un'altra è già stata depositata e sarà iscritta all'ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio (martedì 31 luglio o mercoledì 1 agosto). Il testo, di cui Baccelli risulta tra i firmatari, sarà rivisto e modificato. «Rispetto al quadro autorizzatorio la situazione appare tecnicamente difficile» dichiara il presidente, che comunque conferma la volontà di dare «esito positivo» ad indirizzi politici espressi e «nonostante i paletti tecnici che ci sono stati rappresentati».

«Paletti che se da un lato confermano quanto dichiarato dall'assessore lo scorso 26 giugno in aula, e ribadiscono diritti acquisiti difficilmente aggirabili, dall'altro aggiornano lo stato dell'arte della discarica e le tre fasi di coltivazione. Il progetto risulta tutto autorizzato e sottoposto a Via (Valutazione d’impatto ambientale) fino all'ultimo step, la cosiddetta fase tre che consente il riempimento del sito fino alla quota massima consentita (+98 metri sul livello del mare)».
Giovedì 26 luglio 2018 alle 22:33:15
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